18 febbraio 2007
CLIMA: IN CINA IL 2006 ANNO PIU' CALDO DAL 1951
22/02/07 20:33
In Cina l'anno scorso e' stato il piu' caldo dal
1951, secondo esperti citati oggi dall'agenzia
d'informazione Nuova Cina. ''Quello che va
sottolineato e' che 13 delle 39 stazioni di
rilevamento della temperatura hanno registrato
nel 2006 aumenti eccezionali della temperatura'',
afferma uno degli esperti intervistati
dall'agenzia. Gli esperti non indicano l'
esistenza di un collegamento diretto tra
l'aumento della temperatura e le emissioni di gas
inquinanti ma si limitato ad affermare che
l'inquinamento dell'atmosfera e' riconosciuto
come la causa del surriscaldamento del pianeta.
Negli ultimi venti anni, aggiunge l'agenzia, solo
l'inverno del 2004-05 ha avuto in Cina
temperature compatibili con la normale media
stagionale. (ANSA)
CLIMA: UE - PECORARO, ITALIA PER TAGLIO 30%
EMISSIONI
22/02/07 20:33
Nella lotta ai cambiamenti climatici l'Italia e'
a favore di ''una riduzione vincolante del 30%
delle emissioni di gas a effetto serra entro il
2020''. Lo ha detto il ministro per l'Ambiente,
Alfonso Pecoraro Scanio, al consiglio dei
ministri dell'ambiente dell'Ue che dedichera'
gran parte dei lavori agli obiettivi di riduzione
delle sue emissioni. I ministri Ue devono
pronunciarsi sugli impegni che i loro governi
sono pronti ad assumere in vista del vertice dei
capi di stato e di governo in programma l'8 e il
9 marzo a Bruxelles. Per l'Europa si tratta di
gettare le basi per i prossimi negoziati
internazionali che dovranno definire la strategia
del dopo protocollo di Kyoto che arrivera' a fine
percorso nel 2012.
Nei confronti di Polonia e Ungheria, che hanno sollevato riserve soprattutto sui caratteri vincolanti degli obiettivi, il ministro ha sottolineato che i due paesi devono ricordare che sono nell'Ue ed accettare, sulla base della nostra tradizione di lotta al cambiamento climatico, almeno il 20% di riduzione delle emissioni. Sul fronte energetico, Pecoraro Scanio ha ricordato che l'obiettivo del governo italiano e' di arrivare al 25% della produzione di rinnovabile entro la fine di questa legislatura. A dicembre, ha aggiunto, avevamo sostenuto la posizione del commissario europeo all'ambiente Stavros Dimas di porre come obiettivo il 30%, poi ridotto dalla Commissione europea al 20%. L'Italia quindi - ha concluso il ministro - ha gia' un obiettivo ambizioso per il quale stiamo lavorando. In materia di rinnovabile l'Italia, insieme a Germania, Danimarca, Svezia, Spagna e Slovenia sono in favore di obiettivi vincolanti. (ANSA)
Nei confronti di Polonia e Ungheria, che hanno sollevato riserve soprattutto sui caratteri vincolanti degli obiettivi, il ministro ha sottolineato che i due paesi devono ricordare che sono nell'Ue ed accettare, sulla base della nostra tradizione di lotta al cambiamento climatico, almeno il 20% di riduzione delle emissioni. Sul fronte energetico, Pecoraro Scanio ha ricordato che l'obiettivo del governo italiano e' di arrivare al 25% della produzione di rinnovabile entro la fine di questa legislatura. A dicembre, ha aggiunto, avevamo sostenuto la posizione del commissario europeo all'ambiente Stavros Dimas di porre come obiettivo il 30%, poi ridotto dalla Commissione europea al 20%. L'Italia quindi - ha concluso il ministro - ha gia' un obiettivo ambizioso per il quale stiamo lavorando. In materia di rinnovabile l'Italia, insieme a Germania, Danimarca, Svezia, Spagna e Slovenia sono in favore di obiettivi vincolanti. (ANSA)
Secondo il CCR, gli effetti del cambiamento
climatico sono già visibili nei mari europei
21/02/07 23:44
Sulla base di una nuova relazione del Centro
comune di ricerca della Commissione europea, il
cambiamento climatico sta già esercitando un
impatto significativo sui mari e le coste
d'Europa e le eventuali politiche elaborate per
mitigare tale impatto dovranno anche tener conto
dello sfruttamento generale di mari e coste da
parte dell'uomo.
La relazione, «Marine and Coastal Dimension of Climate Change in Europe: A report to the European Water Directors» (Dimensione marina e costiera dei cambiamenti climatici in Europa: rapporto per le Autorità europee delle acque), è stata presentata in occasione di un simposio sul cambiamento climatico e le acque organizzato dalla presidenza tedesca del Consiglio dell'UE.
La ricerca ha dimostrato che il cambiamento climatico non sta intervenendo in modo uniforme su tutte le acque europee; se le temperature attorno alla Scozia sono salite di circa 1 °C negli ultimi 20 anni, quelle del Mediterraneo sono aumentate solo di 0,5 °C. Analogamente, i tassi di innalzamento del livello del mare attorno all'Europa vanno da 0,8 a 3 mm l'anno.
Per contro, fenomeni meteorologici catastrofici quali acquazzoni, mareggiate e inondazioni sembrano essere più frequenti.
I cambiamenti del livello del mare esercitano gravi effetti a catena su altri aspetti dell'ambiente costiero, in quanto interferiscono con il comportamento delle maree, le condizioni del ghiaccio marino e l'evaporazione. Tra gli altri aspetti dell'ambiente marino che stanno già mostrando gli effetti del cambiamento climatico figurano i regimi di circolazione e il ciclo del carbonio, in quanto i mari si stanno acidificando per effetto dell'anidride carbonica assorbita.
I cambiamenti di temperatura hanno anche costretto le specie di acqua calda a migrare a nord e hanno determinato un calo delle specie di acqua fredda. La drastica flessione dei livelli delle specie dominanti di zooplancton osservata a partire dagli anni sessanta ha modificato la struttura della composizione ittica del Mare del Nord. Tale fattore, unito alla pesca eccessiva, ha portato alla scomparsa quasi completa della popolazione di merluzzi, economicamente molto importante.
Come si evince da quest'ultimo punto, le attività umane quali la pesca, la produzione di energia, il commercio e il turismo possono ingigantire gli effetti del cambiamento climatico.
Sul fronte della ricerca, la relazione ha rilevato che «occorrono finanziamenti cospicui per consentire la raccolta e l'analisi dei dati a lungo termine e la dissociazione tra l'impatto causato dal cambiamento climatico e altri tipi di variabilità antropogenica e naturale negli oceani e nei mari, e per creare capacità sostenibili di monitoraggio e valutazione».
Occorre anche una maggiore ricerca di base sugli impatti del riscaldamento globale sull'acidità dell'acqua, sulle interazioni della rete alimentare e sul ciclo del carbonio; è inoltre necessaria una rete per l'osservazione marina e costiera europea che fornisca accesso illimitato a dati in tempo reale. Su scala globale, è essenziale la cooperazione con i paesi terzi per evitare situazioni di conflitto al momento dell'attuazione di piani di mitigazione o adattamento relativi alle risorse marine.
La relazione ribadisce inoltre l'esigenza di un meccanismo che assicuri che i dati e le informazioni provenienti dalla ricerca raggiungano i responsabili delle decisioni e gli utenti dell'ecosistema marino.
Gli autori fanno notare che tutte le politiche europee in materia di risorse idriche, ad esempio la direttiva quadro sulle acque, devono essere attuate appieno in Europa. «Ma l'aspetto più importante è che la strategia marina europea, quale pilastro ambientale del Libro verde sulla politica marittima europea, rappresenterebbe uno strumento integrato straordinario per proteggere l'ambiente marino in Europa, in quanto esamina le questioni in maniera olistica e comprende le ripercussioni del cambiamento climatico attuale e futuro», afferma la relazione.
Per maggiori informazioni consultare:
http://ies.jrc.ec.europa.eu/
Ricerca su ambiente e cambiamento climatico nel 7PQ:
http://cordis.europa.eu/fp7/cooperation/environment_en.html
La relazione, «Marine and Coastal Dimension of Climate Change in Europe: A report to the European Water Directors» (Dimensione marina e costiera dei cambiamenti climatici in Europa: rapporto per le Autorità europee delle acque), è stata presentata in occasione di un simposio sul cambiamento climatico e le acque organizzato dalla presidenza tedesca del Consiglio dell'UE.
La ricerca ha dimostrato che il cambiamento climatico non sta intervenendo in modo uniforme su tutte le acque europee; se le temperature attorno alla Scozia sono salite di circa 1 °C negli ultimi 20 anni, quelle del Mediterraneo sono aumentate solo di 0,5 °C. Analogamente, i tassi di innalzamento del livello del mare attorno all'Europa vanno da 0,8 a 3 mm l'anno.
Per contro, fenomeni meteorologici catastrofici quali acquazzoni, mareggiate e inondazioni sembrano essere più frequenti.
I cambiamenti del livello del mare esercitano gravi effetti a catena su altri aspetti dell'ambiente costiero, in quanto interferiscono con il comportamento delle maree, le condizioni del ghiaccio marino e l'evaporazione. Tra gli altri aspetti dell'ambiente marino che stanno già mostrando gli effetti del cambiamento climatico figurano i regimi di circolazione e il ciclo del carbonio, in quanto i mari si stanno acidificando per effetto dell'anidride carbonica assorbita.
I cambiamenti di temperatura hanno anche costretto le specie di acqua calda a migrare a nord e hanno determinato un calo delle specie di acqua fredda. La drastica flessione dei livelli delle specie dominanti di zooplancton osservata a partire dagli anni sessanta ha modificato la struttura della composizione ittica del Mare del Nord. Tale fattore, unito alla pesca eccessiva, ha portato alla scomparsa quasi completa della popolazione di merluzzi, economicamente molto importante.
Come si evince da quest'ultimo punto, le attività umane quali la pesca, la produzione di energia, il commercio e il turismo possono ingigantire gli effetti del cambiamento climatico.
Sul fronte della ricerca, la relazione ha rilevato che «occorrono finanziamenti cospicui per consentire la raccolta e l'analisi dei dati a lungo termine e la dissociazione tra l'impatto causato dal cambiamento climatico e altri tipi di variabilità antropogenica e naturale negli oceani e nei mari, e per creare capacità sostenibili di monitoraggio e valutazione».
Occorre anche una maggiore ricerca di base sugli impatti del riscaldamento globale sull'acidità dell'acqua, sulle interazioni della rete alimentare e sul ciclo del carbonio; è inoltre necessaria una rete per l'osservazione marina e costiera europea che fornisca accesso illimitato a dati in tempo reale. Su scala globale, è essenziale la cooperazione con i paesi terzi per evitare situazioni di conflitto al momento dell'attuazione di piani di mitigazione o adattamento relativi alle risorse marine.
La relazione ribadisce inoltre l'esigenza di un meccanismo che assicuri che i dati e le informazioni provenienti dalla ricerca raggiungano i responsabili delle decisioni e gli utenti dell'ecosistema marino.
Gli autori fanno notare che tutte le politiche europee in materia di risorse idriche, ad esempio la direttiva quadro sulle acque, devono essere attuate appieno in Europa. «Ma l'aspetto più importante è che la strategia marina europea, quale pilastro ambientale del Libro verde sulla politica marittima europea, rappresenterebbe uno strumento integrato straordinario per proteggere l'ambiente marino in Europa, in quanto esamina le questioni in maniera olistica e comprende le ripercussioni del cambiamento climatico attuale e futuro», afferma la relazione.
Per maggiori informazioni consultare:
http://ies.jrc.ec.europa.eu/
Ricerca su ambiente e cambiamento climatico nel 7PQ:
http://cordis.europa.eu/fp7/cooperation/environment_en.html
DECRETO CONTO ENERGIA
19/02/07 13:38
Dai penitenziari alle scuole, ai parchi, alle
piccole e medie imprese: arrivano 60 milioni di
euro per interventi sul solare e fonti di energia
pulite.
Questo il pacchetto messo a punto dal ministero dell'Ambiente e annunciato a Palazzo Chigi dal ministro Alfonso Pecoraro Scanio.
L'occasione, il secondo compleanno, oggi, dell'entrata in vigore del Protocollo di Kyoto. Obiettivo principale, ha detto Pecoraro Scanio, che ha anche distribuito lampadine a basso consumo davanti a Montecitorio, ''e' centuplicare il solare in 10 anni passando da 30 a 3.000 MW''.
E per questo e' in arrivo, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale questa settimana, il nuovo decreto degli incentivi al fotovoltaico dopo l'ok della Conferenza Stato-Regioni.
Intanto il Consiglio dei Ministri fa registrare una novita'. ''E' la prima volta in assoluto - ha riferito il ministro - che un Consiglio dei Ministri italiano fa una riflessione sul tema dei cambiamenti climatici''. Alla riflessione seguira' un seminario del Governo ad hoc sul clima. ''Tre ore di riflessione coordinate con il contributo di autorevoli esperti'', ha detto Pecoraro Scanio.
E per il compleanno di Kyoto arriva anche il messaggio del Presidente della Repubblica, letto dal ministro dell'Ambiente nella riunione dell'esecutivo. ''Il Governo va nella stessa direzione indicata dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano - ha detto Pecoraro Scanio - quella delle energie rinnovabili e di una politica sempre piu' attenta alle esigenze ambientali''.
Per quanto riguarda in particolare il piano d'azione da 60 milioni di euro su solare e rinnovabili, si tratta di 11 bandi. Il piu' consistente e' quello per le piccole e medie imprese con 25,8 milioni di euro.
Per il sole negli enti pubblici ci sono 10,3 milioni di euro; altri 20 milioni riguardano le rinnovabili nelle citta' mentre per i parchi ci sono 1,2 milioni di euro. Per il sole a scuola bando da 4,6 milioni di euro mentre per i penitenziari sono previsti 5.000 metri quadrati di impianti solari per acqua calda con oltre 700 mila euro di stanziamento. Interventi anche nell' architettura con 2,6 milioni di euro.
Nel piano del ministero dell'Ambiente anche gli edifici pubblici con 1,5 milioni di euro per l'audit energetico. Un milione di euro ciascuno per il capitoli della casa ecologica e per quello degli impianti sportivi. Infine ammonta a 900 mila euro il contributo del bando riferito a Universita' e associazioni per promuovere la formazione e l'informazione. Un'impronta sul solare che avra' il suo clou con il nuovo decreto di incentivi al fotovoltaico. ''L'obiettivo nazionale - ha detto Pecoraro Scanio - e' di 3.000 MW entro il 2016''. E l'Italia puo' farcela visto che, dicono i tecnici, l'Italia ha un'insolazione media di circa 125 ore l'anno, pari a quasi il doppio rispetto alle 72 ore l'anno della Germania. Sul fronte del risparmio, il conto energia permette di rientrare nell'investimento in 5-6 anni con un bilancio in attivo negli anni successivi. Tutti possono presentare domanda; famiglie condomini, enti e imprese.
Il nuovo decreto sul Conto Energia si presenta in veste rinnovata rispetto alla precedente bozza di Novembre.
Vediamo le principali novità introdotte
Tariffe incentivanti
I valori dell'incentivo sono stati ulteriormente elevati, con tariffe comprese tra 0,36 e 0,49 €/kWh, crescenti in funzione del livello di integrazione dell'impianto
Integrazione architettonica dell'impianto
Potenza nominale dell’impianto (kW)
Non integrati
(art. 2, comma 1, lettera b1)
Parzialmente integrati
(art. 2, comma 1, lettera b2)
Integrati
(art. 2, comma 1 lettera b3)
1 < P < 3
0,40
0,44
0,49
3 < P < 20
0,38
0,42
0,46
P > 20
0,36
0,40
0,44
Domande di accesso alla tariffa incentivante.
Confermata la semplificazione della burocrazia e l'eliminazione delle graduatorie, coloro che intendono installare un impianto dovranno semplicemente inoltrare al Gestore di rete (GSE) il progetto preliminare e la richiesta di concessione della tariffa incentivante.
Potenza finanziata
Il tetto massimo della potenza elettrica degli impianti ammessi alle tariffe incentivanti e al premio sale a 1200 MW (era 1000 MW nella bozza precedente).
I quattordici mesi - a partire dalla data del raggiungimento del tetto di 1200 MW– durante i quali ulteriori soggetti potranno presentare domanda per ottenere le tariffe incentivanti, diventano 24 mesi per gli impianti i cui soggetti responsabili sono soggetti pubblici (art. 13).
Certificazione energetica dell’edificio
Nella bozza precedente costituiva un requisito per accedere alle tariffe incentivanti; nella nuova bozza è richiesta solo per avere diritto al premio aggiuntivo (art. 7).
Cumulabilità
Le tariffe incentivanti ed il premio sono cumulabili con altri incentivi in misura massima del 20%; tale limite non si applica alle scuole pubbliche e alle strutture sanitarie pubbliche (art. 9).
Se si richiede la detrazione fiscale IRPEF del 36% le tariffe incentivanti vengono ridotte del 30% (art 4 - comma 8b)
Le tariffe e il premio non sono applicabili all'elettricità prodotta da impianti fotovoltaici realizzati ai fini del Dlgs 192/2005 e della legge Finanziaria 2007 (legge 296/2006).
ANSA
Questo il pacchetto messo a punto dal ministero dell'Ambiente e annunciato a Palazzo Chigi dal ministro Alfonso Pecoraro Scanio.
L'occasione, il secondo compleanno, oggi, dell'entrata in vigore del Protocollo di Kyoto. Obiettivo principale, ha detto Pecoraro Scanio, che ha anche distribuito lampadine a basso consumo davanti a Montecitorio, ''e' centuplicare il solare in 10 anni passando da 30 a 3.000 MW''.
E per questo e' in arrivo, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale questa settimana, il nuovo decreto degli incentivi al fotovoltaico dopo l'ok della Conferenza Stato-Regioni.
Intanto il Consiglio dei Ministri fa registrare una novita'. ''E' la prima volta in assoluto - ha riferito il ministro - che un Consiglio dei Ministri italiano fa una riflessione sul tema dei cambiamenti climatici''. Alla riflessione seguira' un seminario del Governo ad hoc sul clima. ''Tre ore di riflessione coordinate con il contributo di autorevoli esperti'', ha detto Pecoraro Scanio.
E per il compleanno di Kyoto arriva anche il messaggio del Presidente della Repubblica, letto dal ministro dell'Ambiente nella riunione dell'esecutivo. ''Il Governo va nella stessa direzione indicata dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano - ha detto Pecoraro Scanio - quella delle energie rinnovabili e di una politica sempre piu' attenta alle esigenze ambientali''.
Per quanto riguarda in particolare il piano d'azione da 60 milioni di euro su solare e rinnovabili, si tratta di 11 bandi. Il piu' consistente e' quello per le piccole e medie imprese con 25,8 milioni di euro.
Per il sole negli enti pubblici ci sono 10,3 milioni di euro; altri 20 milioni riguardano le rinnovabili nelle citta' mentre per i parchi ci sono 1,2 milioni di euro. Per il sole a scuola bando da 4,6 milioni di euro mentre per i penitenziari sono previsti 5.000 metri quadrati di impianti solari per acqua calda con oltre 700 mila euro di stanziamento. Interventi anche nell' architettura con 2,6 milioni di euro.
Nel piano del ministero dell'Ambiente anche gli edifici pubblici con 1,5 milioni di euro per l'audit energetico. Un milione di euro ciascuno per il capitoli della casa ecologica e per quello degli impianti sportivi. Infine ammonta a 900 mila euro il contributo del bando riferito a Universita' e associazioni per promuovere la formazione e l'informazione. Un'impronta sul solare che avra' il suo clou con il nuovo decreto di incentivi al fotovoltaico. ''L'obiettivo nazionale - ha detto Pecoraro Scanio - e' di 3.000 MW entro il 2016''. E l'Italia puo' farcela visto che, dicono i tecnici, l'Italia ha un'insolazione media di circa 125 ore l'anno, pari a quasi il doppio rispetto alle 72 ore l'anno della Germania. Sul fronte del risparmio, il conto energia permette di rientrare nell'investimento in 5-6 anni con un bilancio in attivo negli anni successivi. Tutti possono presentare domanda; famiglie condomini, enti e imprese.
Il nuovo decreto sul Conto Energia si presenta in veste rinnovata rispetto alla precedente bozza di Novembre.
Vediamo le principali novità introdotte
Tariffe incentivanti
I valori dell'incentivo sono stati ulteriormente elevati, con tariffe comprese tra 0,36 e 0,49 €/kWh, crescenti in funzione del livello di integrazione dell'impianto
Integrazione architettonica dell'impianto
Potenza nominale dell’impianto (kW)
Non integrati
(art. 2, comma 1, lettera b1)
Parzialmente integrati
(art. 2, comma 1, lettera b2)
Integrati
(art. 2, comma 1 lettera b3)
1 < P < 3
0,40
0,44
0,49
3 < P < 20
0,38
0,42
0,46
P > 20
0,36
0,40
0,44
Domande di accesso alla tariffa incentivante.
Confermata la semplificazione della burocrazia e l'eliminazione delle graduatorie, coloro che intendono installare un impianto dovranno semplicemente inoltrare al Gestore di rete (GSE) il progetto preliminare e la richiesta di concessione della tariffa incentivante.
Potenza finanziata
Il tetto massimo della potenza elettrica degli impianti ammessi alle tariffe incentivanti e al premio sale a 1200 MW (era 1000 MW nella bozza precedente).
I quattordici mesi - a partire dalla data del raggiungimento del tetto di 1200 MW– durante i quali ulteriori soggetti potranno presentare domanda per ottenere le tariffe incentivanti, diventano 24 mesi per gli impianti i cui soggetti responsabili sono soggetti pubblici (art. 13).
Certificazione energetica dell’edificio
Nella bozza precedente costituiva un requisito per accedere alle tariffe incentivanti; nella nuova bozza è richiesta solo per avere diritto al premio aggiuntivo (art. 7).
Cumulabilità
Le tariffe incentivanti ed il premio sono cumulabili con altri incentivi in misura massima del 20%; tale limite non si applica alle scuole pubbliche e alle strutture sanitarie pubbliche (art. 9).
Se si richiede la detrazione fiscale IRPEF del 36% le tariffe incentivanti vengono ridotte del 30% (art 4 - comma 8b)
Le tariffe e il premio non sono applicabili all'elettricità prodotta da impianti fotovoltaici realizzati ai fini del Dlgs 192/2005 e della legge Finanziaria 2007 (legge 296/2006).
ANSA