06 luglio 2008
NEWS ANSA : BANDO ENERGIA
07/07/08 22:38
AMBIENTE:BANDO ENERGIA E MOBILITA',TERMINE
PROROGATO AL 15/9
(ANSA) - ROMA, 7 LUG - Con un decreto del ministro dello Sviluppo economico e' stato spostato in avanti il termine finale per la presentazione delle domande relative ai progetti di innovazione industriale per l'efficienza energetica e per la mobilita' sostenibile. La scadenza fissata dall'art. 8 del bando relativo ai progetti di innovazione industriale per l'efficienza energetica sono differite al 15 settembre 2008. Era stata la Finanziaria 2007 ad istituire presso il ministero dello Sviluppo, il Fondo per la competitivita' e lo sviluppo economico con stanziamenti per il finanziamento di progetti di innovazione industriale individuati nell'ambito delle aree tecnologiche dell'efficienza energetica, della mobilita' sostenibile, delle nuove tecnologie della vita, delle nuove tecnologie per il made in Italy e delle tecnologie innovative per i beni e le attivita' culturali e turistiche. Per quanto riguarda l'efficienza energetica il budget stanziato ammonta a 200 milioni di euro, mentre invece ammontano a 180 milioni le risorse concesse per finaziare i progetti di mobilita' sostenibile, fondi erogati per la concessione di agevolazioni a sostegno della realizzazione di programmi finalizzati allo sviluppo di nuove tipologie di prodotti e/o servizi, con elevato contenuto di innovazione tecnologica e in grado di determinare impatti sul sistema economico. I bandi erano stati emanati con appositi decreti del ministro dello Sviluppo economico del 5 marzo 2008 e del 19 marzo 2008, che stabilivano anche le scadenze prorogate proprio in questi giorni, per favorire lo svolgimento delle operazioni di inoltro delle domande al sistema informatico predisposto ad hoc e non ancora in perfetto esercizio. (ANSA). XLO
(ANSA) - ROMA, 7 LUG - Con un decreto del ministro dello Sviluppo economico e' stato spostato in avanti il termine finale per la presentazione delle domande relative ai progetti di innovazione industriale per l'efficienza energetica e per la mobilita' sostenibile. La scadenza fissata dall'art. 8 del bando relativo ai progetti di innovazione industriale per l'efficienza energetica sono differite al 15 settembre 2008. Era stata la Finanziaria 2007 ad istituire presso il ministero dello Sviluppo, il Fondo per la competitivita' e lo sviluppo economico con stanziamenti per il finanziamento di progetti di innovazione industriale individuati nell'ambito delle aree tecnologiche dell'efficienza energetica, della mobilita' sostenibile, delle nuove tecnologie della vita, delle nuove tecnologie per il made in Italy e delle tecnologie innovative per i beni e le attivita' culturali e turistiche. Per quanto riguarda l'efficienza energetica il budget stanziato ammonta a 200 milioni di euro, mentre invece ammontano a 180 milioni le risorse concesse per finaziare i progetti di mobilita' sostenibile, fondi erogati per la concessione di agevolazioni a sostegno della realizzazione di programmi finalizzati allo sviluppo di nuove tipologie di prodotti e/o servizi, con elevato contenuto di innovazione tecnologica e in grado di determinare impatti sul sistema economico. I bandi erano stati emanati con appositi decreti del ministro dello Sviluppo economico del 5 marzo 2008 e del 19 marzo 2008, che stabilivano anche le scadenze prorogate proprio in questi giorni, per favorire lo svolgimento delle operazioni di inoltro delle domande al sistema informatico predisposto ad hoc e non ancora in perfetto esercizio. (ANSA). XLO
AL VIA G8; WWF, SERVE PIU' AMBIZIONE, -80% CO2 AL 2050
07/07/08 22:31
(ANSA) - ROMA - Al via, oggi, e fino al 9 luglio,
il meeting dei capi di Stato e di Governo dei G8
a Hokkaido-Toyako (Giappone). E gli ambientalisti
scendono in campo. ''Un' opportunita' - afferma
il Wwf - per compiere un grande passo in avanti
verso il nuovo accordo globale sui cambiamenti
climatici che il mondo desidera vedere realizzato
durante la Conferenza delle Parti della
Convenzione sul Clima (Onu) che si terra' a
Copenhagen nel 2009''. E, dall'associazione del
Panda, la richiesta di obiettivi piu' ambiziosi
di riduzione delle emissioni. ''Il Wwf - si legge
in un documento preparato per il summit
giapponese - ritiene necessaria una riduzione
delle emissioni globali di almeno l'80% entro il
2050 per mantenere il riscaldamento globale
dovuto all'intervento umano al di sotto della
pericolosa soglia dei 2 gradi rispetto alla
temperatura media della superficie terrestre
dell'epoca preindustriale. Gli obiettivi a medio
termine del 25-40 per cento entro il 2020 per i
Paesi industrializzati e il consenso
sull'importante affermazione che il picco e il
declino delle emissioni globali avvengano entro
10-15 anni - afferma ancora il Wwf - risultano
cruciali per avviare un'azione globale che renda
realizzabili gli obiettivi a lungo termine''.
''La scienza - sottolinea Kim Carstensen,
Direttore della Global Climate Initiative del Wwf
- e' stata chiara sul fatto che nel lungo termine
le emissioni globali dovranno diminuire molto
piu' del 50% entro il 2050''. ''Accettare di
ridurre le emissioni globali del 50% entro il
2050 significa solamente - prosegue Carstensen -
non essere abbastanza ambiziosi da tenere il
riscaldamento globale al di sotto dei 2 gradi
rispetto all'epoca preindustriale''. Altro nodo,
per il Wwf, i paesi a economie emergenti: ''Anche
paesi come Cina e India devono contribuire ai
tentativi globali di tagliare le emissioni, ma
gli obiettivi ambiziosi a medio termine da parte
delle nazioni industrializzate costituiscono un
prerequisito cruciale'', dice Kathrin Gutmann,
Wwf International Climate Policy Coordinator.
''Invece di scaricare la responsabilita' su quei
paesi meno capaci - aggiunge Gutmann - le otto
nazioni piu' ricche del mondo dovrebbero fare
cio' che i veri leader fanno: muoversi per
prime''. Infine il ruolo del Giappone: per
Naoyuki Yamagishi, Capo del Japan Climate
Programme del Wwf ''il Primo ministro Fukuda deve
dare l'esempio e adottare politiche interne
forti, prima di tutto un sistema di scambio di
quote di emissioni e un obiettivo a medio termine
severo, finalizzato a tagli di emissioni nel
range del 25-40 per cento entro il 2020''.
(ANSA). GU
07/07/2008 09:09
07/07/2008 09:09
Elettrodotti, dall´Apat le linee guida per calcolare la fascia di rispetto
07/07/08 22:30
FONTE:www.greenreport.it
di Eleonora Santucci
LIVORNO. L’Apat ha elaborato la metodologia di calcolo per la determinazione delle fasce di rispetto per gli elettrodotti con frequenza di rete pari a 50 Hz: la procedura da adottarsi per la determinazione delle fasce di rispetto pertinenti alle linee elettriche, aeree e interrate esistenti e in progetto è contenuta nel decreto del ministero dell’ambiente e della tutela del mare del 29 maggio 2008 pubblicato sulla Gazzetta ufficiale di sabato.
La fascia di rispetto è lo spazio circostante un elettrodotto che comprende tutti i punti al di sopra e al di sotto del livello del suolo caratterizzati da una induzione magnetica di densità maggiore o uguale all’obiettivo di qualità che per gli elettrodotti operanti alla frequenza di 50 Hz è di 3 uT per il valore dell’induzione magnetica.
All’interno di queste fasce (art. 4 legge 36/01) non è consentita alcuna destinazione di edifici a uso residenziale, scolastico, sanitario ovvero a uso che comporti una permanenza non inferiore alle quattro ore perché sono “siti sensibili” e in quanto tali vanno tutelati dall’esposizioni dei campi elettromagnetici.
Secondo il legislatore italiano la minimizzazione della esposizione può essere raggiunta con l’individuazione di siti che per la loro destinazione d’uso e la qualità degli utenti possono essere considerate come sensibili, nella conseguenze impostazione di distanze minime per l’installazione e con appunto, adeguate tecniche di calcolo per la determinazione delle fasce di rispetto.
I timori dei danni che le onde elettromagnetiche possono provocare sulla salute delle uomo e soprattutto dei bambini, degli anziani e dei malati sono motivo di proteste popolari e di conseguenti ricorsi giudiziari. Per trovare un compromesso fra il funzionamento efficiente della rete3 elettrica nonché dei telefonini e la minimizzazione degli impatti non solo sulla salute, ma anche sul paesaggio, occorre utilizzare le migliori tecnologie disponibili, monitorare e pianificare. E la pianificazione urbanistica è uno dei compiti fondamentali del comune in materia di gestione del territorio così come lo sono le comunicazioni dei gestori/proprietari dell’impianto dei dati per il calcolo della fascia di rispetto.
di Eleonora Santucci
LIVORNO. L’Apat ha elaborato la metodologia di calcolo per la determinazione delle fasce di rispetto per gli elettrodotti con frequenza di rete pari a 50 Hz: la procedura da adottarsi per la determinazione delle fasce di rispetto pertinenti alle linee elettriche, aeree e interrate esistenti e in progetto è contenuta nel decreto del ministero dell’ambiente e della tutela del mare del 29 maggio 2008 pubblicato sulla Gazzetta ufficiale di sabato.
La fascia di rispetto è lo spazio circostante un elettrodotto che comprende tutti i punti al di sopra e al di sotto del livello del suolo caratterizzati da una induzione magnetica di densità maggiore o uguale all’obiettivo di qualità che per gli elettrodotti operanti alla frequenza di 50 Hz è di 3 uT per il valore dell’induzione magnetica.
All’interno di queste fasce (art. 4 legge 36/01) non è consentita alcuna destinazione di edifici a uso residenziale, scolastico, sanitario ovvero a uso che comporti una permanenza non inferiore alle quattro ore perché sono “siti sensibili” e in quanto tali vanno tutelati dall’esposizioni dei campi elettromagnetici.
Secondo il legislatore italiano la minimizzazione della esposizione può essere raggiunta con l’individuazione di siti che per la loro destinazione d’uso e la qualità degli utenti possono essere considerate come sensibili, nella conseguenze impostazione di distanze minime per l’installazione e con appunto, adeguate tecniche di calcolo per la determinazione delle fasce di rispetto.
I timori dei danni che le onde elettromagnetiche possono provocare sulla salute delle uomo e soprattutto dei bambini, degli anziani e dei malati sono motivo di proteste popolari e di conseguenti ricorsi giudiziari. Per trovare un compromesso fra il funzionamento efficiente della rete3 elettrica nonché dei telefonini e la minimizzazione degli impatti non solo sulla salute, ma anche sul paesaggio, occorre utilizzare le migliori tecnologie disponibili, monitorare e pianificare. E la pianificazione urbanistica è uno dei compiti fondamentali del comune in materia di gestione del territorio così come lo sono le comunicazioni dei gestori/proprietari dell’impianto dei dati per il calcolo della fascia di rispetto.
Contributi ecologici per chi si tuffa in Sardegna. perché no?
07/07/08 22:30
FONTE:www.greenreport.it
LIVORNO. Non sarà un ticket, ma un contributo ecologico quello che il comune di Baunei, su cui ricadono alcune perle della costa sarda, ha istituito a carico dei fruitori. Un euro per la permanenza nelle spiagge più grandi lungo tutta la costa amministrata dal comune dell’Ogliastra, come Cala Luna e Cala Sisine, dove il contributo sarà speso per mantenere i servizi. Stessa cifra per quelle più piccole, come Cala Mariolu, Cala Goloritzè, ma dove la sosta non potrà protrarsi per più di due ore, perché non dotate di servizi adeguati.
Per evitare l´intasamento delle cale - soprattutto di quelle più gettonate - per le imbarcazioni è stato reso obbligatorio l´utilizzo dei corridoi di attracco, che sarà regolamentato dal personale che sin dallo scorso anno ha cominciato ad operare in questa zona. Poiché contemporaneamente è proibito ormeggiare nelle boe di delimitazione dei corridoi, oltre al divieto di ingombrare con gommoni o altre imbarcazioni gli arenili delle cale, chi vorrà accedere alle spiagge dovrà per forza di cose rivolgersi al personale del comune di Baunei. Il provvedimento vieta anche il transito, nei sentieri e nelle mulattiere del Supramonte di Baunei, di moto e veicoli di qualsiasi genere.
La vigilanza sarà affidata a personale incaricato di garantire il rispetto dei tempi e la rotazione dei turisti sulla stessa spiaggia.
Questi i punti cardine dell´ordinanza che entrerà in vigore lungo la costa da Cala Luna a Santa Maria Navarrese e in tutto il territorio di Baunei.
Il provvedimento è stato approvato lunedì scorso nel corso dell´ultima seduta del consiglio comunale e dovrebbe essere pubblicato oggi sul sito del comune.
«L´ordinanza avrà effetto immediato – dichiara il sindaco di Baunei Salvatore Lai - daremo un paio di giorni di tempo perché ci si possa adeguare, per distribuire i biglietti e per informarne tutti gli operatori interessati. I blocchetti per il pagamento del contributo ecologico verranno consegnati a tutte le motobarche passeggeri e ai noleggiatori».
E per rendere più esplicito il meccanismo Lai fa un esempio: «Al momento della sottoscrizione del contratto per il nolo dell´imbarcazione verrà chiesto, oltre al prezzo della barca, un euro per persona per chi andrà lungo la costa, da Cala Luna fino a santa Maria Navarrese. Contributo valido per tutto il giorno. Si tratta di una cifra simbolica rispetto alle decine di migliaia di euro l´anno che ricadono normalmente sui residenti baunesi titolari degli usi civici. Spese che riguardano la manutenzione delle strade interne e il costo complessivo per lo smaltimento dei rifiuti prodotti anche dai turisti, ma che ricadono sempre sui baunesi».
Plaude all’iniziativa Legambiente, che ha recentemente incluso il comune di Baunei nella top ten delle amministrazioni che possono fregiarsi delle cinque vele che l’associazione attribuisce ogni anno assieme al Touring club alle amministrazione che meglio lavorano sui territori costieri.
«La programmazione mirata a regolamentare i flussi turistici troppo aggressivi per i fragili ecosistemi locali è sempre una scelta giusta» afferma Vincenzo Tiana, Presidente di Legambiente Sardegna.
«L’iniziativa – prosegue Tiana - segue gli esempi proposti da altre amministrazioni sarde negli anni passati. Nell’oristanese, il numero chiuso o il ricorso a piccoli “eco-contributi” era già stato scelto come misura di salvaguardia di alcuni bellissimi tratti di costa, come l’incantevole Is Aruttas, la spiaggia di “chicchi di riso”».
Ma l’azione di Baunei ha già fatto nascere perplessità e polemiche dal comune adiacente, Dorgali, che gestisce assieme al primo la spiaggia di cala Gonne, che si chiede come sarà possibile chiedere il contributo anche ai fruitori del tratto di spiaggia che ricade sotto l’amministrazione di Dorgali che invece non lo ha imposto.
«Ora nasce l’esigenza – continua Tiana - di coordinare a livello regionale una regolamentazione delle politiche di questo tipo che puntano a proteggere i luoghi più belli dell’isola», anche se tra comuni adiacenti e che si condividono la gestione di tratti comuni di territorio, l’accordo potrebbe essere trovato anche senza bisogno dell’intervento superiore. Ma forse questo nel Paese dei campanili rimarrà per sempre una chimera.
LIVORNO. Non sarà un ticket, ma un contributo ecologico quello che il comune di Baunei, su cui ricadono alcune perle della costa sarda, ha istituito a carico dei fruitori. Un euro per la permanenza nelle spiagge più grandi lungo tutta la costa amministrata dal comune dell’Ogliastra, come Cala Luna e Cala Sisine, dove il contributo sarà speso per mantenere i servizi. Stessa cifra per quelle più piccole, come Cala Mariolu, Cala Goloritzè, ma dove la sosta non potrà protrarsi per più di due ore, perché non dotate di servizi adeguati.
Per evitare l´intasamento delle cale - soprattutto di quelle più gettonate - per le imbarcazioni è stato reso obbligatorio l´utilizzo dei corridoi di attracco, che sarà regolamentato dal personale che sin dallo scorso anno ha cominciato ad operare in questa zona. Poiché contemporaneamente è proibito ormeggiare nelle boe di delimitazione dei corridoi, oltre al divieto di ingombrare con gommoni o altre imbarcazioni gli arenili delle cale, chi vorrà accedere alle spiagge dovrà per forza di cose rivolgersi al personale del comune di Baunei. Il provvedimento vieta anche il transito, nei sentieri e nelle mulattiere del Supramonte di Baunei, di moto e veicoli di qualsiasi genere.
La vigilanza sarà affidata a personale incaricato di garantire il rispetto dei tempi e la rotazione dei turisti sulla stessa spiaggia.
Questi i punti cardine dell´ordinanza che entrerà in vigore lungo la costa da Cala Luna a Santa Maria Navarrese e in tutto il territorio di Baunei.
Il provvedimento è stato approvato lunedì scorso nel corso dell´ultima seduta del consiglio comunale e dovrebbe essere pubblicato oggi sul sito del comune.
«L´ordinanza avrà effetto immediato – dichiara il sindaco di Baunei Salvatore Lai - daremo un paio di giorni di tempo perché ci si possa adeguare, per distribuire i biglietti e per informarne tutti gli operatori interessati. I blocchetti per il pagamento del contributo ecologico verranno consegnati a tutte le motobarche passeggeri e ai noleggiatori».
E per rendere più esplicito il meccanismo Lai fa un esempio: «Al momento della sottoscrizione del contratto per il nolo dell´imbarcazione verrà chiesto, oltre al prezzo della barca, un euro per persona per chi andrà lungo la costa, da Cala Luna fino a santa Maria Navarrese. Contributo valido per tutto il giorno. Si tratta di una cifra simbolica rispetto alle decine di migliaia di euro l´anno che ricadono normalmente sui residenti baunesi titolari degli usi civici. Spese che riguardano la manutenzione delle strade interne e il costo complessivo per lo smaltimento dei rifiuti prodotti anche dai turisti, ma che ricadono sempre sui baunesi».
Plaude all’iniziativa Legambiente, che ha recentemente incluso il comune di Baunei nella top ten delle amministrazioni che possono fregiarsi delle cinque vele che l’associazione attribuisce ogni anno assieme al Touring club alle amministrazione che meglio lavorano sui territori costieri.
«La programmazione mirata a regolamentare i flussi turistici troppo aggressivi per i fragili ecosistemi locali è sempre una scelta giusta» afferma Vincenzo Tiana, Presidente di Legambiente Sardegna.
«L’iniziativa – prosegue Tiana - segue gli esempi proposti da altre amministrazioni sarde negli anni passati. Nell’oristanese, il numero chiuso o il ricorso a piccoli “eco-contributi” era già stato scelto come misura di salvaguardia di alcuni bellissimi tratti di costa, come l’incantevole Is Aruttas, la spiaggia di “chicchi di riso”».
Ma l’azione di Baunei ha già fatto nascere perplessità e polemiche dal comune adiacente, Dorgali, che gestisce assieme al primo la spiaggia di cala Gonne, che si chiede come sarà possibile chiedere il contributo anche ai fruitori del tratto di spiaggia che ricade sotto l’amministrazione di Dorgali che invece non lo ha imposto.
«Ora nasce l’esigenza – continua Tiana - di coordinare a livello regionale una regolamentazione delle politiche di questo tipo che puntano a proteggere i luoghi più belli dell’isola», anche se tra comuni adiacenti e che si condividono la gestione di tratti comuni di territorio, l’accordo potrebbe essere trovato anche senza bisogno dell’intervento superiore. Ma forse questo nel Paese dei campanili rimarrà per sempre una chimera.
AMBIENTE:PARTE NUOVA COMMISSIONE VIA;159 RICHIESTE EREDITATE
07/07/08 22:30
(ANSA) - ROMA, 4 LUG - Parte la nuova commissione di Valutazione di impatto ambientale (Via) con un eredita' di 159 richieste. La nuova Via, riformata e snellita dal Governo - rende noto il ministero dell'Ambiente in un comunicato - si riunira' fra pochi giorni. In particolare - riferisce il ministero - l'organismo riceve in eredita' dalla passata gestione un carico di 159 richieste inevase. Si tratta di centrali per la produzione di energia elettrica, strade, porti, dighe, rigassificatori ma anche di impianti per energie rinnovabili come i parchi eolici. ''Questo enorme pregresso, che ha le caratteristiche di una situazione di paralisi grave - ha assicurato il ministro dell' Ambiente, Stefania Prestigiacomo - sara' smaltito entro la fine dell'anno. E' inconcepibile che un'azienda attenda anni per una autorizzazione. Dobbiamo dare certezza di tempi. Cio' non significa attenuazione dei controlli, tutt'altro. E solo un requisito di efficienza del sistema che dobbiamo garantire''. ''Chi progetta un investimento - ha aggiunto il ministro - deve sapere entro quanto tempo avra' una risposta, positiva o negativa che sia. Ed i tempi d'attesa dovranno essere ragionevolmente brevi. Ma questo blocco di fatto delle Via ha avuto effetti deteriori anche sull'ambiente. E' il caso dell' empasse di tanti impianti eolici che potrebbero contribuire significativamente all'attenuazione della dipendenza del nostro paese dai combustibili fossili''. (ANSA). COM-GU
04/07/2008 16:04
Il G8 nasce stanco (soprattutto di Bush)
07/07/08 22:30
FONTE:www.greenreport.it
dal nostro inviato Maurizio Gubbiotti
OKKAIDO. Anche all’apertura del G8 istituzionale, quello dei Governi, a prendere la parola per prima è stata la società civile, sono state le associazioni ambientaliste, un momento promosso dal Can giapponese (Climate change ation network al quale aderisce anche Legambiente), che presso l’international media center hanno tenuto un breve briefing proprio sui mutamenti climatici. I paesi industrializzati G8 hanno da sempre le maggiori responsabilità sui mutamenti climatici ed hanno un ruolo a livello globale nella strada da costruire per affrontarli, hanno sottolineato gli ambientalisti, e il quarto rapporto dell’Ipcc (braccio scientifico delle Nazioni Unite) mostra come per il processo di mitigazione degli effetti dei mutamenti climatici bisogna essere molto più drastici e decisi. Non esiste l’opzione del non far nulla.
Si arriva al G8 in Giappone con un processo partito a Gleneagles nel 2005 e proseguito attraverso Heiligendamm nel 2007, che pur non avendo rappresentato due momenti rivoluzionari, hanno affermato gli ambientalisti, hanno portato un po’ in avanti il dibattito, e questo attuale deve essere una tappa del percorso utile a costruire e non un ritorno indietro.
Per questo le preoccupazioni più importanti proprio del mondo ambientalista sono rappresentate dall’insistere sul processo Mem, Major economies meeting on Energy security and climate change, promosso dal presidente degli Stati Uniti Bush, che rischia evidentemente di confondere il percorso dentro le Nazioni Unite del Protocollo di Kyoto e che anche nel G8 in Germania aveva tentato di porre la questione sul piano: il problema esiste, ma ognuno se lo risolve nel proprio paese con i tempi che vuole; con i limiti e con gli strumenti che vuole.
L’altra forte preoccupazione riguarda la via del nucleare che rischia di uscire da qui come l’alternativa ai combustibili fossili e che proprio nei giorni scorsi ha visto il ministro italiano dello sviluppo economico Claudio Scajola, durante il G8 dei ministri dell’Energia riunitosi ad Aomori convincere i propri colleghi ad adottare un testo propedeutico a quello finale di Toyako che recita: «un numero crescente di Paesi hanno espresso interesse per i programmi nucleari quali strumento per affrontare le sfide del cambiamento climatico e della sicurezza energetica. Questi Paesi considerano il nucleare uno strumento essenziale per ridurre la dipendenza dai carburanti fossili e di conseguenza ridurre le emissioni di gas a effetto serra».
Da parte dei Governi comunque la prima giornata si è conclusa piuttosto stancamente e con un nulla di fatto quasi su tutto, ma con grossi rimandi alla giornata di domani per le decisioni. Non è ancora questo il momento per fare il punto sul raggiungimento degli obiettivi si è detto e sul fronte dei mutamenti climatici timida e inutile discussione su obiettivi di riduzione a medio e lungo termine con la riproposizione da parte del Primo Ministro giapponese Yasuo Fukuda della volontà di stanziamento del suo Paese di 10 miliardi di dollari per partecipare puntando sull’innovazione alla riduzione delle emissioni e dell’efficienza energetica.
dal nostro inviato Maurizio Gubbiotti
OKKAIDO. Anche all’apertura del G8 istituzionale, quello dei Governi, a prendere la parola per prima è stata la società civile, sono state le associazioni ambientaliste, un momento promosso dal Can giapponese (Climate change ation network al quale aderisce anche Legambiente), che presso l’international media center hanno tenuto un breve briefing proprio sui mutamenti climatici. I paesi industrializzati G8 hanno da sempre le maggiori responsabilità sui mutamenti climatici ed hanno un ruolo a livello globale nella strada da costruire per affrontarli, hanno sottolineato gli ambientalisti, e il quarto rapporto dell’Ipcc (braccio scientifico delle Nazioni Unite) mostra come per il processo di mitigazione degli effetti dei mutamenti climatici bisogna essere molto più drastici e decisi. Non esiste l’opzione del non far nulla.
Si arriva al G8 in Giappone con un processo partito a Gleneagles nel 2005 e proseguito attraverso Heiligendamm nel 2007, che pur non avendo rappresentato due momenti rivoluzionari, hanno affermato gli ambientalisti, hanno portato un po’ in avanti il dibattito, e questo attuale deve essere una tappa del percorso utile a costruire e non un ritorno indietro.
Per questo le preoccupazioni più importanti proprio del mondo ambientalista sono rappresentate dall’insistere sul processo Mem, Major economies meeting on Energy security and climate change, promosso dal presidente degli Stati Uniti Bush, che rischia evidentemente di confondere il percorso dentro le Nazioni Unite del Protocollo di Kyoto e che anche nel G8 in Germania aveva tentato di porre la questione sul piano: il problema esiste, ma ognuno se lo risolve nel proprio paese con i tempi che vuole; con i limiti e con gli strumenti che vuole.
L’altra forte preoccupazione riguarda la via del nucleare che rischia di uscire da qui come l’alternativa ai combustibili fossili e che proprio nei giorni scorsi ha visto il ministro italiano dello sviluppo economico Claudio Scajola, durante il G8 dei ministri dell’Energia riunitosi ad Aomori convincere i propri colleghi ad adottare un testo propedeutico a quello finale di Toyako che recita: «un numero crescente di Paesi hanno espresso interesse per i programmi nucleari quali strumento per affrontare le sfide del cambiamento climatico e della sicurezza energetica. Questi Paesi considerano il nucleare uno strumento essenziale per ridurre la dipendenza dai carburanti fossili e di conseguenza ridurre le emissioni di gas a effetto serra».
Da parte dei Governi comunque la prima giornata si è conclusa piuttosto stancamente e con un nulla di fatto quasi su tutto, ma con grossi rimandi alla giornata di domani per le decisioni. Non è ancora questo il momento per fare il punto sul raggiungimento degli obiettivi si è detto e sul fronte dei mutamenti climatici timida e inutile discussione su obiettivi di riduzione a medio e lungo termine con la riproposizione da parte del Primo Ministro giapponese Yasuo Fukuda della volontà di stanziamento del suo Paese di 10 miliardi di dollari per partecipare puntando sull’innovazione alla riduzione delle emissioni e dell’efficienza energetica.
Il Mar Nero si mangia il delta del Kizilimark
07/07/08 22:30
LIVORNO. FONTE:www.greenreport.it
Secondo quanto riporta il giornale Today´s Zaman, l´acqua salata del Mar Nero si sta infiltrando sempre più nel delta del Kizilirmak (Fiume rosso in turco) e sta producendo la salinificazione di laghi dell´area, con un forte impatto negativo su fauna e flora.
Il delta del Kizilirmak, si estende su 56 mila ettari e ospita 140 diverse specie animali e più di 100 mila uccelli svernanti, è considerata un´area ornitologica di importanza internazionale.
Secondo quanto dice al giornale turco Murrat Bulat, presidente della Federazione per la protezione della natura del Mar Nero, «l´aumento del livello del sale dei laghi nel delta del Mar Nero, una delle più importanti zone umide della Turchia, è stato provocato dai canali d´acqua costruiti per proteggere le terre contro le inondazioni durante la stagione delle piogge».
Per gli ambientalisti turchi, se non verranno prese le misure necessarie il livello del sale danneggerà la fauna della regione: «Il Mar Nero comincia lentamente a inglobare il delta. La salinizzazione dei laghi collegati al mare attraverso dei canali d´acqua è in progressione. C´è un grave deterioramento della flora e della fauna».
La Federazione per la protezione della natura chiede di costruire dighe negli ambienti dove si incontrano mare e delta per impedire che l´acqua salata risalga fino ai laghi.
Secondo quanto riporta il giornale Today´s Zaman, l´acqua salata del Mar Nero si sta infiltrando sempre più nel delta del Kizilirmak (Fiume rosso in turco) e sta producendo la salinificazione di laghi dell´area, con un forte impatto negativo su fauna e flora.
Il delta del Kizilirmak, si estende su 56 mila ettari e ospita 140 diverse specie animali e più di 100 mila uccelli svernanti, è considerata un´area ornitologica di importanza internazionale.
Secondo quanto dice al giornale turco Murrat Bulat, presidente della Federazione per la protezione della natura del Mar Nero, «l´aumento del livello del sale dei laghi nel delta del Mar Nero, una delle più importanti zone umide della Turchia, è stato provocato dai canali d´acqua costruiti per proteggere le terre contro le inondazioni durante la stagione delle piogge».
Per gli ambientalisti turchi, se non verranno prese le misure necessarie il livello del sale danneggerà la fauna della regione: «Il Mar Nero comincia lentamente a inglobare il delta. La salinizzazione dei laghi collegati al mare attraverso dei canali d´acqua è in progressione. C´è un grave deterioramento della flora e della fauna».
La Federazione per la protezione della natura chiede di costruire dighe negli ambienti dove si incontrano mare e delta per impedire che l´acqua salata risalga fino ai laghi.
Autotrasporto, In Ue si pagherà in base a quanto si inquina
07/07/08 22:30
FIRENZE.FONTE:www.greenreport.it
Come noto, la Commissione Europea per quanto riguarda la riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera, si sta concentrando sui veicoli pesanti con motori diesel. Ha infatti presentato nello scorso febbraio la proposta cosiddetta Euro VI che definisce limitazioni imposte ai veicoli degli Stati membri dell’Unione europea a partire da aprile 2013.
Questo tipo di scelte effettuate per tutelare la salute dei cittadini, hanno riflessi sul funzionamento del mercato ma poiché la proposta verrà applicata in tutta Europa, gli standard di Euro VI non genereranno (pare) barriere commerciali per i produttori di veicoli dell’Unione europea. Anzi, l’intenzione è quella di ridurre i costi per i produttori e favorire la diffusione di limiti più cautelativi delle emissioni in tutto il mondo e a lungo termine per favorire e rendere più competitivi i produttori europei sul mercato globale.
La proposta Euro VI, ancora in fase di studio, prende in considerazione inquinanti come gli ossidi di azoto (NOx), le polveri fini (PM 2.5), la CO2 e la relazioni con i costi dei produttori. Arpat informa che in Olanda l’Agenzia per l’ambiente dei Paesi Bassi, sta già lavorando in linea con Euro VI. Infatti ha realizzato uno studio che mostra come negli ultimi anni la qualità dell’aria in Olanda sia generalmente migliorata, ma persistono ancora dei luoghi dove si registrano superamenti dei limiti previsti per quello che riguarda alcune sostanze come il particolato (PM10) ed il biossido di azoto (NO2). Queste aree sono chiamate hotspots e si trovano per lo più vicino alle autostrade nelle grandi città e nelle trafficate strade urbane di Randstad (agglomerato urbano nell’ovest del paese).
Sono i mezzi pesanti i maggiori imputati al perdurare della critica
qualità dell’aria specialmente per l’NO2. Ad esempio senza le limitazioni imposte da Euro VI, lo studio prevede che il 35% delle concentrazioni di biossido di azoto lungo le autostrade negli agglomerati di Rotterdam/Dordrecht sarà causato nel 2015 da veicoli pesanti con motori diesel. Ma lo stesso studio olandese ha dimostrato come l’applicazione delle nuove norme potrà determinare la riduzione delle emissioni dei tir con motori diesel con una conseguente significativa riduzione di biossido di azoto negli hotspots e in generale, rispetto ai risultati attesi, anche una forte riduzione di NOx e PM2,5 con l’applicazione degli standards Euro VI rispetto all’attuale Euro IV.
Tra l´altro mercoledì la commissione Ue sarà chiamata ad approvare il pacchetto Greening transport che mira a fissare pedaggi personalizzati ai singoli autotreni, calcolati sulla base del costo sociale del viaggio stesso, di fatto pedaggi proporzionati all´emissione di Co2 in atmosfera.
Come noto, la Commissione Europea per quanto riguarda la riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera, si sta concentrando sui veicoli pesanti con motori diesel. Ha infatti presentato nello scorso febbraio la proposta cosiddetta Euro VI che definisce limitazioni imposte ai veicoli degli Stati membri dell’Unione europea a partire da aprile 2013.
Questo tipo di scelte effettuate per tutelare la salute dei cittadini, hanno riflessi sul funzionamento del mercato ma poiché la proposta verrà applicata in tutta Europa, gli standard di Euro VI non genereranno (pare) barriere commerciali per i produttori di veicoli dell’Unione europea. Anzi, l’intenzione è quella di ridurre i costi per i produttori e favorire la diffusione di limiti più cautelativi delle emissioni in tutto il mondo e a lungo termine per favorire e rendere più competitivi i produttori europei sul mercato globale.
La proposta Euro VI, ancora in fase di studio, prende in considerazione inquinanti come gli ossidi di azoto (NOx), le polveri fini (PM 2.5), la CO2 e la relazioni con i costi dei produttori. Arpat informa che in Olanda l’Agenzia per l’ambiente dei Paesi Bassi, sta già lavorando in linea con Euro VI. Infatti ha realizzato uno studio che mostra come negli ultimi anni la qualità dell’aria in Olanda sia generalmente migliorata, ma persistono ancora dei luoghi dove si registrano superamenti dei limiti previsti per quello che riguarda alcune sostanze come il particolato (PM10) ed il biossido di azoto (NO2). Queste aree sono chiamate hotspots e si trovano per lo più vicino alle autostrade nelle grandi città e nelle trafficate strade urbane di Randstad (agglomerato urbano nell’ovest del paese).
Sono i mezzi pesanti i maggiori imputati al perdurare della critica
qualità dell’aria specialmente per l’NO2. Ad esempio senza le limitazioni imposte da Euro VI, lo studio prevede che il 35% delle concentrazioni di biossido di azoto lungo le autostrade negli agglomerati di Rotterdam/Dordrecht sarà causato nel 2015 da veicoli pesanti con motori diesel. Ma lo stesso studio olandese ha dimostrato come l’applicazione delle nuove norme potrà determinare la riduzione delle emissioni dei tir con motori diesel con una conseguente significativa riduzione di biossido di azoto negli hotspots e in generale, rispetto ai risultati attesi, anche una forte riduzione di NOx e PM2,5 con l’applicazione degli standards Euro VI rispetto all’attuale Euro IV.
Tra l´altro mercoledì la commissione Ue sarà chiamata ad approvare il pacchetto Greening transport che mira a fissare pedaggi personalizzati ai singoli autotreni, calcolati sulla base del costo sociale del viaggio stesso, di fatto pedaggi proporzionati all´emissione di Co2 in atmosfera.