31 gennaio 2010
Un 2010 di lotta e di proposta per il Forum italiano dei Movimenti per l'acqua
04/02/10 09:30
E' arrivata la risposta organizzata del Forum italiano dei Movimenti per l'acqua al governo Berlusconi, che con l'approvazione dell'art.15 del decreto Ronchi, ha aperto definitivamente le porte della gestione del Servizio idrico integrato ai grandi gruppi multinazionali e ai mercati. Secondo il Forum, che ha preso contatti con molti soggetti della cosiddetta società civile, la partita non è affatto chiusa considerata anche l'indignazione generale registrata nei cittadini (e il ricorso alla Corte Costituzionale fatto da molte Regioni).
Con quella norma intanto si toglie la libertà di scelta alle amministrazioni locali che quindi si sono mosse: sono ormai oltre cento i comuni che hanno approvato delibere di modifica degli Statuti comunali, dichiarando l'acqua "bene comune e diritto umano universale" ed il servizio idrico come "privo di rilevanza economica", sottraendosi in questo modo alla normativa nazionale ritenuta incostituzionale.
«Sono i comuni che hanno nel frattempo costituito il "Coordinamento nazionale degli enti locali per l'acqua pubblica" e che, il prossimo 6 marzo, terranno a Roma la loro prima assemblea nazionale» spiegano dal Forum italiano dei Movimenti per l'acqua e poi informano: «Sabato 20 marzo un grande manifestazione nazionale attraverserà le strade e le piazze di Roma per ribadire il NO alla privatizzazione dell'acqua, per riaffermare che l'acqua è un bene comune e un diritto umano universale e per chiedere l'immediata approvazione della nostra legge d'iniziativa popolare, che chiede la ripubblicizzazione dell'acqua e la sua gestione partecipativa».
Il fronte che sostiene questa campagna nazionale e che si è aggregato al Forum italiano dei movimenti per l'acqua è molto ampio: dalle associazioni dei consumatori alle associazioni ambientaliste, dal mondo cattolico e religioso al popolo viola, dai movimenti sociali al mondo sindacale, alle forze politiche. «Pensiamo che la manifestazione, oltre ad essere un importante ed unificante momento di lotta, possa mettere al centro con intelligenza e determinazione la questione della democrazia partecipativa, ovvero l'inalienabile diritto di tutte/i a decidere e a partecipare alla gestione dell'acqua e dei beni comuni, del territorio e dell'energia, della salute e del benessere sociale».
La manifestazione del 20 marzo, a due giorni dalla celebrazione della Giornata mondiale dell'acqua, è il punto di partenza per il vasto fronte di soggetti che appoggia le proposte del Forum italiano dei Movimenti per l'acqua, dato che da aprile inizierà la campagna di raccolta firme per la promozione di tre referendum abrogativi su questo tema.
FONTE:WWW.GREENREPORT.IT
Con quella norma intanto si toglie la libertà di scelta alle amministrazioni locali che quindi si sono mosse: sono ormai oltre cento i comuni che hanno approvato delibere di modifica degli Statuti comunali, dichiarando l'acqua "bene comune e diritto umano universale" ed il servizio idrico come "privo di rilevanza economica", sottraendosi in questo modo alla normativa nazionale ritenuta incostituzionale.
«Sono i comuni che hanno nel frattempo costituito il "Coordinamento nazionale degli enti locali per l'acqua pubblica" e che, il prossimo 6 marzo, terranno a Roma la loro prima assemblea nazionale» spiegano dal Forum italiano dei Movimenti per l'acqua e poi informano: «Sabato 20 marzo un grande manifestazione nazionale attraverserà le strade e le piazze di Roma per ribadire il NO alla privatizzazione dell'acqua, per riaffermare che l'acqua è un bene comune e un diritto umano universale e per chiedere l'immediata approvazione della nostra legge d'iniziativa popolare, che chiede la ripubblicizzazione dell'acqua e la sua gestione partecipativa».
Il fronte che sostiene questa campagna nazionale e che si è aggregato al Forum italiano dei movimenti per l'acqua è molto ampio: dalle associazioni dei consumatori alle associazioni ambientaliste, dal mondo cattolico e religioso al popolo viola, dai movimenti sociali al mondo sindacale, alle forze politiche. «Pensiamo che la manifestazione, oltre ad essere un importante ed unificante momento di lotta, possa mettere al centro con intelligenza e determinazione la questione della democrazia partecipativa, ovvero l'inalienabile diritto di tutte/i a decidere e a partecipare alla gestione dell'acqua e dei beni comuni, del territorio e dell'energia, della salute e del benessere sociale».
La manifestazione del 20 marzo, a due giorni dalla celebrazione della Giornata mondiale dell'acqua, è il punto di partenza per il vasto fronte di soggetti che appoggia le proposte del Forum italiano dei Movimenti per l'acqua, dato che da aprile inizierà la campagna di raccolta firme per la promozione di tre referendum abrogativi su questo tema.
FONTE:WWW.GREENREPORT.IT
Caccia, il ministero dell'ambiente presenta un emendamento per rimediare "al colpo di mano"
04/02/10 09:30
Non aveva perso né tempo né occasione il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo ad esprimere tutta la sua contrarietà e disappunto nello scoprire che il testo portato in votazione ed approvato in aula a Palazzo Madama in merito all'ampliamento senza limiti della stagione di caccia era diverso da quello che era scaturito da un accordo raggiunto in maggioranza. Un testo che - si leggeva in un comunicato del ministero Ambiente «prevedeva che le regioni e le province autonome potessero determinare i limiti dei periodi della caccia solo sulla base di analisi scientifiche che dovevano essere preventivamente validate dall'Ispra»..
Quindi il ministro Prestigiacomo e tanti altri suoi colleghi di maggioranza avevano annunciato battaglia alla Camera, dove il testo è adesso in discussione e venerdì- fa sapere sempre un comunicato emesso dagli uffici di via Cristoforo Colombo- il ministero dell'Ambiente ha presentato un emendamento al testo sulla caccia approvato da Palazzo Madama.
L'emendamento del Ministero dell'Ambiente punta a ripristinare l'intesa che era stata raggiunta e che è poi stata disattesa dalla votazione del Senato e ad eliminare la possibilità delle Regioni di definire deroghe al calendario venatorio, specie dei volatili, senza sottostare alla validazione vincolante da parte Ispra.
«E intenzione del Governo - spiega il ministro Prestigiacomo - rimediare al "colpo di mano" avvenuto in Senato evitando una deregulation in un delicatissimo settore come quello della caccia, che deve obbedire ad esigenze di tutela ambientale ed è rigidamente disciplinato da normative Europee». Ma a leggere quanto circola in rete, la lobby dei sostenitori di caccia selvaggia non sembra disposta a cedere tanto facilmente la deregulation al momento conquistata.
E sul caso interviene polemicamente il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che spiega: «L'emendamento proposto dal ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo non risolve il problema della deregulation della caccia provocato dall'articolo 38 della Legge Comunitaria votato la settimana scorsa dal Senato». «Il ministro dell'Ambiente - aggiunge - o è confusa o è mal consigliato o non conosce la materia di cui parla, perchè il suo emendamento non dice un 'No' al prolungamento dei limiti della stagione venatoria, ma lo subordina ad un parere, quello dell'Ispra, quasi sempre disatteso dalle regioni».
«La Prestigiacomo si chiarisca le idee o prenda in esame l'emendamento di una sua collega di governo, il ministro Brambilla, molto più efficace e che dice un 'No' chiaro ed inderogabile al prolungamento del periodo di caccia - conclude Bonelli -. Certo è che in Italia ed in Europa la caccia è diventata anacronistica ed inaccettabile: bisognerebbe pensare ad abrogarla e non a prolungarne i calendari».
Per Legambiente, invece, è un segnale positivo quello che arriva dai ministri Prestigiacomo e Brambilla in merito alla caccia. «Ci auguriamo che l'impegno annunciato oggi dai ministri dell'Ambiente e del Turismo si concretizzi al più presto, trovando pieno sostegno da parte dell'intero Governo, che deve tornare sui suoi passi» ha detto Antonino Morabito, responsabile Fauna dell'associazione ambientalista. «Se il testo passato al Senato rimanesse sostanzialmente inalterato - aggiunge Morabito - comporterebbe, infatti, un gravissimo attacco alla natura e alla fauna. Devono assolutamente essere reintrodotti limiti alla stagione venatoria certi e uguali per tutto il Paese e, come chiede l'Unione Europea, anche l'esplicito divieto di caccia ai migratori nei periodi di riproduzione e di migrazione».
Quindi il ministro Prestigiacomo e tanti altri suoi colleghi di maggioranza avevano annunciato battaglia alla Camera, dove il testo è adesso in discussione e venerdì- fa sapere sempre un comunicato emesso dagli uffici di via Cristoforo Colombo- il ministero dell'Ambiente ha presentato un emendamento al testo sulla caccia approvato da Palazzo Madama.
L'emendamento del Ministero dell'Ambiente punta a ripristinare l'intesa che era stata raggiunta e che è poi stata disattesa dalla votazione del Senato e ad eliminare la possibilità delle Regioni di definire deroghe al calendario venatorio, specie dei volatili, senza sottostare alla validazione vincolante da parte Ispra.
«E intenzione del Governo - spiega il ministro Prestigiacomo - rimediare al "colpo di mano" avvenuto in Senato evitando una deregulation in un delicatissimo settore come quello della caccia, che deve obbedire ad esigenze di tutela ambientale ed è rigidamente disciplinato da normative Europee». Ma a leggere quanto circola in rete, la lobby dei sostenitori di caccia selvaggia non sembra disposta a cedere tanto facilmente la deregulation al momento conquistata.
E sul caso interviene polemicamente il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che spiega: «L'emendamento proposto dal ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo non risolve il problema della deregulation della caccia provocato dall'articolo 38 della Legge Comunitaria votato la settimana scorsa dal Senato». «Il ministro dell'Ambiente - aggiunge - o è confusa o è mal consigliato o non conosce la materia di cui parla, perchè il suo emendamento non dice un 'No' al prolungamento dei limiti della stagione venatoria, ma lo subordina ad un parere, quello dell'Ispra, quasi sempre disatteso dalle regioni».
«La Prestigiacomo si chiarisca le idee o prenda in esame l'emendamento di una sua collega di governo, il ministro Brambilla, molto più efficace e che dice un 'No' chiaro ed inderogabile al prolungamento del periodo di caccia - conclude Bonelli -. Certo è che in Italia ed in Europa la caccia è diventata anacronistica ed inaccettabile: bisognerebbe pensare ad abrogarla e non a prolungarne i calendari».
Per Legambiente, invece, è un segnale positivo quello che arriva dai ministri Prestigiacomo e Brambilla in merito alla caccia. «Ci auguriamo che l'impegno annunciato oggi dai ministri dell'Ambiente e del Turismo si concretizzi al più presto, trovando pieno sostegno da parte dell'intero Governo, che deve tornare sui suoi passi» ha detto Antonino Morabito, responsabile Fauna dell'associazione ambientalista. «Se il testo passato al Senato rimanesse sostanzialmente inalterato - aggiunge Morabito - comporterebbe, infatti, un gravissimo attacco alla natura e alla fauna. Devono assolutamente essere reintrodotti limiti alla stagione venatoria certi e uguali per tutto il Paese e, come chiede l'Unione Europea, anche l'esplicito divieto di caccia ai migratori nei periodi di riproduzione e di migrazione».
Incentivi fotovoltaico: ecco come saranno a partire dal 2011
01/02/10 12:39
Una nuova bozza sarebbe stata messa a punto dal Governo per regolare gli incentivi per il fotovoltaico a partire dal 2011.
Proprio qualche giorno fa avevamo riportato le perplessità di Edo Ronchi e dell'Ing. Caffarelli sulle riduzioni del 20% della tariffa incentivante rispetto all'attuale Conto Energia contenute nel testo fino ad ora al vaglio del Governo che non renderebbero più convenienti gli impianti e rischierebbero di paralizzare lo sviluppo del mercato, come successo in Spagna dove, da un periodo di forti incentivazioni al fotovoltaico, si è passati a brusche riduzioni degli incentivi statali che hanno dato un duro colpo all'industria del solare ed a tutta l'economia che ruota intorno all'approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili.
Visto che, ormai, la riduzione delle tariffe incentivanti nel nuovo Conto Energia 2011 appare sicura, sarebbe meglio un sistema alla tedesca, con riduzioni della tariffa incentivante "a scaglioni" e con una cadenza temporale certa e ben definita per dar modo alle imprese "verdi" di attutire il colpo e riprogrammare le proprie strategie produttive. Stando alle previsioni di Milano Finanza, è in questa direzione che andrebbe il compromesso tra Governo e categorie produttive che sembra proprio essere stato trovato.
Secondo le fonti ministeriali di Milano Finanza, infatti, sarebbe stata messa a punto un'ulteriore bozza di Decreto Interministeriale, redatta dal Ministero per lo Sviluppo Economico insieme a quello dell'Ambiente in cui anche se pur non accontentando del tutto le richieste degli imprenditori, che avrebbero voluto una semplice riduzione del 4%, non ci sarebbe neppure la tanto temuta sforbiciata di venti punti percentuali, ma una riduzione del 6% rispetto alla tariffe attualmente previste che in più dovrebbe avvenire gradualmente, da un quadrimestre all'altro, in modo da non creare contraccolpi immediati alle societa' del settore.
Una soluzione a scaglioni, dunque, e una riduzione delle tariffe incentivanti che, seppure non flebile come quella voluta dagli imprenditori, non sarebbe così drastica come quella inizialmente paventata dal Governo.
Anziché trovarsi di fronte ad una brusca riduzione del 20%, infatti, gli impianti che entreranno in funzione da Aprile 2011 usufruirebbero di una tariffa incentivante inferiore rispetto a quella precedentemente in vigore, con una diminuzione che potrà andare dai 6,5 agli 8,1 punti percentuali a seconda del tipo di installazione. Gli impianti che entreranno in esercizio in seguito, dunque, troverebbero tariffe via via in diminuzione: quelli che entreranno a regime da Aprile ad Agosto, potrebbero trovare una riduzione delle tariffe oscillante tra il 10% e il 12,8%, mentre quelli che saranno attivati tra Agosto e Dicembre avrebbero una riduzione della tariffa incentivante oscillante tra 15% e il 17,6% circa rispetto alla tariffe incentivanti attualmente in vigore.
Dal 2012, poi, andrebbe a regime il taglio medio annuo del 6% .Gli impianti innovativi, invece, godrebbero di maggiori agevolazioni potendo contare su un taglio annuo ridotto al 2%. Stando a quanto riicostruito da Milano Finanza, inoltre, la bozza di decreto prevederebbe un aumento della potenza complessiva incentivabile: da 2mila MW a 3 mila MW a cui dovrebbero aggiungersi ulteriori 150 MW per gli impianti a concentrazione.
Andrea Marchetti
FONTE: http://www.greenme.it
Proprio qualche giorno fa avevamo riportato le perplessità di Edo Ronchi e dell'Ing. Caffarelli sulle riduzioni del 20% della tariffa incentivante rispetto all'attuale Conto Energia contenute nel testo fino ad ora al vaglio del Governo che non renderebbero più convenienti gli impianti e rischierebbero di paralizzare lo sviluppo del mercato, come successo in Spagna dove, da un periodo di forti incentivazioni al fotovoltaico, si è passati a brusche riduzioni degli incentivi statali che hanno dato un duro colpo all'industria del solare ed a tutta l'economia che ruota intorno all'approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili.
Visto che, ormai, la riduzione delle tariffe incentivanti nel nuovo Conto Energia 2011 appare sicura, sarebbe meglio un sistema alla tedesca, con riduzioni della tariffa incentivante "a scaglioni" e con una cadenza temporale certa e ben definita per dar modo alle imprese "verdi" di attutire il colpo e riprogrammare le proprie strategie produttive. Stando alle previsioni di Milano Finanza, è in questa direzione che andrebbe il compromesso tra Governo e categorie produttive che sembra proprio essere stato trovato.
Secondo le fonti ministeriali di Milano Finanza, infatti, sarebbe stata messa a punto un'ulteriore bozza di Decreto Interministeriale, redatta dal Ministero per lo Sviluppo Economico insieme a quello dell'Ambiente in cui anche se pur non accontentando del tutto le richieste degli imprenditori, che avrebbero voluto una semplice riduzione del 4%, non ci sarebbe neppure la tanto temuta sforbiciata di venti punti percentuali, ma una riduzione del 6% rispetto alla tariffe attualmente previste che in più dovrebbe avvenire gradualmente, da un quadrimestre all'altro, in modo da non creare contraccolpi immediati alle societa' del settore.
Una soluzione a scaglioni, dunque, e una riduzione delle tariffe incentivanti che, seppure non flebile come quella voluta dagli imprenditori, non sarebbe così drastica come quella inizialmente paventata dal Governo.
Anziché trovarsi di fronte ad una brusca riduzione del 20%, infatti, gli impianti che entreranno in funzione da Aprile 2011 usufruirebbero di una tariffa incentivante inferiore rispetto a quella precedentemente in vigore, con una diminuzione che potrà andare dai 6,5 agli 8,1 punti percentuali a seconda del tipo di installazione. Gli impianti che entreranno in esercizio in seguito, dunque, troverebbero tariffe via via in diminuzione: quelli che entreranno a regime da Aprile ad Agosto, potrebbero trovare una riduzione delle tariffe oscillante tra il 10% e il 12,8%, mentre quelli che saranno attivati tra Agosto e Dicembre avrebbero una riduzione della tariffa incentivante oscillante tra 15% e il 17,6% circa rispetto alla tariffe incentivanti attualmente in vigore.
Dal 2012, poi, andrebbe a regime il taglio medio annuo del 6% .Gli impianti innovativi, invece, godrebbero di maggiori agevolazioni potendo contare su un taglio annuo ridotto al 2%. Stando a quanto riicostruito da Milano Finanza, inoltre, la bozza di decreto prevederebbe un aumento della potenza complessiva incentivabile: da 2mila MW a 3 mila MW a cui dovrebbero aggiungersi ulteriori 150 MW per gli impianti a concentrazione.
Andrea Marchetti
FONTE: http://www.greenme.it
La CIA spia i cambiamenti climatici
01/02/10 12:36
Gli scienziati della CIA, le cosiddette spie governative statunitensi, stanno lavorando sulla possibilità di utilizzare i beni dell'Intellingence Federale, compresi i satelliti spia e gli altri sensori, per monitorare il cambiamento climatico ambientale.
Come spiega anche il New York Times, il programma riporta in vita un gruppo scientifico del Governo Federale, il MEDE (Measurements of Earth Data for Environmental Analysis) dedicato alla sorveglianza ambientale, nato nel 1992 durante gli anni di Clinton e fermato dall'amministrazione Bush nel 2001, per Apaura che il problema dei cambiamenti climatici potesse rappresentare una minaccia per la sicurezza nazionale (non è un mistero che Bush negli anni di governo non ha portato avanti grandi misure per la sicurezza ambientale).
Il progetto è stato però ripreso dal governo di Obama e, rilanciato recentemente a Capitol Hill, ora gode dell'appoggio del nuovo capo della CIA Leon Panetta.
I dati raccolti dal gruppo scientifico, includono migliaia di immagini ad alta risoluzione scattate da satelliti spia dell'intelligence, che offrono agli scienziati una possibilità senza precedenti di comprendere e prevedere i grandi cambiamenti climatici sulla superficie terrestre, in particolar modo lo scioglimento dei ghiacci marini.
Come ha dichiarato il Professore Norbert Untersteiner dell’Università di Washington, specializzato nello studio dei ghiacciai polari e membro del dipartimento MEDEA, “Il tesoro delle immagini è veramente utile anche dal punto di vista economico e logistico in quanto permetterà di scoprire anche nuove rotte nell'Artico per il commercio e il trasporto di gas naturale".
Questo tipo di monitoraggio che consente di avvalersi di mezzi sofisticati come i satelliti per visionare lo stato dell'ambiente, non ha risparmiato ulteriori critiche dalle frange più conservatrici. Proprio pochi giorni dopo l'apertura della commissione MEDEA per la valutazione da parte della CIA dei cambiamenti climatici, il senatore repubblicano del Wyoming John Barrasso, ha dichiarato che l'agenzia "dovrebbe combattere i terroristi, non spiare i leoni di mare".
Anche se queste critiche sembrano destinate a crescere, tale monitoraggio continua ad essere difeso dalle alte sfere governative. Il funzionario federale Ralph J. Cicerone, presidente della National Academy of Sciensces, ha dato punti a tale programma scientifico che oltre ad essere completamente gratis permette lo sfruttamento di tecnologie avanzate e già in attivo, offrendo inoltre l'opportunità di raccogliere i dati ambientali che altrimenti sarebbero impossibili da ottenere, e di farlo con il tipo di regolarità, che può rivelare le dinamiche del cambiamento ambientale.
Ma con la dichiarazione ufficiale del Pentagono del mese scorso, con la quale ha dichiarato ufficialmente il cambiamento climatico una minaccia alla sicurezza nazionale, è improbabile che MEDEA sarà accantonato in tempi brevi e forse, presto, l’obiettivo primario della CIA non sarà più quello di scovare Bin Laden, ma di studiare i ghiacciai polari.
Gloria Mastrantonio
FONTE: http://www.greenme.it
Come spiega anche il New York Times, il programma riporta in vita un gruppo scientifico del Governo Federale, il MEDE (Measurements of Earth Data for Environmental Analysis) dedicato alla sorveglianza ambientale, nato nel 1992 durante gli anni di Clinton e fermato dall'amministrazione Bush nel 2001, per Apaura che il problema dei cambiamenti climatici potesse rappresentare una minaccia per la sicurezza nazionale (non è un mistero che Bush negli anni di governo non ha portato avanti grandi misure per la sicurezza ambientale).
Il progetto è stato però ripreso dal governo di Obama e, rilanciato recentemente a Capitol Hill, ora gode dell'appoggio del nuovo capo della CIA Leon Panetta.
I dati raccolti dal gruppo scientifico, includono migliaia di immagini ad alta risoluzione scattate da satelliti spia dell'intelligence, che offrono agli scienziati una possibilità senza precedenti di comprendere e prevedere i grandi cambiamenti climatici sulla superficie terrestre, in particolar modo lo scioglimento dei ghiacci marini.
Come ha dichiarato il Professore Norbert Untersteiner dell’Università di Washington, specializzato nello studio dei ghiacciai polari e membro del dipartimento MEDEA, “Il tesoro delle immagini è veramente utile anche dal punto di vista economico e logistico in quanto permetterà di scoprire anche nuove rotte nell'Artico per il commercio e il trasporto di gas naturale".
Questo tipo di monitoraggio che consente di avvalersi di mezzi sofisticati come i satelliti per visionare lo stato dell'ambiente, non ha risparmiato ulteriori critiche dalle frange più conservatrici. Proprio pochi giorni dopo l'apertura della commissione MEDEA per la valutazione da parte della CIA dei cambiamenti climatici, il senatore repubblicano del Wyoming John Barrasso, ha dichiarato che l'agenzia "dovrebbe combattere i terroristi, non spiare i leoni di mare".
Anche se queste critiche sembrano destinate a crescere, tale monitoraggio continua ad essere difeso dalle alte sfere governative. Il funzionario federale Ralph J. Cicerone, presidente della National Academy of Sciensces, ha dato punti a tale programma scientifico che oltre ad essere completamente gratis permette lo sfruttamento di tecnologie avanzate e già in attivo, offrendo inoltre l'opportunità di raccogliere i dati ambientali che altrimenti sarebbero impossibili da ottenere, e di farlo con il tipo di regolarità, che può rivelare le dinamiche del cambiamento ambientale.
Ma con la dichiarazione ufficiale del Pentagono del mese scorso, con la quale ha dichiarato ufficialmente il cambiamento climatico una minaccia alla sicurezza nazionale, è improbabile che MEDEA sarà accantonato in tempi brevi e forse, presto, l’obiettivo primario della CIA non sarà più quello di scovare Bin Laden, ma di studiare i ghiacciai polari.
Gloria Mastrantonio
FONTE: http://www.greenme.it