28 dicembre 2008
Bando Ricerca per le Energie Rinnovabili e l'Efficienza Energetica
28/12/08 18:47
Studio
Animali e Ambiente vi informa sulla pubblicazione
del presente bando e mette a disposizione un
consulente comunitario per la partecipazione.
Bando Ricerca per le Energie Rinnovabili e l'Efficienza Energetica
Il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare - Direzione Salvaguardia Ambientale - ha emanato il Bando per il finanziamento di progetti di ricerca finalizzati ad interventi di efficienza energetica e all'utilizzo delle fonti di energia rinnovabile in aree urbane (pdf, 264 KB), per il quale sono stati stanziati € 10.000.000,00.
Il comunicato relativo all'emanazione del Bando è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 299 del 23 dicembre 2008.
Possono presentare domanda di contributo imprese associate, anche in forma temporanea. L'associazione deve comprendere enti pubblici di ricerca la cui quota di partecipazione non sia superiore al 50%. In via facoltativa, la suddetta associazione potrà comprendere anche associazioni di categoria, agenzie energetiche locali, ESCO, agenzie, enti o istituti preposti alla comunicazione, informazione e formazione in materia ambientale, enti pubblici.
Il Bando contiene le modalità ed i relativi termini per la presentazione delle istanze (ivi compresa la tempistica), i criteri per la selezione dei progetti ammissibili al finanziamento, i limiti di cofinanziamento, la documentazione da produrre, le indicazioni utili per la concessione dei contributi, nonché le risorse disponibili
Per info
avv. Andrea Perrotta
347/6026161
dott.ssa Francesca Testella
334/2448739
Bando Ricerca per le Energie Rinnovabili e l'Efficienza Energetica
Il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare - Direzione Salvaguardia Ambientale - ha emanato il Bando per il finanziamento di progetti di ricerca finalizzati ad interventi di efficienza energetica e all'utilizzo delle fonti di energia rinnovabile in aree urbane (pdf, 264 KB), per il quale sono stati stanziati € 10.000.000,00.
Il comunicato relativo all'emanazione del Bando è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 299 del 23 dicembre 2008.
Possono presentare domanda di contributo imprese associate, anche in forma temporanea. L'associazione deve comprendere enti pubblici di ricerca la cui quota di partecipazione non sia superiore al 50%. In via facoltativa, la suddetta associazione potrà comprendere anche associazioni di categoria, agenzie energetiche locali, ESCO, agenzie, enti o istituti preposti alla comunicazione, informazione e formazione in materia ambientale, enti pubblici.
Il Bando contiene le modalità ed i relativi termini per la presentazione delle istanze (ivi compresa la tempistica), i criteri per la selezione dei progetti ammissibili al finanziamento, i limiti di cofinanziamento, la documentazione da produrre, le indicazioni utili per la concessione dei contributi, nonché le risorse disponibili
Per info
avv. Andrea Perrotta
347/6026161
dott.ssa Francesca Testella
334/2448739
Rifiuti da imballaggio, il nuovo accordo Anci-Conai
28/12/08 18:47
FONTE: www.greenreport.it
di Lucia Venturi
Sotto l’albero i comuni troveranno il nuovo accordo quadro per i rifiuti da imballaggio, in vigore dal 1 gennaio 2009. L’accordo lo hanno siglato ieri l’ Anci, l’associazione dei comuni italiani e il Conai, ovvero il consorzio nazionale imballaggi, riuscendo così in extremis a dare continuità al sistema che regola i corrispettivi per la raccolta differenziata dei rifiuti da imballaggio, dato che il precedente era in scadenza con il 31 dicembre. Il nuovo accordo, che ha una validità di 5 anni a decorrere dal 1° gennaio 2009, prevede che ai comuni che sottoscrivono le convenzioni con il sistema Conai-Consorzi, venga riconosciuto e garantito nel tempo un corrispettivo economico in funzione della quantità e della qualità dei rifiuti urbani di imballaggio in acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro, che verranno in tal modo conferiti al sistema consortile, che li avvierà a riciclo in appositi centri individuati sul territorio.
Nel testo del nuovo accordo si prevede che tali corrispettivi economici vengano rivalutati annualmente dei 2/3 dell’indice nazionale dei prezzi al consumo. Inoltre, a supporto di una sempre maggiore qualità dei materiali conferiti, fondamentale perché funzionale alla successiva fase di riciclo, verranno definiti nuovi limiti qualitativi (percentuale di frazione estranea) che decorreranno dal 1° aprile 2009 per la filiera plastica e dal 1° luglio 2009 per gli altri materiali. L’obiettivo è anche quello di stimolare sempre più l’adozione di modalità organizzative del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio che consentano una crescita dimensionale, ma anche e soprattutto qualitativa delle raccolte, per garantire maggiori garanzie di riciclo effettivo e minori quantità di scarti.
Un punto condiviso al tavolo delle trattative tra i vari attori del settore, su cui però era da definire chi si sarebbe accollato i maggiori costi che i gestori sottolineavano come necessari per garantire raccolte differenziate di maggiore qualità. A tale proposito l’Anci e il Conai promuoveranno ed incentiveranno, nell’ambito dei rispettivi ruoli e competenze, la diffusione di linee guida condivise, relative sia ai modelli organizzativi sia alle attrezzature della raccolta differenziata.
L’Accordo prevede, inoltre, che anche nel caso siano superati, a livello nazionale, gli obiettivi indicati nel programma generale di prevenzione e gestione degli imballaggi e rifiuti di imballaggio che il Conai deve raggiungere, tramite i consorzi di filiera, venga assicurato comunque il ritiro dei rifiuti di imballaggio raccolti alle condizioni economiche stabilite.
Una novità dell’accordo riguarda la possibilità per i comuni e per i gestori convenzionati la possibilità di sganciarsi, all’interno di finestre temporali preventivamente definite, dagli obblighi di conferimenti destinando il materiale sul libero mercato. E’, inoltre, prevista la possibilità di “rientrare” nelle convenzioni, ancora una volta all’interno di periodi preventivamente definiti, per permettere la pianificazione industriale e finanziaria del sistema.
Una elasticità, che data l’attuale crisi dei mercati delle materie prime e seconde, offre una garanzia in più ai comuni, in una logica di sussidiarietà,da parte del sistema dei consorzi, rispetto al mercato,.
“Non può essere sottaciuto il particolare momento di crisi economica in cui le parti hanno dovuto negoziare. – ha affermato il Presidente di Conai, Piero Perron - La crisi del mercato globale ha avuto, tra le sue conseguenze, non solo una caduta della domanda di materiali da parte dell’industria, ma anche delle quotazioni delle materie prime seconde. Al contrario, ciò avviene in un periodo che, sul fronte della raccolta, segna un maggiore impegno dei Comuni che, unito alle attività sul territorio del sistema Conai, fa registrare aumenti significativi dei materiali raccolti”.
Il problema per chiudere il ciclo di filiera rimane quello della collocazione sul mercato dei prodotti ottenuti dai materiali riciclati, che stentano ad avere una propria autonomia. Anche l’aver stabilito per legge che tutti gli enti pubblici devono inserire nei propri acquisti almeno il 30% di prodotti ottenuti da materiali riciclati non ha, infatti, mai avuto una vera applicazione.
“La firma di questo accordo rappresenta un fatto importante – ha affermato Leonardo Domenici, Presidente di Anci – anche e soprattutto in considerazione del fatto che il paese sta vivendo un momento di crisi economica. I comuni avranno ora alcune certezze in più per poter puntare con sempre maggiore incisività sulla raccolta differenziata dei rifiuti e su una diffusa cultura del riciclaggio”.
Il fatto di aver raggiunto l’accordo, alla scadenza stabilita dal precedente, ha suscitato soddisfazione da parte dei rispettivi capi delegazione di Anci e Conai al tavolo del negoziato.
“Quello che abbiamo raggiunto – afferma Filippo Bernocchi, delegato Anci alle politiche ambientali – e’ un risultato importante. I comuni hanno accettato la sfida della qualità, contenuta nell’accordo, per contro, hanno ottenuto garanzie sul ritiro universale e sulla attribuzione dei corrispettivi 2008 rivalutati, nonché fondi a disposizione dei comuni per la comunicazione, la formazione dei quadri e le aree in ritardo nella raccolta differenziata”.
Le azioni previste dal nuovo accordo quadro confermano infatti l’impegno del sistema Conai nelle attività di comunicazione e sensibilizzazione a livello locale, come le campagne di informazione condotte in collaborazione con gli enti locali per il lancio di nuovi servizi di raccolta sul territorio. Confermato lo strumento del bando di gara relativo alla comunicazione per sostenere i piani di raccolta dei comuni, con un incremento delle risorse economiche dedicate e l’impegno dei consorzi a destinare il 35% del proprio budget di comunicazione alle attività di sensibilizzazione locale.
A questo, si aggiunge inoltre un programma di formazione a favore dei tecnici e degli amministratori locali sui temi della gestione integrata dei rifiuti.
Infine, uno degli obiettivi del sistema consortile nei prossimi anni sarà proprio quello di continuare a sostenere il processo di sviluppo della raccolta differenziata degli imballaggi nelle aree in ritardo, con lo scopo di riuscire ad allineare, nel medio-lungo periodo, i livelli di raccolta differenziata a quelli delle regioni più virtuose.
“Con la sigla di questo accordo – ha aggiunto Roberto De Santis, Consigliere Conai – è stato rafforzato l’impegno delle imprese, rappresentate in Conai, al ritiro e all’avvio al riciclo dei rifiuti di imballaggio, condizione necessaria per l’ulteriore sviluppo della raccolta differenziata in Italia”.
Un passo senza dubbio importante quindi l’aver riconfermato un accordo quadro nazionale, per evitare, come accaduto già in passato, una situazione di empasse che certo non avrebbe aiutato il sistema della gestione integrata dei rifiuti, che si troverà comunque a fare i conti con un reiterato periodo di incertezze dovute alle preannunciate rivisitazioni legislative riguardo al testo unico ambientale e all’esigenza di recepire la nuova direttiva rifiuti, che porterà novità non di poco peso nel settore. L’auspicio è che si sfruttino queste occasioni come un’opportunità per dare al complesso sistema della filiera dei rifiuti una governance complessiva quale sino ad ora non ha, invece, ancora conosciuto.
di Lucia Venturi
Sotto l’albero i comuni troveranno il nuovo accordo quadro per i rifiuti da imballaggio, in vigore dal 1 gennaio 2009. L’accordo lo hanno siglato ieri l’ Anci, l’associazione dei comuni italiani e il Conai, ovvero il consorzio nazionale imballaggi, riuscendo così in extremis a dare continuità al sistema che regola i corrispettivi per la raccolta differenziata dei rifiuti da imballaggio, dato che il precedente era in scadenza con il 31 dicembre. Il nuovo accordo, che ha una validità di 5 anni a decorrere dal 1° gennaio 2009, prevede che ai comuni che sottoscrivono le convenzioni con il sistema Conai-Consorzi, venga riconosciuto e garantito nel tempo un corrispettivo economico in funzione della quantità e della qualità dei rifiuti urbani di imballaggio in acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro, che verranno in tal modo conferiti al sistema consortile, che li avvierà a riciclo in appositi centri individuati sul territorio.
Nel testo del nuovo accordo si prevede che tali corrispettivi economici vengano rivalutati annualmente dei 2/3 dell’indice nazionale dei prezzi al consumo. Inoltre, a supporto di una sempre maggiore qualità dei materiali conferiti, fondamentale perché funzionale alla successiva fase di riciclo, verranno definiti nuovi limiti qualitativi (percentuale di frazione estranea) che decorreranno dal 1° aprile 2009 per la filiera plastica e dal 1° luglio 2009 per gli altri materiali. L’obiettivo è anche quello di stimolare sempre più l’adozione di modalità organizzative del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio che consentano una crescita dimensionale, ma anche e soprattutto qualitativa delle raccolte, per garantire maggiori garanzie di riciclo effettivo e minori quantità di scarti.
Un punto condiviso al tavolo delle trattative tra i vari attori del settore, su cui però era da definire chi si sarebbe accollato i maggiori costi che i gestori sottolineavano come necessari per garantire raccolte differenziate di maggiore qualità. A tale proposito l’Anci e il Conai promuoveranno ed incentiveranno, nell’ambito dei rispettivi ruoli e competenze, la diffusione di linee guida condivise, relative sia ai modelli organizzativi sia alle attrezzature della raccolta differenziata.
L’Accordo prevede, inoltre, che anche nel caso siano superati, a livello nazionale, gli obiettivi indicati nel programma generale di prevenzione e gestione degli imballaggi e rifiuti di imballaggio che il Conai deve raggiungere, tramite i consorzi di filiera, venga assicurato comunque il ritiro dei rifiuti di imballaggio raccolti alle condizioni economiche stabilite.
Una novità dell’accordo riguarda la possibilità per i comuni e per i gestori convenzionati la possibilità di sganciarsi, all’interno di finestre temporali preventivamente definite, dagli obblighi di conferimenti destinando il materiale sul libero mercato. E’, inoltre, prevista la possibilità di “rientrare” nelle convenzioni, ancora una volta all’interno di periodi preventivamente definiti, per permettere la pianificazione industriale e finanziaria del sistema.
Una elasticità, che data l’attuale crisi dei mercati delle materie prime e seconde, offre una garanzia in più ai comuni, in una logica di sussidiarietà,da parte del sistema dei consorzi, rispetto al mercato,.
“Non può essere sottaciuto il particolare momento di crisi economica in cui le parti hanno dovuto negoziare. – ha affermato il Presidente di Conai, Piero Perron - La crisi del mercato globale ha avuto, tra le sue conseguenze, non solo una caduta della domanda di materiali da parte dell’industria, ma anche delle quotazioni delle materie prime seconde. Al contrario, ciò avviene in un periodo che, sul fronte della raccolta, segna un maggiore impegno dei Comuni che, unito alle attività sul territorio del sistema Conai, fa registrare aumenti significativi dei materiali raccolti”.
Il problema per chiudere il ciclo di filiera rimane quello della collocazione sul mercato dei prodotti ottenuti dai materiali riciclati, che stentano ad avere una propria autonomia. Anche l’aver stabilito per legge che tutti gli enti pubblici devono inserire nei propri acquisti almeno il 30% di prodotti ottenuti da materiali riciclati non ha, infatti, mai avuto una vera applicazione.
“La firma di questo accordo rappresenta un fatto importante – ha affermato Leonardo Domenici, Presidente di Anci – anche e soprattutto in considerazione del fatto che il paese sta vivendo un momento di crisi economica. I comuni avranno ora alcune certezze in più per poter puntare con sempre maggiore incisività sulla raccolta differenziata dei rifiuti e su una diffusa cultura del riciclaggio”.
Il fatto di aver raggiunto l’accordo, alla scadenza stabilita dal precedente, ha suscitato soddisfazione da parte dei rispettivi capi delegazione di Anci e Conai al tavolo del negoziato.
“Quello che abbiamo raggiunto – afferma Filippo Bernocchi, delegato Anci alle politiche ambientali – e’ un risultato importante. I comuni hanno accettato la sfida della qualità, contenuta nell’accordo, per contro, hanno ottenuto garanzie sul ritiro universale e sulla attribuzione dei corrispettivi 2008 rivalutati, nonché fondi a disposizione dei comuni per la comunicazione, la formazione dei quadri e le aree in ritardo nella raccolta differenziata”.
Le azioni previste dal nuovo accordo quadro confermano infatti l’impegno del sistema Conai nelle attività di comunicazione e sensibilizzazione a livello locale, come le campagne di informazione condotte in collaborazione con gli enti locali per il lancio di nuovi servizi di raccolta sul territorio. Confermato lo strumento del bando di gara relativo alla comunicazione per sostenere i piani di raccolta dei comuni, con un incremento delle risorse economiche dedicate e l’impegno dei consorzi a destinare il 35% del proprio budget di comunicazione alle attività di sensibilizzazione locale.
A questo, si aggiunge inoltre un programma di formazione a favore dei tecnici e degli amministratori locali sui temi della gestione integrata dei rifiuti.
Infine, uno degli obiettivi del sistema consortile nei prossimi anni sarà proprio quello di continuare a sostenere il processo di sviluppo della raccolta differenziata degli imballaggi nelle aree in ritardo, con lo scopo di riuscire ad allineare, nel medio-lungo periodo, i livelli di raccolta differenziata a quelli delle regioni più virtuose.
“Con la sigla di questo accordo – ha aggiunto Roberto De Santis, Consigliere Conai – è stato rafforzato l’impegno delle imprese, rappresentate in Conai, al ritiro e all’avvio al riciclo dei rifiuti di imballaggio, condizione necessaria per l’ulteriore sviluppo della raccolta differenziata in Italia”.
Un passo senza dubbio importante quindi l’aver riconfermato un accordo quadro nazionale, per evitare, come accaduto già in passato, una situazione di empasse che certo non avrebbe aiutato il sistema della gestione integrata dei rifiuti, che si troverà comunque a fare i conti con un reiterato periodo di incertezze dovute alle preannunciate rivisitazioni legislative riguardo al testo unico ambientale e all’esigenza di recepire la nuova direttiva rifiuti, che porterà novità non di poco peso nel settore. L’auspicio è che si sfruttino queste occasioni come un’opportunità per dare al complesso sistema della filiera dei rifiuti una governance complessiva quale sino ad ora non ha, invece, ancora conosciuto.
Nasce l’Opec del gas per gestire il mercato e chiudere con il turbo-liberismo
28/12/08 18:47
FONTE: www.greenreport.it
La Carta del "Forum of gas exporting countries" approvata ieri a Mosca fa del Fpeg la nuova Opec del gas. I ministri dell´energia di Algeria, Bolivia, Brunei, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Guinea Equatorilale, Indonesia, Iran, Kazakistan, Libano, Malaysia, Nigeria, Russia, Norvegia, Qatar, Trinidad e Tobago e Venezuela, hanno concretizzato il sogno del governo di Teheran ed hanno scelto come sede una città dello strategico ed inquieto Golfo Persico: Doha, la capitale del Qatar.
Il ministro dell´energia russo Sergei Chmatko ha detto che «Il Forum dei Paesi esportatori di gas non agisce contro alcun Paese terzo. Al contrario, ci applicheremo at tenere pienamente conto dei bisogni e dei desideri di tutti i protagonisti del mercato energetico. In quanto a piani e previsioni, i Paesi esportatori dovranno essere molto più perspicaci dei Paesi consumatori. Nel settore gasiero, la domanda si basa sui bisogni correnti, mentre l´offerta dipende da grandi investimenti nelle infrastrutture energetiche realizzate nel passato. Sono certo che i Paesi esportatori perverranno ad un equilibrio tra la concorrenza e l´armonizzazione delle loro politiche energetiche, cosa che permetterà di garantire uno sviluppo energetico sostenibile e di lunga prospettiva».
Insomma, il Fpeg vuole porre fine al liberismo del mercato gasiero per gestire i prezzi a vantaggio dei Paesi produttori. Europa (ed Italia) si troveranno di fronte un mercato con gli stessi forni ma dove comprare il gas costerà più o meno la stessa cifra. Secondo il ministro del petrolio dell´Iran, Gholam Hussein Nozari, l´Opec del gas «Permetterà di migliorare l´efficienza delle forniture e di ridurre le spese per l´ampliamento della produzione e del commercio del gas. A causa dello stretto legame con i meccanismi di formazione dei prezzi del greggio, il mercato del gas è molto volatile, questo è molto importante per i Paesi del Forum. Occorre prevenire una concorrenza inutile e nociva sul mercato del combustibile blu».
L´Iran ha ragione ad essere soddisfatto, l´accordo di Mosca lo fa uscire dalla porta principale da un embargo Onu che non sembra proprio interessare nessuno. Anche per Choukri Ghanem, capo della compagnia petro-gasiera di Stato della Libia, il Fpeg sarà un potente elemento di controllo del mercato (e quindi politico): «Siamo impegnati a creare un mercato equilibrato con prezzi meno volatili. La creazione di un´organizzazione dei Paesi esportatori di gas potrà permettere di ridurre la concorrenza tra produttori, grazie agli scambi d´informazioni sul mercato. La caduta spettacolare del prezzo del petrolio ha seriamente colpito quello del gas. Nel corso dei 5 0 6 ultimi mesi, il prezzo del petrolio ha raggiunto un livello che non potevamo immaginare».
E´ per questo che i Paesi recalcitranti alla creazione dell´Opec del gas (comprese le new entry Norvegia e Guinea Equatoriale e diversi Paesi "osservatori") sono corsi a Mosca a firmare questa variopinta alleanza che tiene stretti i rubinetti di gran parte delle condotte gasiere in giro per il pianeta e che mette insieme il 73% delle riserve e il 42% della produzione di gas del mondo.
Anche la Russia, che fino a qualche mese fa invitava Teheran alla prudenza e si teneva ben stretto il suo primato di mercato che in Europa diventa quasi monopolio, e guardava alle nuove scoperte di giacimenti negli abissi dell´Artico. Il presidente russo Dmitri Medvedev ha detto ai ministri dell´energia dei 17 Paesi riuniti a Mosca: «Mi felicito con voi per aver gettato le basi giuridiche della nuova organizzazione, il Fpeg. E´ un avvenimento importante per i mercati, che avrà un impatto efficace e relativamente forte. Nel contesto attuale, mentre ci confrontiamo con una serie di notevoli problemi che noi non abbiamo creato, la prosperità dei nostr Stati dipende dal consolidamento dei nostri sforzi sul mercato».
Anche l´Opec del gas sembra l´ennesimo certificato di morte per il turbo-liberismo sfrenato che ha portato materie prime ed energia sulle montagne russe del folle luna park della speculazione finanziaria, un certificato che però è stilato anche da qualcuno di coloro che da quella follia ha succhiato fino all´ultima goccia e all´ultimo dollaro, prima dell´inevitabile caduta. Ma a complicare il quadro c’è anche che il gas, nel periodo transitorio che dovrebbe portare verso la “rottamazione del petrolio” assumerà sempre di più un ruolo fondamentale...
La Carta del "Forum of gas exporting countries" approvata ieri a Mosca fa del Fpeg la nuova Opec del gas. I ministri dell´energia di Algeria, Bolivia, Brunei, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Guinea Equatorilale, Indonesia, Iran, Kazakistan, Libano, Malaysia, Nigeria, Russia, Norvegia, Qatar, Trinidad e Tobago e Venezuela, hanno concretizzato il sogno del governo di Teheran ed hanno scelto come sede una città dello strategico ed inquieto Golfo Persico: Doha, la capitale del Qatar.
Il ministro dell´energia russo Sergei Chmatko ha detto che «Il Forum dei Paesi esportatori di gas non agisce contro alcun Paese terzo. Al contrario, ci applicheremo at tenere pienamente conto dei bisogni e dei desideri di tutti i protagonisti del mercato energetico. In quanto a piani e previsioni, i Paesi esportatori dovranno essere molto più perspicaci dei Paesi consumatori. Nel settore gasiero, la domanda si basa sui bisogni correnti, mentre l´offerta dipende da grandi investimenti nelle infrastrutture energetiche realizzate nel passato. Sono certo che i Paesi esportatori perverranno ad un equilibrio tra la concorrenza e l´armonizzazione delle loro politiche energetiche, cosa che permetterà di garantire uno sviluppo energetico sostenibile e di lunga prospettiva».
Insomma, il Fpeg vuole porre fine al liberismo del mercato gasiero per gestire i prezzi a vantaggio dei Paesi produttori. Europa (ed Italia) si troveranno di fronte un mercato con gli stessi forni ma dove comprare il gas costerà più o meno la stessa cifra. Secondo il ministro del petrolio dell´Iran, Gholam Hussein Nozari, l´Opec del gas «Permetterà di migliorare l´efficienza delle forniture e di ridurre le spese per l´ampliamento della produzione e del commercio del gas. A causa dello stretto legame con i meccanismi di formazione dei prezzi del greggio, il mercato del gas è molto volatile, questo è molto importante per i Paesi del Forum. Occorre prevenire una concorrenza inutile e nociva sul mercato del combustibile blu».
L´Iran ha ragione ad essere soddisfatto, l´accordo di Mosca lo fa uscire dalla porta principale da un embargo Onu che non sembra proprio interessare nessuno. Anche per Choukri Ghanem, capo della compagnia petro-gasiera di Stato della Libia, il Fpeg sarà un potente elemento di controllo del mercato (e quindi politico): «Siamo impegnati a creare un mercato equilibrato con prezzi meno volatili. La creazione di un´organizzazione dei Paesi esportatori di gas potrà permettere di ridurre la concorrenza tra produttori, grazie agli scambi d´informazioni sul mercato. La caduta spettacolare del prezzo del petrolio ha seriamente colpito quello del gas. Nel corso dei 5 0 6 ultimi mesi, il prezzo del petrolio ha raggiunto un livello che non potevamo immaginare».
E´ per questo che i Paesi recalcitranti alla creazione dell´Opec del gas (comprese le new entry Norvegia e Guinea Equatoriale e diversi Paesi "osservatori") sono corsi a Mosca a firmare questa variopinta alleanza che tiene stretti i rubinetti di gran parte delle condotte gasiere in giro per il pianeta e che mette insieme il 73% delle riserve e il 42% della produzione di gas del mondo.
Anche la Russia, che fino a qualche mese fa invitava Teheran alla prudenza e si teneva ben stretto il suo primato di mercato che in Europa diventa quasi monopolio, e guardava alle nuove scoperte di giacimenti negli abissi dell´Artico. Il presidente russo Dmitri Medvedev ha detto ai ministri dell´energia dei 17 Paesi riuniti a Mosca: «Mi felicito con voi per aver gettato le basi giuridiche della nuova organizzazione, il Fpeg. E´ un avvenimento importante per i mercati, che avrà un impatto efficace e relativamente forte. Nel contesto attuale, mentre ci confrontiamo con una serie di notevoli problemi che noi non abbiamo creato, la prosperità dei nostr Stati dipende dal consolidamento dei nostri sforzi sul mercato».
Anche l´Opec del gas sembra l´ennesimo certificato di morte per il turbo-liberismo sfrenato che ha portato materie prime ed energia sulle montagne russe del folle luna park della speculazione finanziaria, un certificato che però è stilato anche da qualcuno di coloro che da quella follia ha succhiato fino all´ultima goccia e all´ultimo dollaro, prima dell´inevitabile caduta. Ma a complicare il quadro c’è anche che il gas, nel periodo transitorio che dovrebbe portare verso la “rottamazione del petrolio” assumerà sempre di più un ruolo fondamentale...