17 giugno 2007
MEDITERRANEO, CRESCE RISCHIO ONDATE CALORE
(ANSA) - ROMA - Entro fine secolo ondate di calore come quelle che si sono verificate nel 2003 potrebbero diventare la norma, e il numero di giorni con temperature massime superiori ai 35 gradi aumentare di cinque volte. La previsione é contenuta in uno studio dei ricercatori dell'università americana di Purdue e del Centro Internazionale Abdus Salam di Fisica Teorica di Trieste, pubblicato dalla rivista Geophysical Research Letters. I ricercatori hanno elaborato i dati sull'aumento delle temperature nel Mediterraneo degli ultimi anni applicando due diversi modelli matematici: in uno si prevede un raddoppio delle emissioni di gas serra entro la fine del secolo, mentre nell'altro un aumento del 50%. In entrambi i casi le ondate di calore crescono, in una misura che varia da un minimo del 200% a un massimo del 500.
La mappa dei 21 paesi esaminati vede come zona più a rischio la Francia occidentale, seguita dalle aree costiere di Spagna e Libia. "Anche l'Italia sarà colpita duramente, e a soffrire saranno soprattutto le coste - spiega Filippo Giorgi, che ha coordinato la parte triestina della ricerca - perché al caldo si sommerà l'umidità. nelle nostre previsioni in alcune zone si potrebbe arrivare addirittura a 40 giorni torridi per ogni estate, rispetto agli 8-10 registrati adesso". Nelle proiezioni, entro qualche decina d'anni le temperature che adesso registriamo nelle due settimane più calde dell'estate diventeranno quelle delle due più fredde. La ricerca conferma anche alcuni studi che indicano il Mediterraneo come la zona che sarà più colpita dai cambiamenti climatici nei prossimi anni. I primi effetti si sono in realtà già fatti sentire, come testimoniano le ondate anomale di calore che nel 2003 hanno ucciso 35mila persone in tutta l'area di cui 15mila solo in Francia.
"Questo è dovuto a fattori meteorologici - spiega ancora Giorgi - con l'aumentare delle temperature si instaurano zone di alta pressione sull'Atlantico, che deviano le perturbazioni verso nord. Quindi oltre all'aumento della temperatura nel sud Europa si ha anche una perdita di precipitazioni che peggiora la situazione. Situazioni come quelle del 2003 potrebbero presto diventare la norma". L'unico rimedio, anche se parziale, suggerito dagli scienziati è quindi una drastica diminuzione delle emissioni di gas serra, che secondo lo studio potrebbe diminuire del 50% gli effetti del riscaldamento. "Al punto in cui siamo un aumento delle giornate estremamente calde ci sarà comunque - conferma il ricercatore - però bisogna pensare che gli effetti estremi come questo risentono di più delle variazioni dell'effetto serra rispetto a quelli medi. Bisognerebbe arrivare rapidamente a un calo delle emissioni, e non al semplice mantenimento che ci si propone in questo periodo, e questo avrebbe un grande effetto sulle temperature, forse ancora maggiore di quanto abbiamo stimato". (ANSA)
ELETTROSMOG, APPELLO DELL'OMS
TOKYO - L'Organizzazione mondiale della sanità ha lanciato un appello alle nazioni che vi aderiscono affinché adottino misure contro l'elettrosmog, sempre più sospettato di causare leucemia nei bambini. Nel suo primo rapporto sul problema, citato dall'agenzia giapponese Kyodo, l'Oms raccomanda l'adozione di misure preventive contro le emissioni elettromagnetiche a bassa frequenza come quelle delle linee elettriche ad alta tensione.

Il documento presenta a modello alcune iniziative prese in paesi come Italia e Olanda per una distanza di sicurezza fra le linee elettriche ad alta tensione e le abitazioni. Sono citati in proposito anche alcuni studi epidemiologici giapponesi e americani secondo cui il rischio di leucemia raddoppia nei bambini esposti costantemente a elettrosmog di oltre 0,3-0,4 microtesla.

Il rapporto non fornisce altre cifre sui livelli nocivi di esposizione a queste onde elettromagnetiche, ma rileva che fra gli elettrodomestici che ne emettono maggiormente figurano gli asciugacapelli, i rasoi elettrici e i forni a microonde.
(ANSA)
AMBIENTE: PIANI GESTIONE RIFIUTI, CORTE UE CONDANNA ITALIA
(ANSA) - BRUXELLES, 14 GIU - La Corte di giustizia europea del Lussemburgo ha oggi condannato l'Italia per la mancata o insufficiente applicazione delle direttive Ue nell'elaborazione di alcuni piani di gestione dei rifiuti, compresi quelli pericolosi. I giudici europei, dopo il ricorso della Commissione, hanno emesso oggi una sentenza che boccia sostanzialmente i piani di gestione dei rifiuti della provincia di Rimini, della Regione Lazio, ma anche quelli sui rifiuti pericolosi delle Regioni Friuli Venezia Giulia, Puglia, nonche' della provincia autonoma di Bolzano e di nuovo della provincia di Rimini. Le direttive di cui Bruxelles ha contestato la non corretta applicazione sono la 75/442 sullo smaltimento e il recupero di rifiuti per incoraggiare l'adozione di misure per la loro limitazione e la 91/689 sulla gestione controllata dei rifiuti pericolosi. La Commissione aveva inviato all'Italia un primo avviso nel 2002, chiedendo la corretta applicazione delle direttive nei piani di gestioni elaborati a livello locale e poi un parere motivato, seconda fase della procedura d'infrazione, nel luglio 2005. L'Italia aveva quindi presentato una serie di osservazioni per i piani finiti nel mirino di Bruxelles. Oggi i giudici europei passando in rassegna le diverse considerazioni delle due parti sono giunti alla conclusione che l'Italia per alcuni piani ''e' venuta meno agli obblighi che le incombono in forza delle normative Ue''.(ANSA). PUC
AMBIENTE: PROVINCIA SIENA CERTIFICA EMISSIONI E GAS SERRA
(ANSA) - SIENA, 16 GIU - La Provincia di Siena presenta il primo caso in Europa di certificazione del bilancio delle emissioni e dell'assorbimento dei gas serra su tutto il suo territorio. Lo ha annunciato l'assessore provinciale all' agricoltura e all'ambiente, Claudio Galletti. L'iniziativa e' stata presentata oggi in un convegno a Siena. ''Attraverso uno studio capillare - spiega Galletti - sulla quantita' di anidride carbonica e degli altri gas che causano l' effetto serra e sulla loro origine e un'ulteriore indagine parallela sulla capacita' del nostro territorio di riassorbire e fissare i gas serra, abbiamo creato un pannello di controllo, una sorta di 'cruscotto', che ci permettera' di controllare il flusso dei gas e di calibrare le politiche ambientali e di sviluppo eco-sostenibile necessarie per compiere gli obiettivi del Protocollo di Kyoto''. ''Questa operazione pionieristica - conclude Galletti - e' stata possibile grazie a un modello di certificazione ex-novo messo a punto dalla Rina spa, una delle piu' antiche societa' di classificazione al mondo con sede a Genova, seguendo gli standard fissati dalla comunita' internazionale''. (ANSA). COM-IM/DLM
AMBIENTE: ARRIVA CHECK-UP GAS SERRA; A SIENA 87% DA ENERGIA
(ANSA) - SIENA, 16 GIU - Arriva il check-up dei gas serra. La ricognizione effettuata nella provincia di Siena attesta che le immissioni in atmosfera sono originate all'87% dalla voce 'energia' (combustibili fossili utilizzati per riscaldamento e trasporti, produzione di energia elettrica). Le immissioni ammontano complessivamente a 1,9 milioni di tonnellate, ovvero ogni abitante della provincia di Siena immette indirettamente nell'ambiente 3,29 tonnellate di gas serra ogni anno. Il dato emerge dalla presentazione del bilancio delle emissioni e dell'assorbimento dei gas serra su tutto il territorio provinciale realizzato dalla Provincia di Siena con il controllo e la certificazione di Rina spa. Riguardo all'impatto ambientale, dal bilancio emerge che dai quasi due milioni di tonnellate di gas serra rilevati, una quota pari al 60% viene assorbita dagli alberi. Misurazione, spiega la Provincia di Siena, ''resa possibile da strumenti come la Torre di Lecceto, installata dal Cnr grazie a un contributo della Regione Toscana. Si tratta di un'apparecchiatura posizionata nel bosco in modo da poter misurare la quantita' di anidride carbonica 'scambiata' tra l'atmosfera e gli alberi''. Il bilancio presentato oggi a Siena riguarda una superficie di 3.821 kmq su cui insistono 36 comuni per una popolazione di 260.882 abitanti, quattro milioni di turisti l'anno e una superficie boschiva di 122.157 ettari. ''Il progetto - dice il presidente della Provincia di Siena Fabio Ceccherini - ha l'ambizione di contribuire, siamo i primi in Europa a farlo, con un programma che coinvolgera' nei prossimi anni tutti i soggetti e la comunita' senese per arrivare a questo risultato fatto di azioni naturali per migliorare tutte le prestazioni ambientali''. (ANSA). IM
CLIMA: UE; CALO EMISSIONI CO2 IN 2005, MA NON IN ITALIA
(ANSA) - BRUXELLES - Nel 2005 il livello delle emissioni di gas serra e' diminuito dello 0,8% nell'Ue-15 e dello 0,7% nell'Ue-27. A questa riduzione, pero', non ha contribuito l'Italia, dove - sempre nello stesso anno - le emissioni di Co2 sono aumentate dello 0,3% rispetto al 2004. I dati sono quelli dell'ultimo rapporto dell'Agenzia europea per l'ambiente, e mostrano come i primi della classe siano Germania, Finlandia, Paesi Bassi e Romania, che hanno ridotto le emissioni inquinanti soprattutto nel settore della produzione di energia elettrica, grazie alla riduzione dei consumi di carbone, e in quello del trasporto su strada. L'Italia, invece, rientra tra quei Paesi in cui il livello di gas serra prodotto e' aumentato. Il nostro Paesi appare in buona compagnia con la Polonia (che si conferma maglia nera), l'Austria, la Bulgaria, la Grecia, l'Ungheria, l'Irlanda, il Portogallo, la Slovenia e i Paesi baltici.

''I dati dell'Agenzia per l'ambiente - afferma il commissario Ue, Stavros Dimas - sono incoraggianti, visto che l'Unione europea e' riuscita a ridurre le emissioni di gas serra in un periodo di crescita economica. Ma appare chiaro - aggiunge - che se l'Ue vuole raggiungere gli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto entro il 2015 un certo numero di Stati membri devono raddoppiare gli sforzi. A marzo - ricorda Dimas - i dirigenti europei hanno adottato degli obiettivi a lungo termine di riduzione delle emissioni e non c'e' dunque piu' alcuna ragione di attendere per adottare misure ambiziose al fine di ottenere cambiamenti strutturali del nostro modo di produrre e di consumare energia''. (ANSA).
CLIMA:DESERTIFICAZIONE;GIORNATA MONDIALE,1MLD A RISCHIO/ANSA
(ANSA) - ROMA, 16 GIU - Quasi un milione di profughi l'anno, un miliardo di persone minacciate in oltre cento Paesi, il 30% dell'Italia in pericolo con 5 Regioni gia' colpite: Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. Sono questi i numeri dell'emergenza desertificazione nel nostro Paese e nel mondo, fenomeno al quale domani e' dedicata la giornata mondiale. Ogni anno il 17 giugno le Nazioni Unite tornano a puntare i riflettori sulla necessita' di frenare la desertificazione e rafforzare la visibilita' della questione nell'agenda internazionale. In Italia il ministero dell'Ambiente ha lanciato la campagna di ''100 iniziative contro la siccita' e la desertificazione'' rivolta a enti, istituzioni, associazioni, per tutto il mese di giugno. Tema dell'edizione 2007 e' ''Desertificazione e cambiamenti climatici - una sfida globale'', due emergenze ambientali strettamente legate e da affrontare con la stessa chiave, quella dello sviluppo sostenibile. Basti pensare al numero di persone che ogni anno migrano forzatamente dalla propria terra a causa dell'aumento della desertificazione. Nel mondo sono quasi un milione, ma secondo le Nazioni Unite con gli effetti dei mutamenti del clima la cifra' e' destinata a salire. Tanto che, secondo stime citate di recente da Hama Arba Diallo, segretario dell'Unccd, la Convenzione Onu sulla desertificazione, da qui al 2020 un numero pari a 60 milioni di persone potrebbe spostarsi dalle zone desertificate dell'Africa Sub-sahariana verso il Nord Africa e l'Europa. Sotto minaccia deserto un quarto della superficie terrestre, mentre gia' i cambiamenti climatici e le attivita' umane sono tra le cause dell'inaridimento di circa il 47% delle terre emerse, caratterizzate da carenza di piogge e da alte temperature. La regione piu' interessata e' l'Africa, con il 73% delle terre coltivate che subiscono degrado e desertificazione. In Italia, oltre alle Regioni gia' colpite, le previsioni riguardano anche la Pianura Padana, dove nei prossimi 30 anni si stima un impatto economico della desertificazione di 20/22 miliardi di euro, con una riduzione del Pil del 20%, mentre la perdita nei prossime 50 anni per il turismo sarebbe di circa 30 miliardi di euro a causa della possibile scomparsa di migliaia di km di coste. L'approccio all'emergenza pero' dovrebbe avere un carattere globale. Secondo gli esperti dell'Unccd, la Convenzione Onu per la lotta alla siccita' e alla desertificazione, il primo passo deve essere quello di un ''protocollo contro la sete'', per riuscire a fornire ad ogni essere umano almeno 45 litri di acqua, vitale alla sopravvivenza. L'obiettivo, quello di risparmiare e valorizzare l'oro blu del Pianeta, evitando i terribili conflitti che si potrebbero scatenare in futuro per l'approvvigionamento della risorsa. (ANSA). Y62-GU
CLIMA: MINISTERO AMBIENTE LANCIA LOTTA A DESERTIFICAZIONE
(ANSA) - ROMA - Domenica prossima si celebra la giornata mondiale della desertificazione, un'occasione per le Nazioni Unite di sottolineare la gravita' del fenomeno, che coinvolge piu' di un miliardo di persone in oltre 100 Paesi. In Italia per l'edizione 2007 il ministero dell'Ambiente ha lanciato la campagna ''100 iniziative contro la siccita' e la desertificazione'', presentata oggi a Roma. Una campagna che ''favorisce la diffusione nell'opinione pubblica italiana di una piu' ampia conoscenza del problema'' ha spiegato nel suo messaggio il presidente della Repubblica, Giorgio Napoletano.

Quella della desertificazione e' una questione ''silenziosa'' secondo Hama Arba Diallo, segretario dell'Unccd, la Convenzione Onu sulla desertificazione, che in una nota cita stime dove ''da qui al 2020 un numero pari a 60 milioni di persone potrebbe spostarsi dalle zone desertificate dell'Africa Sub-sahariana verso il Nord Africa e l'Europa''. ''Questo governo ha detto Bruno Dettori, sottosegretario all'Ambiente - ha registrato una grande partecipazione e una grande mobilitazione volta alla conoscenza del fenomeno'', registrando ''un'immediata risposta delle istituzioni, amministrazioni pubbliche, mondo universitario, del Coni e di tutta la societa' civile''.

Tra le iniziative anche 'Desertart', un lavoro di sensibilizzazione realizzato dall'Enea nell'ambito della collaborazione con il Comitato nazionale per la lotta alla siccita' e alla desertificazione. Diverse le scuole e le organizzazioni non governative premiate oggi. (ANSA).
OMS, DEGRADO CAUSA UNA MORTE SU 5 IN ITALIA, PER CNR COLPA PM10

(ANSA) - ROMA - E' imputabile, secondo l'Oms, a cause ambientali prevenibili il 20% della mortalita' in Italia. E nella Pianura Padana e' molto forte la concentrazione di polveri sottili, in particolare Pm 2,5, mentre in 13 grandi citta' italiane tra il 2002 e il 2004 a causa del Pm 10 e' stata stimata una media di 8.220 morti l'anno. Sono inoltre tra i 6,4 e gli 8,6 milioni gli italiani, a seconda che si escluda o si includano i comuni di Milano e Torino, che abitano nei 311 comuni di aree altamente inquinate, quelle dei 54 siti di bonifica nazionale. Questo il quadro emerso oggi nel corso della presentazione del Cnr sulla sintesi delle attivita' svolte nelle aree ad elevato rischio ambientale e sanitario, nell'ambito dell'indagine conoscitiva della Commissione Ambiente della Camera sulla valutazione delle conseguenze ambientali provocate dall'inquinamento urbano, dallo smaltimento dei rifiuti e delle aree ad alto rischio. ''L'oggetto di questa indagine - ha spiegato Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera - che sara' ultimata entro ottobre prossimo, e' quella di mettere in fila le questioni aperte per il futuro e le eredita' del passato. Non a caso viene presentato questo rapporto nella Giornata mondiale dell'Ambiente, costituisce un modo per aiutare le politiche''. Oltre ai 54 siti di bonifica di interesse nazionale sono migliaia i siti inquinati in Italia: circa 6.000 di interesse regionale per le bonifiche; 58 siti con elevata contaminazione da amianto, 1.550 siti minerari quasi tutti dismessi; 1.120 stabilimenti a rischio di incidente rilevante. ''A porre problemi ambientali e sanitari diversi - spiega Fabrizio Bianchi del Cnr - sono due tipi di inquinamento: quello diffuso, ad esempio da polveri sottili; quello localizzato, in aree ad alto rischio non marginali, per numero di abitanti e importanza economica''. La proposta dell'esperto Cnr rispetto alle aree dei siti di bonifica e' quella di istituire un ''superfund'' sul modello americano, costituito con la fiscalita' su settori che hanno contribuito al degrado ambientale, sia a scopo di ricerca sia per la fase di bonifica. Per quanto riguarda l'inquinamento diffuso Roberto Bertolini direttore dell'Oms Italia ha ricordato: '' In Italia il 20% della mortalita' e' riconducibile a cause ambientali prevenibili''. Nodo cruciale in materia rimane quello dei trasporti e delle famigerate polveri sottili. ''Le aree della Pianura Padana, in particolare Milano e Torino - ha spiegato Bertolini - sono tra quelle che a livello europeo registrano le concentrazioni piu' elevate di Pm 2,5''. Particolato fine che entra subito in circolazione nel sangue e non viene filtrato ''nemmeno dai motori delle auto nuove''. ''E' importante l'azione nel medio e lungo periodo'' ha sottolineato Bertolini, che vede la Francia come un esempio da seguire per ''aver istituito un'agenzia che si occupa di ambiente e salute che traduce i dati della ricerca in indicazioni di politiche, facendo monitoraggio e valutazione''. E sulla connessione fra ambiente e salute il Cnr punta a mettere in rete il lavoro con altri enti nazionali, per costituire ''Merit'', Medical reserach in Italy: ''l'Italia - afferma Fabio Pistella, presidente del Cnr - e' forte se si presenta come squadra''. (ANSA). Y62-BR

AMBIENTE: TRE QUINTALI BATTERIE ESAUSTE IN MARE EOLIE

(ANSA) - PALERMO, 15 GIU - A inizio mese nell' isola di Lipari (Messina), la seconda tappa della campagna ''Niente leghe sotto i mari'' promossa da Marevivo e Cobat. Una squadra di 17 sub dell'associazione ambientalista ha proceduto alla pulizia del fondale antistante l'area della banchina turistica di Porto Pignataro dai rifiuti pericolosi come le batterie esauste. Con il presidio della Capitaneria di Porto, la collaborazione dell'assessorato regionale alla Pesca , il Comune di Lipari e del Gruppo Sub dei Carabinieri l'area e' stata interdetta alla navigazione per consentire ai sub di immergersi e recuperare i rifiuti precedentemente monitorati su un fondale di profondita' variabile tra i 5 e i 7 metri. Sono stati tirati a riva: tre quintali di batterie; tre pompe d'acqua per il diportismo; due pneumatici e due parabordi; un water ed un piano di un lavello; reti e materiali da pesca ; e ancora sedie di plastica, taniche di vernice, tubi di metallo, transenne, lattine di alluminio, sedie, rottami ferrosi, materiale e contenitori di plastica. Tutto era ricoperto da una grande quantita' di organismi marini a testimonianza che tale materiale era stato abbandonato sott'acqua da molto tempo.(ANSA). RED-YXS

AMBIENTE: PECORARO, IN PROSSIMA FINANZIARIA AZIONI SU ACQUA
(ANSA) - ROMA, 15 GIU - La prossima Finanziaria ''dovra' contenere misure di sostegno anche per il risparmio idrico''. Cosi' il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, a margine dell'iniziativa di chiusura dell'acqua in 13 fontane di Roma per sensibilizzare alla lotta alla siccita' in vista della giornata mondiale della desertificazione il 17 giugno. ''La Finanziaria del 2007 - ha detto Pecoraro - ha dato un grande sostegno alle energie pulite e al risparmio energetico, la prossima Finanziaria dovra' dare sostegno anche al risparmio idrico''. Pecoraro pensa alla dotazione dei riduttori di acqua per i rubinetti, i cosiddetti 'rompigetto' e a incentivi per l' installazione di cisterne per la raccolta di acqua piovana per l'irrigazione dei giardini e per riempire le piscine. (ANSA). GU