22 giugno 2008
ENERGIA: ELETTRICITA', PIU' TUTELA E PIU' EFFICIENZA
24/06/08 17:15
(ANSA) - ROMA, 23 GIU - L'Europarlamento chiede
di separare la proprieta' delle attivita' di
produzione e di trasmissione dell'energia
elettrica, respingendo le alternative per
consentire una separazione funzionale corredata
di garanzie d' indipendenza di gestione. E' uno
dei criteri primari secondo il Parlamento a
garanzia di norme comuni per il mercato interno
realmente europeo dell'energia elettrica, per lo
sviluppo di una rete comune e per un'ampia
offerta di energia accessibile a tutti. Rileva
poi che il buon funzionamento del mercato interno
dell'energia elettrica dovrebbe offrire ai
produttori incentivi adeguati per investire in
nuove centrali elettriche e ai consumatori misure
idonee per promuovere un impiego piu' efficiente
dell'energia. Allo stesso tempo avanza una serie
di proposte volte a proteggere i consumatori e a
tutelare i loro diritti, a definire gli obblighi
di servizio universale e chiarire i requisiti in
materia di concorrenza. L'attuale normativa
prevede gia' talune garanzie riguardo all'obbligo
di servizio pubblico e tutele per i consumatori.
Il Parlamento precisa la portata di alcune di
queste e chiede l'integrazione di nuovi diritti.
Ritiene infatti che gli interessi dei consumatori
dovrebbero essere al centro della direttiva. Le
autorita' nazionali di regolamentazione, d'altra
parte, dovrebbero far rispettare i diritti degli
utenti predisponendo incentivi e imponendo
sanzioni alle imprese che non rispettano le norme
in materia di protezione dei consumatori e di
concorrenza. Il Parlamento chiede inoltre agli
Stati membri di istituire sportelli unici che
mettano a disposizione dei consumatori tutte le
informazioni necessarie concernenti i loro
diritti, la legislazione in vigore e le modalita'
di ricorso a loro disposizione in caso di
controversia. I consumatori dovrebbero avere
inoltre il diritto di essere adeguatamente
informati, quanto meno con cadenza trimestrale,
del loro consumo effettivo di energia elettrica e
dei costi relativi, ma anche di ricevere adeguata
comunicazione dell'intenzione di modificare le
condizioni contrattuali e di essere informati del
loro diritto di recesso al momento della
notifica. La poverta' energetica - ossia la
situazione in cui un cittadino 'non puo'
permettersi di riscaldare la propria abitazione
in modo accettabile - costituisce, per i
deputati, un problema crescente all'interno
dell'UE. Un emendamento chiede quindi agli Stati
membri di elaborare piani d'azione nazionali per
affrontare il problema e garantire il necessario
approvvigionamento energetico per i clienti
vulnerabili. A tal fine, precisano, e' necessario
un approccio integrato ed e' opportuno che le
misure comprendano politiche sociali, politiche
tariffarie e miglioramenti dell'efficienza
energetica per le abitazioni. Gli Stati membri
dovranno incoraggiare la modernizzazione delle
reti di distribuzione, che devono essere
costruite in modo da favorire la generazione
decentrata e assicurare l'efficienza energetica.
E dovrebbero poter imporre di imporre che gli
introiti derivanti dalla fornitura di
elettricita' ai clienti civili vadano ad
alimentare programmi di efficienza energetica. Un
altro emendamento ha chiesto agli Stati membri di
provvedere affinche' i fornitori di energia
elettrica specifichino nelle fatture e in tutto
il materiale promozionale inviato ai clienti
finali la quota di ciascuna fonte energetica nel
mix complessivo di combustibili utilizzato in
modo armonizzato e comprensibile al fine di
agevolare il raffronto. Purtroppo pero' l'Aula ha
respinto una proposta innovativa dal punto di
vista ambientale: quella di imporre ai fornitori
di dare informazioni sull'impatto ambientale,
''in termini almeno delle emissioni di CO2 e dei
rifiuti radioattivi derivanti dall'elettricita'
prodotta dalla miscela complessiva di carburante
utilizzata''. Ma i deputati hanno invece chiesto
di inserire ''il contributo al raggiungimento
dell'obiettivo del 20% di energie rinnovabili
entro il 2020'' tra i criteri per il rilascio
delle autorizzazioni alla costruzione di impianti
di generazione. (ANSA). XLO
CLIMA: KOFI ANNAN, NUOVO FORUM PER 'GIUSTIZIA CLIMATICA'
24/06/08 17:15
(ANSA) - GINEVRA, 24 GIU - L'ex segretario
generale delle Nazioni Unite Kofi Annan ha
rivolto oggi un appello per una ''giustizia
climatica''. ''Abbiamo una responsabilita' nei
confronti dei Paesi poveri che gia' subiscono
l'impatto dei cambiamenti climati. Serve una
giustizia del clima'', ha detto Annan aprendo a
Ginevra i lavori del primo incontro annuale del
'Global Humanitarian Forum' (Ghf), da lui fondato
l'anno scorso e dedicato al ''Volto umano dei
cambiamenti climatici''. Per Annan ed il Ghf la
comunita' internazionale deve riconoscere che
spetta ai Paesi del Nord che sono i maggiori
inquinatori pagare per i danni causati. Fino a
domani, il Forum riunira' oltre 200 tra
scienziati, imprenditori, rappresentanti di
governi, organizzazioni internazionali e non
governative, accademici. Tra le personalita'
annunciate il miliardario britannico Richard
Branson, l'irlandese Mary Robinson, ex Alto
commissario dell'Onu per i diritti umani,
l'economista Jeffrey Sachs ed il presidente del
Comitato internazionale della Croce rossa (CICR),
Jakob Kellenberger. (ANSA). XBV
CLIMA:EMISSIONI AUTO;PRESTIGIACOMO,NO ACCORDO BERLINO-PARIGI
24/06/08 17:15
(ANSA) - BERLINO - Il ministro dell'Ambiente,
Stefania Prestigiacomo, si e' detta contraria al
recente accordo tra la Germania e la Francia sui
limiti delle emissioni di CO2 prodotte dalle
nuove auto, definendolo ''inaccettabile''.
Intervistata dal quotidiano tedesco Sueddeutsche
Zeitung, il ministro ha detto che la proposta
''per noi e' inaccettabile. Esso premia le auto
di grossa cilindrata che hanno consumi elevati''.
Come e' noto, il nove giugno scorso Berlino e
Parigi hanno raggiunto un accordo di massima sui
futuri limiti alle emissioni di CO2 delle
automobili durante un vertice informale nel Sud
della Germania. In particolare, l'intesa prevede
regolamenti flessibili per quanto riguarda gli
obiettivi per le emissioni di CO2 e le punizioni
per chi violera' questi limiti, pur confermando
l' obiettivo Ue che fissa le emissioni di CO2 in
120 g per chilometro dal 2012 (per scendere tra
95 e 110 g/km a partire dal 2020). Il ministro ha
osservato che la proposta franco-tedesca ''non
protegge l'ambiente e penalizza le industrie
europee, tra cui quella italiana, che producono
vetture efficienti con emissioni di CO2
contenute''. Prestigiacomo, sempre secondo quanto
scrive il giornale, ha sottolineato che il testo
franco-tedesco dovra' essere discusso dai
Ventisette in occasione del prossimo vertice dei
ministri dell'Ambiente che si terra' a Parigi
all'inizio del mese prossimo. (ANSA).