01 luglio 2007
La prima abitazione davvero ecosostenibile? L’ennesima proposta viene dalla Gran Bretagna
Fonte: Punto Informatico http://www.punto-informatico.it
Watford - Il digradare del tetto spiovente fa assomigliare il suo profilo a quello dei fienili che punteggiano la campagna inglese. Vi scintillano pannelli solari, ampie finestre e una sorta di grande camino. La prima casa sostenibile, soprannominata Lighthouse, è stata presentata alla manifestazione Offsite 2007 insieme a quanto di più innovativo vi sia sul mercato dell'edilizia sostenibile e tecnologicamente avanzata. Materiali il cui impatto sull'ambiente risulta minimo; zero emissioni di anidride carbonica con lo sfruttamento di fonti di energia pulite; un terzo di acqua in meno consumata al giorno grazie a sistemi di raccolta delle precipitazioni e di depurazione: offrendo incentivi, il Regno Unito ambisce ad uniformarsi a queste linee guida, dettate dal Code for Sustainable Homes. Lighthouse, che ha preso forma conducendo a soluzioni architettoniche sperimentali, si spera possa fungere da modello a cui ispirarsi. Due piani e mezzo, due camere, poco meno di cento metri quadri e una concezione dello spazio abitabile ribaltata rispetto alle soluzioni tradizionali. Al piano inferiore, la zona notte, mentre il piano superiore di Lighthouse costituisce la zona giorno, luminosa grazie alle grandi finestre e ai giochi di riflessi che consentono di sfruttare al meglio la luce naturale. L'edificio è circondato da una sorta di giardino pensile, un terrazzo che consente di ottimizzare spazi urbani spesso angusti e di schermare con la vegetazione la luce diretta del sole. La struttura è composta e rivestita da un doppio strato di pannelli di legno, la cui installazione richiede costi e tempi ridotti, e sprechi minimi di materiale. Questo rivestimento garantisce una dispersione di calore inferiore di due terzi rispetto ai materiali tradizionali, per contenere gli sprechi inquinanti che il Regno Unito sta tentando di individuare e arginare. Un tipo di isolamento che ottimizza la resa dei sistemi di riscaldamento e di raffreddamento dell'edificio, progettati per sfruttare al massimo gli agenti naturali.
Sul tetto spiovente della Lighthouse svetta infatti una sorta di voluminoso camino. Si tratta del sistema di ventilazione meccanica, in grado di raccogliere e incanalare il vento per fornire alla casa un sistema di raffreddamento e di circolazione dell'aria passivo. Il tetto luccica di pannelli solari: sono pannelli fotovoltaici, per la produzione di energia, i cui surplus potranno alimentare la rete nazionale, e termici, deputati al riscaldamento dell'acqua sanitaria, perfettamente integrati nella struttura dell'edificio, studiato per formare un angolo di 40 gradi rispetto all'esposizione solare, in modo da trarne vantaggio anche nelle giornate più grigie (qui un video della BBC sulla nuova casa). A supportare il rendimento dei pannelli solari è stato progettato un sistema alimentato con combustibili naturali ad alto potere calorifico come il pellet, segatura compressa. Le emissioni di CO2 stimate per questo tipo di combustibile sono irrilevanti, se bilanciate con l'anidride carbonica assorbita nel corso della vita degli alberi, dei quali il pellet non rappresenta che uno scarto della lavorazione. L'abitazione è inoltre dotata di un sistema per la raccolta e lo smistamento dei rifiuti, capace di trasformare gli scarti combustibili in carburante ecologico da convertire in energia. Un sistema che consentirà di ridimensionare sprechi e inquinamento: il monitor dei consumi di cui l'abitazione è dotata, simile a quelli messi a disposizione recentemente ai cittadini del Regno Unito, permetterà ai futuri abitanti della Lighthouse di apprezzarne concretamente le performance, in termini di risparmio e di impatto ambientale.
Mentre in Italia ancora si tenta di sensibilizzare il cittadino riguardo alle fonti di energia pulite, nel Regno Unito si approntano le prime dispendiose soluzioni concrete, i cui costi, riporta BBC, si ridurranno parallelamente al maturare del mercato. Nel frattempo, negli Emirati Arabi, Norman Foster è stato incaricato della progettazione di una città a zero emissioni con sei milioni di metri quadri per un enorme impianto fotovoltaico che alimenterà il più avanzato polo di sviluppo per le tecnologie a sostegno dell'energia alternativa. Gaia Bottà


ECCO LA PIANTA DELL'ENERGIA PULITA, il Miscanthus giganteum.
Fonte: Green Planet Natural Network http://www.greenplanet.net
E' il Miscanthus: facile da coltivare, garantisce rese più elevate
Come ben noto, la stragrande maggioranza dell'energia primaria dell'Europa è di origine fossile, all'incirca per metà petrolio ed il restante, in parti circa eguali, metano e carbone. Particolarmente critico è l'uso del petrolio nei trasporti, il componente a più rapida crescita e per il quale combustibili sostitutivi sono oggi praticamente inesistenti, nonostante l' aumento dei costi e la preoccupazione di una progressiva insufficienza dei consumi, sempre più concentrata in pochi Paesi dell'Opec/Medio- Oriente.
In Italia oggi circolano più di 500 veicoli per ogni mille abitanti, un record di quasi 30 milioni di mezzi di tutti i generi con un consumo pari a 42 milioni (2002) di tonnellate di petrolio equivalente (Tep), costituito all'incirca in parti eguali da benzina e gasolio. Gli aumenti continui dei consumi (+25% dal 1990 al 2002) sono in stridente contrasto con le preoccupazioni per un crescente scollamento tra domanda e offerta mondiali. Fortunatamente si sta oggi preparando una vera e propria rivoluzione nel campo dei combustibili rinnovabili alternativi: il nostro Paese deve rapidamente prepararsi allo sviluppo di nuovi bio-carburanti e all'uso dell'etanolo in sostituzione ai fossili. Le produzioni annuali di bio-etanolo degli Usa e del Brasile sono state nel 2004 di 16.2 e 16.5 miliardi di litri rispettivamente, equivalenti ad un totale di 20 milioni di Tep di petrolio, la metà dei trasporti italiani. Negli Usa oggi il 13% della produzione di cereali è usata per i trasporti, ma rappresenta solamente il 3% dei consumi. Chiaramente nuovi metodi sono necessari al fine di arrivare alla sostituzione del 30% dei fossili per il trasporto entro il 2030 previsto dal US Department of Energy (Doe), senza mettere in pericolo la produzione agricola per l'uomo e gli animali.
Un grande vantaggio, almeno teorico, della bio-massa è legato al fatto che, con la crescita, la pianta estrae la CO2 presente nell'aria. Con la susseguente combustione, la CO2 è restituita all'atmosfera e quindi l'effetto complessivo dovuto all'effetto serra è zero. In realtà il processo complessivo, quello che si definisce «dalla sorgente alle ruote» (dall'inglese «from well to wheel») è più complesso e quantità apprezzabili di CO2 sono prodotte indirettamente nel processo (fertilizzanti, aratura, raccolta, trasformazione in etanolo, ecc.). Tradizionalmente, le biomasse sono prodotte a partire da legname dalle foreste, da scarti e residui e da raccolti energetici specifici dell'agricoltura. Il sistema attuale va rapidamente e profondamente modificato per aumentare le quantità e le qualità del prodotto. Ad esempio, la pianta della colza produce circa due o tre volte l'energia necessaria per fabbricarla, ma con un handicap importante: una produttività troppo debole. Un campo di colza produce annualmente raramente più di 1.500 litri all'ettaro, il che significa che per alimentare un' automobile è necessario disporre in media di un ettaro di piantagione. Il bio-etanolo fabbricato a partire dall'amido o dallo zucchero, oggi dominante, ha un rendimento migliore. Un campo di betterave (la pianta oggi più efficiente) può procurare 6.000 litri all'ettaro, con dei massimi di 8.000 litri. Ciononostante, per quanto riguarda la CO2 prodotta, il bilancio energetico «from well to wheel», oggi è ancora controverso ed è probabilmente solamente marginalmente positivo.
Ma si stanno attualmente sviluppando ben più ricchi bio-etanoli di seconda generazione. Prodotti a partire da materiali legno-cellulosici (tessuti di sostegno dei vegetali, steli, foglie, ecc.), queste piante hanno un bilancio energetico altamente positivo: sono capaci di produrre fino a 15 volte l'energia consumata. Un tipico esempio è il Miscanthus giganteum. Questo robusto arbusto, originario dal Giappone, Cina (Taiwan) e isole del Pacifico, con foglie verdi larghe 3 cm, cresce in luoghi soleggiati e suoli moderatamente umidi e fertili e non abbisogna di fertilizzanti apprezzabili, e vive anche in suoli «marginali», troppo poveri per le colture tradizionali. Le piante possono essere sia semplicemente bruciate con un'elevata efficienza energetica (60 % del carbone) o convertite in etanolo, in sostituzione della benzina. Si producono così annualmente 12 tonnellate/ettaro di piante secche pari a 36 barili di petrolio. Ma negli Usa, all'Università dell'Illinois, si è riusciti a quintuplicare la resa e raggiungere le 60 tonnellate/ettaro (180 barili di petrolio/ettaro). Convertita in etanolo, la produzione di miscanthus è correntemente di 14.000 litri/ettaro e potrà arrivare, grazie ai menzionati miglioramenti, fino a 35.000 litri/ettaro e cioè più di ventitre volte quelli della colza e quasi sei volte quelli delle betterave. Oggetto delle ultime messe a punto, questo Miscanthus dovrebbe essere interamente commercializzabile in alcuni anni. Un'altra alternativa è il popolare pioppo, una pianta a rapida crescita che può raggiungere in sei anni ben 27 metri di altezza. Una trentina di specie diverse crescono su di un vasto intervallo climatico, dalle regioni subtropicali della Florida alle zone subalpine del- l'Alaska, nel nord del Canada e dell' Europa. La produttività annuale è di 25 tonnellate per ettaro, corrispondenti a 6.500 litri di etanolo. Con modifiche genetiche, la resa salirebbe a circa 10.000 litri/ettaro.
Se piantate ad esempio nei 45 milioni di ettari di terreni coltivabili ma non utilizzati negli Usa, esse potrebbero rimpiazzare l'80 % dei fossili per il trasporto (la cosiddetta miscela EA85). L'Europa (EU25) ha 300 milioni di ettari coltivati e 200 milioni di veicoli. Con 15.000 litri/ettaro ( Miscanthus), la superficie coltivata per una idealizzata e totale sostituzione rinnovabile rappresenterebbe il 7% del totale! A questo riguardo, queste piante non sono dunque niente altro che dei «captori solari», che convertono la luce del sole in etanolo con emissioni di CO2 teoricamente nulle e in pratica fino a 10-15 volte inferiori a quelle dei fossili: il rendimento di conversione energetico a partire dalla luce solare ricevuta nel campo supera il 2%, un risultato straordinario se si pensa che ad esempio il fotovoltaico ha un rendimento pratico dell'ordine del 8-10%. La biomassa, sia grazie a nuovi arbusti come ad esempio il Miscanthus, e ad alberi a rapida crescita come i pioppi, offre quindi una straordinaria possibilità di una concreta sostituzione ecologica e rinnovabile della benzina in tempi relativamente brevi e senza grandi cambiamenti nella tecnica (il contenuto energetico dell' etanolo è il 70% di quello della benzina), specialmente in quelle attività come ad esempio nei trasporti, in cui oggi quest'ultima ha un assoluto monopolio. In contrasto con le piante agricole oggi dominanti, questi nuovi metodi assicurano non solo una produttività considerevolmente maggiore ma anche la completa separazione tra la produzione agricola per l'uomo e gli animali - oggetto questo di crescente preoccupazione soprattutto per i Paesi in via di sviluppo - e la sostituzione nei trasporti con un liquido molto vicino all'ordinaria benzina. Il Corriere della Sera

Cavi addio, l’elettricità viaggerà nello spazio con una tecnologia wireless
Fonte: La Provincia di Como
L’hanno chiamata «WiTricity», composizione delle parole “wireless” (senza filo) e “electricity”. Si tratta della possibilità di trasferire potenza elettrica senza fare uso degli abituali cablaggi. Un gruppo di ricercatori del Mit, capitanati da Marin Soljacic, l’ha sperimentata con successo, riuscendo ad accendere una lampadina da 60 W, inviandole energia attraverso lo spazio da oltre due metri di distanza. La storia comincia una notte fonda di qualche anno fa, quando Soljacic in pigiama fissa infastidito il cellulare che per l’ennesima volta l’ha svegliato, annunciando col suo bip-bip che le batterie si stanno esaurendo. Sarebbe molto comodo, pensa allora il ricercatore, se questi dispositivi provvedessero da soli alla ricarica, assorbendo l’energia necessaria senza ogni volta richiedere il collegamento via cavo a un alimentatore. Ma come? Così, prende il via lo studio. È noto che l’energia possa essere trasportata dalle onde elettromagnetiche, ma queste si disperdono in ogni direzione, quindi vanno bene solo per trasmettere segnali deboli (poi amplificati), non per ricaricare batterie o accendere lampadine. Un laser è già meglio, dato che invia energia elettromagnetica concentrata in una direzione. Esso risulta tuttavia pericoloso, richiede un sofisticato meccanismo di puntamento e impone che non vi siano ostacoli lungo il tragitto. La soluzione del Mit si basa sul principio della risonanza. Immaginiamo una stanza piena di bicchieri di cristallo variamente riempiti. Se produciamo con veemenza una nota musicale acuta, ad esempio con la voce, uno dei bicchieri può risuonare alla stessa frequenza, accumulando porzioni crescenti di energia meccanica, anche fino a frantumarsi. Se emettiamo una nota differente vibra un altro bicchiere. In pratica, solo l’oggetto con una data frequenza caratteristica reagisce alle onde sonore; gli altri restano inerti. La voce e il bicchiere che si scambiano energia vengono detti “risuonatori”. Ebbene, il gruppo di Soljacic ha cercato dei risuonatori, ma non nel campo meccanico, bensì in quello magnetico; e li ha trovati. Si tratta di due bobine in rame, di particolare fattura e dimensione, che fungono rispettivamente da antenna trasmittente (la voce) e ricevente (il cristallo). La prima è collegata alla sorgente elettrica e genera un campo magnetico oscillante. A interagire sensibilmente a quest’ultimo è solo il secondo avvolgimento, il quale aumenta progressivamente la propria tensione, alimentando un dispositivo elettrico. Il campo magnetico passa senza problemi oltre gli ostacoli e raggiunge il ricevitore anche se questo si muove. Inoltre, esso è di tipo non radiativo, il che significa che l’energia non sfruttata non si disperde, ma resta in prossimità del trasmettitore; l’efficienza dell’esperimento è del 40%, tantissimo per una prima prova. Infine, il campo è puramente magnetico (non elettromagnetico) e vibra a soli 10 Mhz: è quindi innocuo per i tessuti biologici. Siamo alle porte di un futuro in cui i cellulari, i computer portatili o quant’altro si alimenteranno dall’etere e si caricheranno da soli. Roberto Weitnauer




RIFIUTI: TASSA SMALTIMENTO A PESO D'ORO, +3% IN UN ANNO
(ANSA) - ROMA - Rifiuti a peso d'oro anche per la Tarsu, la tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, e per la Tia, la tariffa d'igiene ambientale destinata a sostituirla. Secondo lo studio realizzato dall'Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, infatti, una famiglia-tipo composta da tre persone e reddito lordo complessivo di 44.200 euro ed una casa di proprieta' di 100 metri quadrati, ha sostenuto nel 2006 una spesa di 206 euro per il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, con un aumento del 3% rispetto all'anno precedente. A Caserta, la spesa annua per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani sfiora i 400 euro, il quadruplo rispetto alla citta' meno cara d'Italia, Reggio Calabria (95 euro). Livorno (321 euro) la citta' piu' cara del Centro-Nord, ma, in generale, la media annua piu' alta si registra in Campania (264 euro) e la piu' bassa in Molise (118 euro). Ma le differenze sono sensibili anche all' interno delle stesse aree geografiche. In Sicilia, per esempio: a Enna la Tarsu arriva a costare 348 euro, ben 190 euro in piu' rispetto alla Tarsu che si paga a Ragusa (158 euro). Lo stesso in Lombardia, dove la Tarsu pagata a Milano (262 euro) supera di 138 euro la Tarsu pagata a Cremona (124 euro) o nel Lazio, dove il servizio a Latina costa 292 euro, cioe' 153 euro in piu' rispetto a quanto si paga a Viterbo (139 euro). L' indagine ha riguardato tutti i capoluoghi di provincia nel biennio 2005/2006: 11 citta' hanno fatto registrare incrementi superiori al 4% e ulteriori 11 che hanno fatto registrare incrementi superiori al 10%: Teramo (Tia +84%), Palermo (Tarsu +75%), Catania (Tarsu +37,5%), Taranto (Tarsu +30%), Perugia (Tia +29%), Ragusa (Tarsu +25%), Siracusa (Tarsu +25%), Oristano (Tarsu +23%), Viterbo (Tarsu +18%), Livorno (Tia +13%), Terni (Tia +12%). Di queste, solo in due casi (Perugia e Livorno), l'incremento tariffario e' parzialmente giustificato dal passaggio da Tarsu a Tia. (ANSA). FBB
RIFIUTI: PECORARO A VELTRONI, SI' A RISORSE DIFFERENZIATA
(ANSA) - ROMA, 4 LUG - Il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio ha attivato la Direzione generale del ministero affinche' esamini da un punto di vista tecnico e d'intesa con la Regione Lazio le osservazioni pervenute oggi nella lettera del Sindaco di Roma Walter Veltroni in relazione alla questione rifiuti. Lo rende noto un comunicato dell'Ufficio stampa del ministero dell'Ambiente. Pecoraro, apprezzando l'impegno - definito 'obiettivo prioritario' - espresso dal Sindaco nella lettera affinche' siano raggiunti al piu' presto elevati livelli di raccolta differenziata, si e' detto disponibile a verificare le disponibilita' economiche per sostenere la raccolta differenziata 'porta a porta' come richiesto da Veltroni. Il ministro ha anche chiesto al Direttore generale del Dicastero di definire con Comune e Regione l'attivazione di un tavolo tecnico per esaminare le osservazioni proposte da Veltroni con particolare riferimento alla questione del ruolo di Ama. (ANSA). COM-GU

AMBIENTE: REGIONE MARCHE, ACQUA ALLA SPINA CONTRO PLASTICA
(ANSA) - ANCONA, 21 GIU - Per ridurre il ricorso a bottiglie e bottigliette di plastica - di cui i dipendenti, con questi caldi, fanno ampio uso - e combattere cosi' l'inquinamento, la Regione Marche ha installato in due dei suoi palazzi cinque punti d'erogazione d'acqua alla spina. ''Refrigeratori - riferisce una nota - che consentono di erogare, direttamente dalla rete idrica, in modo igienico e funzionale, acqua a temperatura ambiente, fredda e liscia in base ai gusti''. I dispositivi sono dotati di un filtro ''everpure'' a carboni attivi e di una lampada Uv in grado di eliminare il sapore e l'odore del cloro e altre impurita', se presenti. Da segnalare che la Regione ha anche invitato i dipendenti a dotarsi di una propria bottiglia da riempire a piacere, cosi' da non utilizzare i bicchieri di plastica, ulteriore fonte di rifiuti. ''Questa piccola, ma dissetante iniziativa - commenta l'assessore all'ambiente, Marco Amagliani - rientra all'interno della strategia regionale di buone pratiche per la sostenibilita' e va ad aggiungersi al tetto verde, realizzato l'anno scorso presso uno dei palazzi regionali Il nuovo sistema di distribuzione fa risparmiare la produzione di bottiglie di plastica, perseguendo cosi' una via sostenibile di riduzione dei rifiuti alla fonte''.(ANSA). COM-PP

AMBIENTE: MINISTERO RILANCIA AREE MARINE PROTETTE SICILIANE
(ANSA) - ROMA - Il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, ha firmato i provvedimenti che affidano la gestione temporanea delle aree marine protette delle Isole Egadi, Capo Gallo-Isola delle Femmine e dell'Isola di Ustica all'Apat (Agenzia per la protezione dell'Ambiente e per i servizi tecnici), in attesa che si chiarisca la corretta interpretazione delle norme relative agli affidatari della gestione stessa. Lo rende noto un comunicato dell'Ufficio Stampa del Ministero dell'Ambiente. La scelta di affidare all'Apat, in via transitoria, la responsabilita' della gestione di tali aree marine protette - si legge nel comunicato - e' stata compiuta alla luce delle competenze e delle funzioni squisitamente tecnico-operative proprie dell'Agenzia ed in relazione a quanto indicato dalla relazione della direzione generale del ministero, con lo scopo di garantire una gestione che risulti omogenea e coerente con gli obiettivi istituzionali propri delle aree marine protette della salvaguardia e tutela del patrimonio naturale esistente. Inoltre, il ministro dell'Ambiente ha richiesto all'Apat di operare valorizzando le competenze e con una grande capacita' di ascolto del territorio. Contestualmente a questo provvedimento il ministro Pecoraro Scanio - prosegue il comunicato - ha sollecitato la Direzione Protezione Natura del ministero dell'Ambiente a definire nuove iniziative e risorse per rilanciare gli impegni riguardanti le aree marine protette del Plemmirio, di Lampedusa e delle Isole Ciclopi e di accelerare le procedure di istituzione delle nuove aree marine protette richieste anche dagli enti locali siciliani. (ANSA). I27-GU
CLIMA: GERMANIA; DAL 1988 RISCALDAMENTO ACCELERATO
(ANSA) - BERLINO, 4 LUG - La Germania sta assistendo ad un eccezionale aumento delle temperature: lo mostra un'analisi dei dati registrati dagli uffici meteorologici dal 1900 al 2006, dai quali risulta una impennata a partire dal 1988, nel corso della quale tutti gli inverni, meno quello del 1996, sono stati molto piu' miti del passato. Lo scrive il settimanale di Amburgo 'Stern' giovedi' in edicola. In media la temperatura di aprile, maggio e giugno e' aumentata di 3,1 gradi rispetto alla norma; la curva dei dati, realizzata dal servizio meteorologico tedesco (Dwd), ha il suo picco a giugno 2006, mese in cui la temperatura e' stata la piu' alta dei 106 anni analizzati. Il 2006 e' stato l'anno piu' caldo dell'arco temporale in questione: a gennaio 2006 le temperature sono state piu' alte di 5 gradi rispetto alla media. (ANSA). I81-STE
INQUINAMENTO: CINA; AGENZIA AMBIENTE, SITUAZIONE 'CRITICA'
(ANSA) - PECHINO, 4 LUG - L'inquinamento dell'atmosfera e' arrivato in Cina a un punto ''critico'': lo afferma in un' intervista pubblicata oggi dal quotidiano China Daily Pan Yue, il direttore della State Environment Protection Agency (Sepa), l'organismo addetto al controllo dell'ambiente. Dopo aver ricordato le drammatiche situazioni verificatesi nel corso dell' estate in tre grandi laghi cinesi che si sono improvvisamente riempiti di alghe azzurognole che hanno reso inutilizzabili le loro acque, Pan Yue afferma che esse ''sono il prezzo che paghiamo per aver seguito un modello di sviluppo cieco''. Il direttore del Sepa ricorda che secondo uno studio pubblicato due mesi fa dal ministero della sanita' di Pechino risulta che i casi di tumori maligni sono cresciuti dai 995 per un milione di persone nel 1970 ai 1.480 del 2002. ''Non abbiamo prove che questo aumento sia stato causato dall' inquinamento ma c'e' un legame tra l'inquinamento dell'aria e dell'acqua e l'alto numero di tumori ai polmoni e all'apparato digerente''. Pan Yue afferma poi che negli anni passati la Cina ha effettuato ingenti investimenti per riparare ai danni portati all'ambiente, ma ha aggiunto che il ''tasso di inquinamento rimane piu' veloce di quello di bonifica''. Secondo Pan, gran parte della responsabilita' va attribuita al sistema di controllo che ''polverizza le responsabilita' e i doveri''. Per rimediare, il direttore del Sepa suggerisce l'adozione di un meccanismo di controllo che superi le divisioni tra regioni e tra differenti dipartimenti governativi. (ANSA). NT
UOMO 'DIVORA' UN QUARTO RISORSE NATURALI DEL MONDO
(ANSA) - ROMA - C'e' una specie animale che divora un quarto delle risorse destinate a tutta la natura: e' l'uomo. Secondo uno studio pubblicato dalla rivista Pnas, gli interventi umani sulla produzione da fotosintesi della biosfera (come coltivazioni intensive o disboscamento) alterano la disponibilita' per gli altri animali di risorse naturali. I ricercatori dell'universita' di Vienna hanno studiato i dati della Fao sull'agricoltura di 161 paesi, pari al 97% della superficie terrestre. Secondo i loro calcoli, il 24% della capacita' produttiva del nostro pianeta viene sfruttata dall'uomo, una percentuale cosi' alta da far si' che non ci siano abbastanza risorse per il resto degli abitanti della Terra. E la situazione potrebbe peggiorare se ci sara' un aumento delle coltivazioni per produrre biocarburanti. ''Un aumento di quattro o cinque volte della produzione di biocarburanti - ammonisce Helmut Haberl, che ha condotto lo studio - avrebbe implicazioni drammatiche sull'ecosistema. Vorrebbe dire cancellare quello che resta delle foreste pluviali di Argentina e Brasile''. Lo studio riporta che il consumo di carbonio dovuto all'uomo e' di 16mila miliardi di tonnellate all'anno: meta' vengono dai prodotti agricoli, il sette per cento dagli incendi causati dall'uomo e il resto nelle attivita' industriali. (ANSA). I12-GU
CLIMA:COMMISSIONE UE,LE PROPOSTE PER ADATTARSI A CAMBIAMENTO
(ANSA) - BRUXELLES, 29 GIU - Il cambiamento climatico e' qui, come dimostrano le piogge torrenziali in Gran Bretagna e gli incendi devastanti in Grecia, ed e' quindi ''urgente'' adattarsi per evitare che le conseguenze possano diventare ancora piu' pericolose. E' questo il messaggio lanciato oggi dal commissario Ue all'ambiente Stavros Dimas, che ha presentato il libro verde 'Adattarsi al cambiamento climatico - le opzioni per l'azione dell'Ue'', nel quale vengono elencate alcune priorita' per le azioni da intraprendere a breve e che potranno tradursi in iniziative legislative, al termine della consultazione a livello europeo che si concludera' a fine novembre. Adattarsi al cambio climatico, mette in guardia Bruxelles, non e' un sostituto per la lotta alle emissioni di C02. Le due cose si devono muovere di pari passo, ma davanti all'aumento delle temperature, alla scarsita' dell'acqua, all'aumento della frequenza di temporali e' necessario adattarsi per ridurre i rischi in modo efficace, ottimizzando i costi e magari anche sfruttando gli eventuali benefici, soprattutto in agricoltura, turismo, salute, infrastrutture. Quali azioni si possono intraprendere? Il libro verde ne cita varie: un uso piu' efficiente dell'acqua, la costruzione di dighe anti alluvioni e contro l'innalzamento del livello del mare, lo sviluppo di sementi resistenti alla siccita', l'adattamento delle regole edili per poter affrontare eventi climatici estremi. L'Europa meridionale e l'intero bacino del Mediterraneo, indica il libro verde, saranno fra le zone dell'Europa a soffrire di piu' a causa dell'effetto combinato degli aumenti delle temperature e della riduzione delle precipitazioni in zone che gia' soffrono di siccita'. Ma, secondo la Commissione Ue, adattarsi a questi cambiamenti puo' produrre dei vantaggi e ''nuove opportunita' economiche, inclusi posti di lavoro e mercati per prodotti innovativi''. E' il caso dello sviluppo del turismo nel Mediterraneo, piu' concentrato nei mesi primaverili e autunnali, con un parallelo incremento del turismo estivo nelle zone balneari del nord Europa o della nascita di forme di premi assicurativi, che incentivino ad adattarsi al cambiamento climatico. Anche perche' uno dei messaggi di fondo del libro verde e' che costa molto di meno agire, che non fare niente. ''Il costo di non costruire difese contro le inondazioni sara' quattro volte piu' alto in termini di danni causati di quello che dovremmo pagare per adattarci all'innalzamento del livello del mare'', ha sottolineato Dimas. (ANSA). CLG


AMBIENTE: CONSIGLIO UE, INTESE SU RIFIUTI, ACQUA E MERCURIO
(ANSA) - LUSSEMBURGO, 28 GIU - Il Consiglio dei ministri dell'ambiente Ue riunitosi oggi a Lussemburgo ha raggiunto prime intese su tre provvedimenti relativi alla riforma delle norme sui rifiuti, la limitazione di sostanze nocive nelle acque e la proibizione dell'esportazione di mercurio dai Paesi Ue. La direttiva sui rifiuti esaminata oggi dai ministri e' destinata a sostituire - raggruppandole, semplificandole e rafforzandone le disposizioni - tre direttive gia' in vigore: la norma quadro sui rifiuti, la norma sui rifiuti pericolosi e quella relativa agli oli combustibili. In materia di salvaguardia delle acque, l'obiettivo del provvedimento in discussione e' di fissare, tra l'altro, nuovi limiti per la concentrazione nelle acque di sostanze come i pesticidi e i metalli pesanti. Il regolamento sul mercurio punta poi ad assicurare che i residui di questa sostanza vengano stoccati in maniera sicura a partire dal 2011, cioe' quando entrera' in vigore il divieto di esportazione. (ANSA). RED-TI



RIFIUTI: FEDERAMBIENTE, SERVE BANCA DATI PER TARIFFA AD HOC
(ANSA) - ROMA, 27 GIU - ''Acqua gas ed elettricita' sono servizi a rete dove c'e' un contatore e il cittadino paga in base ai consumi. Per i rifiuti il contatore non c'e': per questo e' importante l'accesso alle banche dati utenti degli altri gestori di servizi''. Questa la posizione espressa da Daniele Fortini, presidente di Federambiente nelle conclusioni del Convegno oggi a Roma ''Tariffa rifiuti: una riforma incompiuta''. Secondo Fortini ''l'obiettivo e' far pagare a ciascun cittadino il costo dello smaltimento dei rifiuti che effettivamente produce, seguendo il principio 'chi inquina paga'''. Di qui l'importanza delle informazioni sugli utenti, grazie alle quali ''si puo' personalizzare il servizio e la tariffa'' ha affermato il presidente di Federambiente. ''Federambiente chiede un correttivo delle norme sulle tariffe perche' i cittadini sappiano che avranno un trattamento equo - ha aggiunto Fortini - chi e' passato a tariffa ha potuto sperimentare il passaggio ad un sistema dinamico che premia un comportamento virtuoso''. Federambiente ha anche annunciato la firma di un protocollo d'intesa con Equitalia Spa, un'agenzia per le riscossioni di Stato, che prevede una collaborazione per la lotta all'evasione della tariffa sui rifiuti. ''Pagare tutti per pagare il giusto'' e' lo slogan del presidente di Federambiente che chiede al governo ''la rimozione del blocco per i Comuni nella scelta di passare a tariffa nella Finanziaria 2008''. (ANSA). Y62-MRB/MB
AMBIENTE: VIA LIBERA MINISTRI UE A RIDUZIONE C02 AUTO
(ANSA) - BRUXELLES - I ministri dell'Ambiente europei hanno dato il loro via libera alla riduzione a 120 grammi per chilometro di c02 per le auto vendute nell'Ue a partire dal 2012 ma non si sono accordati sulla ripartizione di questo impegno. I ministri hanno dato il loro sostegno alla strategia della Commissione Ue tesa a imporre ai costruttori una riduzione delle emissioni a 130 grammi, dagli attuali 160, con una ulteriore riduzione di dieci grammi grazie all'uso di biocarburanti e al miglioramento delle prestazioni dei pneumatici, ma non si sono trovati d'accordo sulla ripartizione fra le varie categorie di automobili. '''E' un conflitto fra l'industria automobilistica francese e italiana da un lato e quella tedesca dall'altro'', ha ammesso il ministro tedesco all'Ambiente Sigmar Gabriel, presidente di turno dell'Ue. La divisione e' fra i produttori di auto di piccola e media cilindrata, meno inquinanti, (Italia, Francia e Spagna) e quelli delle grosse berline, dei 4x4 e delle auto sportive (Germania e Svezia). ''Non si puo' raggiungere l'obiettivo dei 120 grami riducendo le emissioni solo delle auto piu' potenti'', ha osservato Gabriel. Sara' quindi la Commissione a dover risolvere le questione nella sua proposta legislativa a fine anno. (ANSA). CLG




L’arsenico colpisce anche dopo vent’anni dall’esposizione, quasi come l’amianto
Fonte: Galileo, GIORNALE DI SCIENZA E PROBLEMI GLOBALI http://www.galileonet.it
La longa manus dell'arsenico
Anche dopo 20 anni dalla contaminazione questo elemento chimico provoca tumore ai polmoni e alla vescica
L’arsenico continua a causare cancro ai polmoni e alla vescica anche dopo decenni dall’esposizione. Lo sostiene uno studio pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute, condotto da Guillermo Marshall, docente alla Pontificia Universidad Católica del Cile di Santiago, e altri studiosi tra cui ricercatori dell’Università della California di Berkeley. L’arsenico è noto come causa di cancro ai polmoni e alla vescica, ma quello che i ricercatori cercano di scoprire è quanto a lungo rimanga alto il rischio di sviluppare la malattia dopo la fine dell’esposizione.
In una regione a nord del Cile, fin dal 1958, l’acqua potabile venne contaminata con una grande quantità di arsenico, finché, negli anni Settanta, grazie alla costruzione di un impianto per la purificazione dell’acqua, la concentrazione di tale elemento diminuì. Gli studiosi hanno confrontato i dati relativi alla mortalità per tumore ai polmoni e alla vescica nel periodo tra il 1950 e il 2000 nella regione contaminata con quelli di una zona più a sud, dove le sorgenti non sono state toccate dall'inquinamento. Scoprendo così che il tasso di mortalità cresce costantemente dopo dieci anni dal momento in cui il livello di arsenico nell'acqua comincia a salire al di sopra dei limiti consentiti, e che raggiunge il massimo anche venti anni dopo che, invece, tale livello ha iniziato a scendere.
Nella zona studiata è stato rilevato un tasso di morti per cancro ai polmoni tre volte superiore a quello fatta registrare nella zona di confronto mentre quello relativo al tumore della vescica è risultato sei volte superiore negli uomini e quattordici nelle donne. “Milioni di persone, nei paesi industrializzati e non, dispongono solo di acqua i cui livelli di arsenico superano i limiti stabiliti”, sostiene Jay H. Lubin, del National Cancer Institute di Bethesda nel Midland. “Non è quindi ancora del tutto chiara la portata delle conseguenze sulla salute pubblica che questo tipo di inquinamento potrebbe avere”. (m.g.)
(GEVAM)

Stop al green. In California bloccato l'ennesimo campo da golf. Salvati 15 mila alberi e zone umide.
Fonte: VERDI News, http://www.verdi.it
Tiger Wood e Clint Eastwood tra gli investitori
Stelle nella polvere in California. La Commissione che si occupa della costa ha bocciato mercoledì il progetto per un nuovo campo da golf nella verde e selvaggia Pebble Beach, a nord della celebre Big Sur, presentato da un gruppo di investitori celebri guidati da Clint Eastwood. Il Green – che, come riporta il Los Angeles Times del 14 giugno, sarebbe stato il nono per la foresta Del Monte, nella penisola di Monterey - avrebbe comportato tra l’altro il taglio di oltre 15.000 pini di Monterey cancellato paludi e aree umide cruciali per il delicato equilibrio ambientale della costa.
La decisione, giunta con otto voti sfavorevoli contro 4 “sì” è storica in un paese e in una realtà internazionale in cui gli investimenti milionari legati al golf hanno porte aperte anche nei più remoti, selvaggi e incontaminati ambienti, dalle foreste malesi, agli altopiani alpini ai boschi normanni, fino ad aree secche (adattate con un enorme spreco di acqua ed energia) come il nord Africa o la stessa nostra Sardegna.
Creata 30 anni fa per proteggere le coste dall’eccessiva urbanizzazione la commissione è stata più forte di anni di pressioni politiche e imprenditoriali: l’azienda di sviluppo Pebble Beach Co. era stata rilevata dagli attuali proprietari – in tutto 130 oltre a Eastwood, si contano Arnold Palmer, il presidente del Comitato Olimpico Peter Ueberroth e il campionissimo di golf Tiger Wood – dai precedenti proprietari giapponesi nel 1999 per 820 milioni di dollari.
“In vent’anni non avevo mai visto un esempio tanto lampante di iniziativa per aggirare il Coastal Act sulla protezione dell’ambiente”, ha spiegato Sara Wan, un membro della commissione di Malibu. “Praticamente avrebbero distrutto indisturbati il cuore della foresta di Monterey e l’ecosistema circostante.”
Il progetto prevedeva il taglio di 15.000 alberi, la costruzione di un green da 18 buche, una pista, un maneggio 60 appartamenti per impiegati e un hotel del luxe da 160 stanze.
Gli investitori ribattono che la costruzione dell’impianto avrebbe comportato un danno limitato e mobilitato risorse per la protezione del resto del bosco, e che l’opzione “de luxe” sarebbe stata più ecocompatibile di un’altro progetto che proponeva invece la costruzione di una serie di residenze private che avrebbero frammentato l’intera foresta. L’intera penisola è una mecca del golf, si pagano 475 dollari per giocare sullo storico green sul Pacifico. Lo sviluppo della zona (nell’area ci sono ormai 3000 abitazioni) aveva già diviso e isolato numerose porzioni di foresta. L’ultimo progetto, secondo la commissione, avrebbe tra l’altro eliminato il 20% della preziosa popolazione di orchidee Yadon piperia e attaccato specie tipiche come la rana rossa cantata da Mark Twain.
Il Monterey County Herald, inizialmente favorevole al progetto, aveva poi evidenziato i trucchi burocratici e la campagna di informazione (compresi spot con Clint Eastwood protagonista) usati per nascondere nel piano il vero impatto sull’ambiente.
(GEVAM)

L’U.E. sta per intervenire per ridurre l’impatto ambientale delle sepoltura o cremazione
Fonte: Aduc, Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori http://www.aduc.it
Gli esseri umani inquinano: rifiuti, aerosol, detergenti, gas di scarico... Ma il triste destino dell'uomo e' che continua a inquinare anche da morto. Infatti, sepoltura e cremazione, se effettuate in modo non corretto, danneggiano l'ambiente. Per le bare ci vuole il legno e quindi vengono abbattuti milioni di alberi, poi ci sono le vernici, i feretri di zinco, ma anche le urne con le ceneri che finiscono nei fiumi o in mare. Il problema esiste e qualcosa si muove: in Francia, Germania, Austria e in alcuni Comuni spagnoli e' ormai proibito spargere liberamente le ceneri; ci sono aziende che fabbricano bare e urne biodegradabili; infine, l'Europa ha pronta una bozza sulla convenienza a trattare i resti umani con prodotti ecologici.
(GEVAM)
In SVEZIA con la criotecnica i corpi dei defunti sono meno inquinanti
Fonte: Aduc, Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori http://www.aduc.it
Per far si' che i morti inquinino di meno, la Svezia vorrebbe introdurre la "criotecnica". E' un metodo basato sul freddo e la disidratazione, e consente di limitare l'impatto della decomposizione dei corpi. In effetti, sia la sepoltura che la cremazione, hanno conseguenze inquinanti per l'aria e l'acqua. "Vorrei incoraggiare la criotecnica. Penso che sia interessante e, per come l'ho intesa, sono favorevole", ha dichiarato la ministra della Cultura Lena Adelsohn Liljeroth. Il sistema, messo a punto dalla biologa Susanne Wiigh, non dura piu' di due ore, mentre un corpo inumato impiega vari anni per decomporsi totalmente. Servirebbe una nuova legislazione, intanto la Chiesa luterana ha gia' dato il suo benestare.
(GEVAM)