07 ottobre 2007

Premio Impresa Ambiente 2007 In gara per migliorare la qualità della vita: al via l'edizione 2007 del Premio Impresa Ambiente DA QUEST'ANNO ANCHE IL"PREMIO SPECIALE GIOVANE IMPRENDITORE PER L'AMBIENTE"

"Questo governo, fin dai suoi primi passi, si sta muovendo verso un obiettivo preciso: contribuire alla nascita di un'ecoindustria nazionale".
Pier Luigi Bersani, Ministro dello Sviluppo economico
È cresciuto in Italia il numero di aziende che hanno fatto dell\'attenzione all\'ambiente un asset strategico per la competitività; di imprenditori guidati da una nuova filosofia del fare impresa; di organizzazioni che riconoscono l\esigenza di una costante relazione tra attività economiche e ambiente naturale.
A loro si rivolge il Premio Impresa Ambiente, promosso da Ministero dell'Ambiente, Ministero dello Sviluppo Economico, Unioncamere, Camere di Commercio di Roma e Milano e nato con l'obiettivo di valorizzare le imprese private e pubbliche che si siano distinte in un'ottica di Sviluppo Sostenibile, Rispetto Ambientale e Responsabilità Sociale, rispondendo alle esigenze di sviluppo del presente senza compromettere la capacità di crescita delle generazioni future.
Il premio ha visto nelle scorse edizioni centinaia di aziende candidate con progetti e prodotti che hanno contribuito concretamente a migliorare l'impatto economico, sociale e ambientale. Dal trasporto delle merci su chiatte alla produzione di energia elettrica con aquiloni, passando per la coltivazione di conchiglie e la produzione di giocattoli a base di amido di mais, fino al treno fotovoltaico, il Premio ha portato alla ribalta i progetti più diversi.
A proporli sono state realtà italiane, private e pubbliche; aziende già grandi ed affermate, come Illycaffè, Trenitalia, Costruzioni Margheri, ma anche piccole imprese con un grande potenziale. Tutte comunque aziende "innovative", come la Sotral di Torino che, premiata in Italia nel 2005, si è poi aggiudicata il Premio Europeo accreditandosi tra le realtà internazionali più all\'avanguardia nella logistica alimentare.
"Questo governo, fin dai suoi primi passi, si sta muovendo verso un obiettivo preciso: contribuire alla nascita di un'ecoindustria nazionale. Con il disegno di legge Industria 2015 infatti – ha spiegato il Ministro dello Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani - si vuole premiare le imprese che coniugano sviluppo e tutela ambientale e che fanno della politica verde un motore essenziale per essere competitivi. Efficienza energetica e mobilità sostenibile, i primi due progetti di innovazione industriale avviati già con la scorsa finanziaria, vanno in questa direzione: incoraggiano la riqualificazione di comparti industriali esistenti verso prodotti più efficienti, richiesti dal nuovo contesto energetico e – conclude il ministro- mettono l'innovazione industriale al servizio del trasporto, per muovere persone e merci in modo ecologico, sicuro, economico e tempestivo\".
Le imprese vincitrici del Premio Impresa Ambiente saranno ammesse di diritto a partecipare all'edizione 2008 dell'European Business Awards for the Environment, promosso dalla Commissione Europea (DG Ambiente), per riconoscere e sostenere le organizzazioni che abbiano contribuito allo Sviluppo Sostenibile.
Il premio, a cadenza annuale e diviso in 4 categorie (miglior gestione, miglior prodotto, miglior processo, migliore cooperazione internazionale), è destinato alle organizzazioni che abbiano introdotto significative innovazioni di processo, sistema, tecnologia, prodotto, o abbiano avviato partnership internazionali. Rappresenta, dunque, un'occasione per utilizzare l'ambiente come "motore" economico essenziale per essere competitivi a livello europeo e favorire la crescita delle imprese italiane.
"Uno dei principali obiettivi del Sistema delle Camere di Commercio è quello di sostenere la capacità di innovazione delle imprese, leva sostanziale per uno sviluppo economico competitivo ed equilibrato. - ha commentato Andrea Mondello, Presidente di Unioncamere e della Camera di Commercio di Roma – Per questo il Sistema Camerale è orgoglioso di aver organizzato e sostenuto il Premio Impresa Ambiente, giunto quest'anno alla sua terza edizione. Intendiamo impegnarci affinchè, attraverso quest'iniziativa, si diffonda sempre più nel nostro sistema imprenditoriale una nuova cultura d'impresa, che coniughi i valori dello sviluppo sostenibile e della responsabilità sociale con i principi economici. L'augurio è che i progetti vincitori del premio italiano, partecipando all'edizione europea, diventino protagonisti anche nel contesto internazionale".
"Sensibilizzare le imprese sul tema della responsabilità ambientale significa promuovere un mercato più equo, efficiente e competitivo. – ha aggiunto Carlo Sangalli, Presidente della Camera di Commercio di Milano – In questo senso, la Camera di Commercio di Milano è da tempo attiva e attenta nell'incoraggiare e offrire assistenza alle aziende che vogliono migliorare la loro gestione con prassi sempre più responsabili. Ecco perchè promuoviamo questo premio, che mette in luce le migliori esperienze di gestione ambientale nelle imprese e costituisce un riconoscimento per uno sviluppo sostenibile".
L'edizione 2007 riserva inoltre una novità: l'introduzione di un "Premio Speciale Giovane Imprenditore per l'ambiente", riconoscimento riservato a titolari o dirigenti d'impresa under 40 (già in gara per una delle quattro categorie), che si siano distinti per spiccate capacità imprenditoriali, innovazione ed attività di ricerca dedicate allo sviluppo ecosostenibile.
Le candidature delle imprese, pubbliche o private, al Premio Impresa Ambiente dovranno pervenire alla Segreteria Organizzativa entro il 10 novembre 2007 e verranno valutate da una Giuria composta da autorevoli esperti del settore ed esponenti del sistema produttivo e della ricerca.
Le imprese vincitrici riceveranno i riconoscimenti nel corso della cerimonia di premiazione che si terrà a Roma a dicembre, nella suggestiva cornice del Tempio di Adriano.
Il Bando, le scadenze e ulteriori dettagli sul Premio sono disponibili sul sito web: www.premioimpresambiente.it



STUDIO, CUBA UNICO PAESE A SVILUPPO SOSTENIBILE

(ANSA) - LONDRA - Lo ''sviluppo sostenibile'' puo' essere stato al centro dei discorsi di molti politici in questi ultimi tempi ma, secondo un recente studio, il paese dove lo si puo' vedere realizzato e' uno solo: Cuba. Una ricerca del Global Footprint Network, ripresa dal settimanale britannico New Scientist, ha infatti messo a confronto le condizioni di vita (in termini di Pil individuale, istruzione, sanita', aspettativa di vita, ecc.) di 93 paesi con la loro ''impronta ecologica'', un indice che misura l'impatto ambientale dello stile di vita di una determinata nazione. Lo studio, che sara' pubblicato sulla rivista Ecological Economics, fa parte della ricerca piu' vasta su 150 Paesi che viene presentata nel giorno del debito ecologico mondiale, domani. I risultati sono stati, in larga misura, quelli attesi: i paesi occidentali hanno standard di vita molto elevati ma consumano troppe risorse. Gli scienziati autori della ricerca hanno addirittura calcolato che servirebbero cinque pianeti come la terra se tutta la popolazione mondiale vivesse secondo gli standard statunitensi. All'altro capo della scala, i Paesi dell'Africa, dell'America Latina e di buona parte dell'Asia consumano le risorse della Terra in proporzione sostenibile - tanto che il nostro pianeta basterebbe tranquillamente a farci vivere tutti come un cittadino, ad esempio, della Malaysia - ma gli standard di vita sono troppo bassi. L'unica nazione dove lo sviluppo sembra andare d'accordo con la sostenibilita' e', sorprendentemente, il paese guidato da Fidel Castro. ''I cubani - spiega Mathis Wackernagel, coordinatore dello studio - hanno alti livelli di istruzione e di aspettativa di vita, e sono stati costretti dall'embargo petrolifero ad avere una piccola 'impronta ecologica' ''. ''Nessuno ha il coraggio di dire cosa sia veramente la 'sostenibilita' - aggiunge lo scienziato - ma noi crediamo di averne fornita una misurazione solida''. (ANSA).

ITALIA 14/A PER QUALITA' DELLA VITA MA TOP E' FINLANDIA

(ANSA) - ROMA - Sono i paesi nordici i piu' 'verdi' al mondo ma non solo: nonostante il clima rigido sembrano essere anche quelli dove si vive meglio, in particolare, secondo uno studio pubblicato oggi da Reader's Digest, la Finlandia detiene il primato della nazione con la migliore qualita' della vita in assoluto. L'Italia e' 14/a su 141 Paesi, prima della Slovenia e della Francia subito dopo Giappone e Israele. ''La Finlandia e' promossa a pieni voti per la qualita' dell'aria e dell'acqua, per la bassa incidenza di malattie infantili e per la qualita' dei sistemi di protezione per i cittadini dall'inquinamento dell'acqua e dai disastri naturali'', si legge nel rapporto stilato da Matthew Kahn, economista statunitense esperto di questioni ambientali. La lista dei 141 Paesi, dopo la Finlandia, vede in ordine Islanda, Norvegia, Svezia e Austria. Agli ultimi posti tutte nazioni africane, mentre gli Stati Uniti si piazzano alla posizione numero 23, venticinquesima e' la Gran Bretagna e la Cina e' all'84/o posto. Per quanto riguarda le singole citta', il primato di migliore vivibilita' spetta a Stoccolma seguita da Oslo, Monaco e Parigi. Tra le prime dieci figurano anche quattro citta' tedesche, mentre New York e' quindicesima e Londra ventisettesima sulle 72 citta' prese in considerazione dallo studio. Per le citta' l' Italia entra nella lista con Roma (39/o posto), Bologna (47/o) e Milano (53/o) sempre su 72 realta' urbane. Trasporto sostenibile, norme locali ambientali, costi energetici, produzione e gestione dei rifiuti, aree verdi i parametri presi in considerazione per la classifica cittadina. Si trovano in Asia invece le citta' considerate piu' sporche: tra queste anche Pechino, che ospitera' le Olimpiadi del 2008, a causa dell'alto livello di inquinamento atmosferico. (ANSA).

ORSI MORTI: DIRETTORE PARCO, CUCCIOLI UCCISI DA ORSO MASCHIO

(ANSA) - SULMONA (L'AQUILA)- I due cuccioli di orso morti per cause naturali nei giorni scorsi sono stati uccisi da un orso maschio ''per rendere la sua compagna disponibile per un ulteriore accoppiamento''. Lo ha affermato il direttore del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, Aldo Di Benedetto in risposta alla ipotesi avanzata dall'associazione ambientalista ''Ambiente e/e' Vita'', che aveva sostenuto in un comunicato che i due cuccioli di orso erano stati abbattuti a bastonate. ''Si tratta di una morte naturale - ha spiegato Di Benedetto - come confermato dai due referti sottoscritti dal veterinario del Parco e dall'Istituto Zooprofilattico di Bologna, dove sono state portate le carcasse degli animali. Se gli ambientalisti hanno elementi con cui sostenere la loro ipotesi, che si facciano avanti e ci diano tutte le indicazioni per individuare gli eventuali responsabili''.(ANSA).

Rigassificatori, ok alle procedure accelerate per decreto

fonte:www.greenreport.it
Arrivano le risorse finanziare per le infrastrutture e l’ambiente annunciate qualche giorno fa: il decreto legge 159/2007 “ Interventi urgenti in materia economico – finanziaria, per lo sviluppo e l’equità sociale” legato alla finanziaria per il 2008 è stato pubblicato ieri sulla gazzetta ufficiale, è entrato in vigore oggi e sarà presentato alla camera entro 60 giorni per la sua conversione in legge, pena la sua decadenza.
Fra i tanti investimenti sulle infrastrutture (come i contributi assegnati al trasporto metropolitano delle grandi città, alle opere in corso sulla rete ferroviaria, per il potenziamento del trasporto merci marittimo per la Sicilia e la Calabria), troviamo anche disposizioni in materia di ambiente e in materia di rigassificatori di gas naturale liquefatto.
In tema di ambiente, l’articolo 26 prevede lo stanziamento di un contributo straordinario di 20 milioni di euro per il 2007 a favore del Ministero dell’ambiente, per l’attuazione di programmi di intervento per le aree protette e per la difesa del mare. Il Ministero dell’ambiente definirà le modalità e i criteri di utilizzazione delle somme stanziate.
Lo stesso articolo prevede poi che i nuovi interventi pubblici, nella misura minima del 40%, dovranno essere accompagnati da una certificazione relativa alla riduzione delle emissioni di gas serra. E ciò al fine del raggiungimento degli obiettivi previsti dal Protocollo di Kyoto.
L’articolo 46 invece, definisce e semplifica le procedure di autorizzazione per la costruzione e l’esercizio di terminali di rigassificazione di gas naturale liquefatto anche situati al di fuori di siti industriali.
Per questi impianti l’autorizzazione è rilasciata secondo una specifica procedura (ex art. 8, L. 34/2000) e a seguito di giudizio di compatibilità ambientale (di cui all’articolo 6 della legge 8 luglio 1986, n. 349).
Nei casi in cui gli impianti siano ubicati in area portuale o ad essa contigua, il giudizio è reso anche in assenza del parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici. In tali casi, l’autorizzazione è rilasciata con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, d’intesa con la regione interessata. E l’autorizzazione costituisce variante anche del piano regolatore portuale.
Nei giorni scorsi del resto il ministro per le infrastrutture Antonio Di Pietro aveva invocato procedure accelerate e valutazione di impatto ambientale decisiva da parte del Cipe per i nuovi rigassificatori. Opere tra l’altro che il ministro vorrebbe inserire (ma non si sa né quanti né quali) tra le opere della legge obiettivo.


















L’Ue chiede un rimborso di 145,2 milioni di spese Pac 82,6 milioni deve restituirli l’Italia per olio e foraggi

fonte:www.greenreport.it
BRUXELLES. Gli Stati membri dovranno rimborsare all’Unione Europea 145,2 milioni di euro di importi indebitamente versati a carico del bilancio agricolo dell’Ue. Il reintegro è dovuto a procedure di controllo inadeguate o al mancato rispetto delle norme comunitarie in materia di spese agricole. Gli Stati membri sono responsabili del pagamento e della verifica delle spese effettuate nell’ambito della politica agricola comune (Pac), mentre la Commissione Ue deve garantire che essi abbiano fatto un uso corretto dei fondi.
La decisione, la venticinquesima di questo tipo dal 1995, prevede il recupero di fondi versati a Belgio, Germania, Danimarca, Spagna, Francia, Irlanda, Italia, Olanda, Portogallo, Svezia e Regno Unito. Ma a fare la parte del leone è, ancora una volta, l’Italia con 82,6 milioni di euro da restituire: «76,4 milioni per controlli quantitativamente e qualitativamente carenti nel settore dell’olio d’oliva – spiega la Commissione Ue - 6,2 milioni a carico dell’Italia per carenze nei controlli della produzione di foraggi essiccati e dei documenti finanziari giustificativi delle domande di pagamento».
«Abbiamo lavorato intensamente per garantire il miglior controllo possibile sulle spese agricole – spiega la commissaria Ue per l´agricoltura e lo sviluppo rurale Mariann Fischer Boel - È nostro dovere controllare efficacemente l’uso che viene fatto del denaro dei contribuenti. Abbiamo compiuto notevoli progressi sulla via di un migliore controllo e siamo decisi a proseguire gli sforzi in questo senso».


Orsi uccisi, coalizione per fermare uso bocconi avvelenati

fonte:wwww.greenreport.it
Il giallo degli orsi avvelenati nel parco nazionale di Abruzzo si arricchisce ogni giorno di nuovi elementi, o così pare da quanto si legge sulla stampa. Senza dubbio è una vicenda su cui occorre fare chiarezza, e di cui valutare tutte le possibili implicazioni che può avere, e da cui è anche possibile cogliere l’occasione per portare alla luce della cronaca un problema - quello delle esche avvelenate abbandonate nei boschi - che è purtroppo assai diffuso. E che se non è certo un tema di prioritaria importanza, rispetto a tanti altri problemi assai gravi che affliggono il paese e non solo il nostro, è comunque una pratica più diffusa di quanto non si pensi.
E prendendo come elemento di partenza la vicenda degli orsi abruzzesi avvelenati Legambiente, Arcicaccia e la Confederazione Italiana Agricoltori, hanno deciso di far nascere «una coalizione per fermare concretamente l´uso dei bocconi avvelenati». Le tre associazioni lavoreranno infatti insieme per attivare unità cinofile specializzate ad individuare le esche avvelenate lasciate nei boschi.
Il progetto che Legambiente, Arcicaccia e Cia intendono mettere da subito al servizio della Regione Abruzzo, che ha subito in questi giorni la perdita di ben 5 orsi bruni, lupi, volpi e anche qualche pecora è però aperto a tutte le altre Regioni e nasce in cooperazione con l´esperienza spagnola condotta nella regione Andalusa dalla Fundacìon Gypaetus, insieme alla Junta de Andalucia Consejerìa de Medio Ambiente, la Upa - Unìon de Pequenos Agricultores y Ganaderos de Andalucìa e la Fac - Federacìon Andaluza de Caza che saranno ospiti nei prossimi giorni ad un incontro organizzato dalle tre associazioni in Abruzzo.
«Intendiamo avviare un vero e proprio programma contro l´uso delle esche avvelenate - dichiara Antonino Morabito, responsabile nazionale conservazione e gestione della fauna di Legambiente - una campagna d´informazione e di sensibilizzazione operata congiuntamente, per mettere fine a una vergogna che purtroppo trova ancora spazio in Italia a causa di ignoranza, scarso controllo e assenza di unità cinofile specifiche in grado di prevenire i danni».
Sono diverse decine le unità cinofile già operanti in Andalusia, formate soprattutto da cani di razza labrador, pastore tedesco e razza andalusa che hanno operato negli ultimi anni numerosi controlli, consentendo di aprire alcune centinaia di procedimenti per individuare i colpevoli. In Spagna l´abbandono di esche avvelenate è considerato reato e la sanzioni amministrative arrivano a diverse decine di migliaia di euro di multa.
«Faremo tesoro dell´esperienza spagnola - dichiara Osvaldo Veneziano, presidente nazionale di Arcicaccia - nella quale i cacciatori si sono messi al servizio dell´intera comunità per contrastare chi commette illegalità».
«Il ruolo dell´agricoltura - dichiara Rossana Contri, responsabile nazionale Territorio e Ambiente della Cia - è sempre più legato alla capacità di offrire, insieme a prodotti di qualità, servizi alla collettività legati alla conservazione e al mantenimento del grande patrimonio naturale presente in Italia, patrimonio che vede gli agricoltori tra i principali custodi». Un progetto che oltre alla fauna selvatica potrà preservare molti cani, che spesso muoiono proprio per colpa ei bocconi avvelenati.








La logica della crescita minaccia le aree protette

fonte:www.greenreport.it
La sostenibilità è fondamentalmente un concetto etico; il mondo non è sul cammino della sostenibilità e la sfida per raggiungerla è enorme e deve essere assunta con decisione, partecipazione e creatività. Potrebbe essere riassunto così il lungo ed impegnato intervento che Gabriel López (nella foto), direttore delle strategie globali della World conservation Union (Iucn) ha fatto al secondo Congreso Latinoamericano de Parques Nacionales y otras Áreas Protegidas in corso a Bariloche, Argentina.
«Le aree protette saranno minacciate nella loro totalità – ha detto Gabriel López – se continuiamo nella logica della crescita e dell’espansione economica come meta finale».
López ha preso atto con piacere delle «buone notizie» e del successo che stanno avendo le aree protette latinoamericane, ma anche della sfida che la regione affronta nell’avanzare sulla stretto sentiero dello sviluppo sostenibile.
«E’ urgente un cambiamento fondamentale – ha detto il membro dell’executive management group dell’Iucn - Il modello di sviluppo economico necessita di essere ripensato e di includere aspetti fondamentali come: nuovi modelli di sviluppo, maggiore equità, giustizia sociale, reale democrazia ed un nuovo rispetto per gli ecosistemi che sostengono la vita. Senza questo cambiamento di base dei modelli economici e di governo le aree protette, nei prossimi anni e decenni saranno isole ogni volta più piccole e meno utilizzabili come sistemi integrati».
López dirige per l’Iucn l’iniziativa “The Future of Sustainability: Rethinking Environment and Development in the Twenty-First century" (il Futuro della Sostenibilità: Ripensare ambiente e sviluppo nel ventunesimo secolo), che cerca di creare nuovi spazi ed occasioni per far avanzare la discussione su un futuro sostenibile. Un’iniziativa che chiede risposte a due domande piuttosto “pesanti”: quali sono i cambiamenti davvero determinanti per il mondo? Come può la comunità ambientalista avere un maggior impatto politico per influire in maniera reale su questi processi?
L’iniziativa si pone alcuni obiettivi a dir poco ambiziosi: inserire la crescita economica nell’ambiente, collegare giustizia sociale/ambientale e sviluppo, ripensare sviluppo e qualità della vita, sviluppare nuovi modelli di governabilità, attrarre nuovi interessi, ripensare il messaggio ambientalista, attirare i nuovi media, il mondo della comunicazione e quello dell’apprendimento, creare nuove alleanze e cercare sinergie, rafforzarsi con soluzioni, appoggiare agende innovatrici, mobilitare un movimento globale.
Per López, l’America Latina è però all’avanguardia: «Dopo il Congresso di Santa Martha, dove sono state stabilite molte nuove aree protette nella regione; inoltre l’America Latina è lider mondiale nella realizzazione di aree protette nei territori dei popoli indigeni, discendenti africani e gruppi etnici diversi».