03 giugno 2007
CLIMA: G8; ACCORDO SU RIDUZIONI SOSTANZIALI
08/06/07 18:58
(ANSA) - HEILIGENDAMM (GERMANIA) - Gli otto paesi
membri del G8 (Usa, Germania, Gran Bretagna,
Francia, Italia, Canada, Giappone e Russia) hanno
raggiunto un compromesso sul clima in cui si
afferma la necessita' di tagliare ''in modo
sostanziale'' le emissioni di gas ad effetto
serra. Lo rilevano fonti concordanti Ue,
riferendo che il testo messo a punto dagli sherpa
degli Otto sara' sottoposto ai leader oggi
pomeriggio. Secondo il compromesso raggiunto, gli
otto si impegnano a lavorare per una riduzione
sostanziale dei gas ad effetto serra, senza pero'
fissare obiettivi vincolanti e target di
riduzione.
L'obiettivo vincolante e definito e' pero' contenuto nel documento in quanto si afferma che gli Otto devono prendere ''in seria considerazione'' la decisione di Germania, Francia, Italia, Canada e Giappone di ridurre del 50% i gas nocivi entro il 2050 rispetto ai livelli odierni. Cio' significa che Usa e Russia pur non accettando di sottoscrivere questo tetto hanno accettato di prendere ''seriamente in considerazione'' la decisione dei loro partner. Un altro elemento contenuto nel documento, che e' di grande soddisfazione per gli europei, e' il riconoscimento della cornice Onu, sotto la quale deve essere condotta la lotta al cambiamento climatico.
Il documento sul clima approvato oggi dagli otto grandi prende in considerazione seriamente - spiega il presidente del Consiglio Romano Prodi - la decisione presa da Ue, Canada e Giappone, che prevede di ridurre della meta' l'emissione globale di gas entro il 2050. (ANSA).
L'obiettivo vincolante e definito e' pero' contenuto nel documento in quanto si afferma che gli Otto devono prendere ''in seria considerazione'' la decisione di Germania, Francia, Italia, Canada e Giappone di ridurre del 50% i gas nocivi entro il 2050 rispetto ai livelli odierni. Cio' significa che Usa e Russia pur non accettando di sottoscrivere questo tetto hanno accettato di prendere ''seriamente in considerazione'' la decisione dei loro partner. Un altro elemento contenuto nel documento, che e' di grande soddisfazione per gli europei, e' il riconoscimento della cornice Onu, sotto la quale deve essere condotta la lotta al cambiamento climatico.
Il documento sul clima approvato oggi dagli otto grandi prende in considerazione seriamente - spiega il presidente del Consiglio Romano Prodi - la decisione presa da Ue, Canada e Giappone, che prevede di ridurre della meta' l'emissione globale di gas entro il 2050. (ANSA).
CLIMA: UE; CALANO EMISSIONI INQUINANTI, NON
QUELLE DI CO2
08/06/07 18:57
(ANSA) - BRUXELLES - Le sostanze piu' inquinanti
emesse dalle industria europee - 50 quelle che
contaminano acqua e aria - dal 2001 sono state
ridotte di circa due terzi. Ma le emissioni di
alcune di queste, in prima fila l'anidride
carbonica, continuano ad aumentare, contribuendo
al surriscaldamento del clima. E' quanto emerge
da un rapporto della Commissione Ue e
dell'Agenzia europea per l'ambiente, che invita
tutti gli Stati membri dell'Ue a compiere
maggiori sforzi soprattutto per dare un taglio
netto alle emissioni di C02.
''Gli sforzi gia' compiuti incoraggiano ad andare avanti - afferma il commissario Ue all'ambiente, Stavros Dimas - perche' e' chiaro che nonostante i successi bisogna continuare a fare di piu' per combattere l'inquinamento di aria ed acqua, sia sul fronte della prevenzione sia su quello del controllo''. In particolare, dal rapporto emerge come negli ultimi anni siano diminuite soprattutto le emissioni di nitrogeno (-14,5%), fosforo (-12%), diossina (-22,5%). Mentre le emissioni di anidride carbonica sono aumentate del 5,7% tra il 2001 e il 2004. (ANSA).
''Gli sforzi gia' compiuti incoraggiano ad andare avanti - afferma il commissario Ue all'ambiente, Stavros Dimas - perche' e' chiaro che nonostante i successi bisogna continuare a fare di piu' per combattere l'inquinamento di aria ed acqua, sia sul fronte della prevenzione sia su quello del controllo''. In particolare, dal rapporto emerge come negli ultimi anni siano diminuite soprattutto le emissioni di nitrogeno (-14,5%), fosforo (-12%), diossina (-22,5%). Mentre le emissioni di anidride carbonica sono aumentate del 5,7% tra il 2001 e il 2004. (ANSA).
AMBIENTE: PECORARO, EUROPA LANCIA RIVOLUZIONE
VERDE
03/06/07 17:52
(ANSA) - ROMA, 2 GIU - Il Consiglio informale dei
ministri Ue dell'Ambiente ''condivide la
necessita' di una 3/a rivoluzione industriale,
detta la green revolution, la rivoluzione
verde''. Lo ha detto il ministro dell'Ambiente,
Alfonso Pecoraro Scanio, al termine del vertice
che si e' svolto in Germania, a Essen. ''L'Europa
lancia la rivoluzione verde - ha detto il
ministro e ormai i dati certificano che il futuro
dell'industria e' nella sfida ecologica''. Il
Consiglio, ha quindi riferito Pecoraro,
''rilancia su economia e occupazione ambientale e
converge sul fatto che l'Ue sull'economia
mondiale deve essere la regione del Pianeta che
punta sull'innovazione tecnologica e sui nuovi
target''. Si tratta quindi anche di ''migliorare
e rilanciare sistema emission trading e
confermare il piano Ue per le nuove tecnologie
ambientali''. Significativo, secondo Pecoraro, e'
che ''l'Italia finalmente e' tornata ad essere
uno degli attori principali'' e ''ha supportato
la Germania per queste conclusioni avanzate''. Il
ministro ha sottolineato quindi la sempre
maggiore alleanza tra l'Italia, la Germania e
altri Paesi ''per rilanciare le rinnovabili''.
''Stiamo gia' registrando i primi risultati per
la svolta sul solare. In Italia c'e' un vero e
proprio boom di richieste per impianti
fotovoltaici tanto che sono esauriti i pannelli
solari. E' la dimostrazione che la politica degli
incentivi dei Governi - ha detto Pecoraro - e'
positiva e il ruolo dello Stato puo' essere
utile''. ''Dopo anni che si parlava di mercato -
ha concluso Pecoraro - e' rilevante che le 10
maggiore imprese Usa hanno chiesto al Governo di
pensare a una strategia. L'innovazione ambientale
ha bisogno di un quadro di norme che dia certezze
e indichi gli standard ambientali. Standard
ambientali ambiziosi aiutano impresa e
occupazione. E questo e' quanto e' emerso a
Essen''. (ANSA). GU
NUCLEARE: BERSANI, RILANCIO ECONOMICAMENTE NON
SOSTENIBILE
03/06/07 17:52
(ANSA) - ROMA, 30 MAG - Il rilancio del nucleare,
come sollecitato oggi sulle pagine dei principali
quotidiani dall' ex ministro della Salute Umberto
Veronesi, ''economicamente non puo' trovare la
quadra, se non con un costo enorme sulla bolletta
di imprese e cittadini''. Lo ha detto il ministro
dello sviluppo economico Pierluigi Bersani a
margine di un convegno sulle liberalizzazioni
organizzato alla Luiss. ''Devo stare a questo e
cioe' che, a prescindere dai pregiudizi sul
nucleare, in questo momento lanciare un piano
nucleare in Italia vorrebbe dire dare un
obiettivo che non puo' trovare la quadra se non -
ha sottolineato - con un costo enorme sulla
bolletta di imprese e cittadini, cosa che in
questa situazione non potremo permetterci''.
Questa considerazione, ha proseguito, ''taglia la
testa al toro''. Secondo Bersani sarebbe quindi
piu' proficuo impiegare risorse nella ricerca sul
nucleare di nuova generazione e preoccuparsi
dello smaltimento delle scorie nucleari. (ANSA).
OM/TP
2 GIUGNO FESTA NEI PARCHI; PECORARO, PARATA
NATURA
03/06/07 17:52
(ANSA) - ROMA - Il 2 giugno e' festa per i Parchi
della Repubblica. In occasione delle celebrazioni
per l' anniversario, tutti i parchi nazionali e
le aree marine protette saranno aperte al
pubblico: oltre 10 mila chilometri di sentieri
per accogliere, secondo le stime, circa 150 mila
visitatori. Ma anche 149 musei aperti e oltre 300
visite gratuite. Centinaia gli appuntamenti
organizzati in tutta Italia in una unica
passeggiata ideale da Nord a Sud. L'iniziativa e'
stata organizzata dal ministero dell'Ambiente e
da Federparchi ed e' stata presentata a Roma alla
sede di Roma Natura. ''Oltre che con la parata
militare quest'anno la festa della Repubblica -
ha detto il ministro dell'Ambiente, Alfonso
Pecoraro Scanio - si festeggia con la parata
della natura. Non e' un'alternativa contro ma la
possibilita' di dimostrare che si puo'
festeggiare la Repubblica in tanti modi
diversi''. ''I parchi della Repubblica - ha
aggiunto Pecoraro - vogliono essere un segnale
che il nostro Paese e' tante cose e la natura e'
un bene molto prezioso''. Passeggiare nei parchi
il 2 giugno, ha concluso Pecoraro, ''e' un modo
pacifico, non violento, innovativo, allegro e
ambientale per festeggiare la festa del nostro
Paese''. In tutta Italia si contano 836 aree
protette: 23 sono parchi nazionali, 24 aree
marine protette, 146 riserve naturali statali,
120 parchi naturali regionali, 342 riserve
naturali regionali e 181 aree protette regionali
di altra tipologia. Ogni anno i visitatori sono
70 milioni: 87% italiani e 12% stranieri, con una
media di eta' tra i 30 e i 45 anni. I Parchi
proteggono circa 3 milioni di ettari di bosco e
ospitano oltre 58 mila specie animali e 5.600
diverse specie vegetali. (ANSA). GU
COSTRUIRE CON LA TERRA CRUDA
03/06/07 17:48
Fonte: Green Planet Natural Network
http://www.greenplanet.net
Tale materiale è molto disponibile in natura, totalmente riciclabile, non comporta spese di trasporto e, con un po' di attenzione e passione, può essere utilizzato anche con il metodo dell'autocostruzione, specialmente nel caso in cui si deve intonacare una o più pareti, con risultati dal punto di vista energetico, certamente superiori agli intonaci a base cementizia.
Tecniche di costruzione in terra cruda
Per costruzioni in terra cruda si intendono edifici durevoli realizzati utilizzando la terra del suolo, estratta al di sotto dello strato arabile, opportunamente lavorata, messa in forma e lasciata asciugare. La parte di argilla svolge la funzione di legante (come la calce o il cemento) permettendo processi di consolidamento dei manufatti edilizi anche per costruzioni di più piani. La costruzione in terra cruda è diffusa in gran parte del globo terrestre, in regioni climaticamente molto differenti tra loro: in zone costiere, nell'entroterra, in pianura e in aree montagnose o collinari. In ogni regione si sono sviluppate diverse tipologie e tecniche costruttive a seconda del tipo di terra disponibile, del clima, dei materiali (legno, pietra ecc), della fauna e della flora locale (che forniscono additivi da aggiungere alla terra), delle diverse tradizioni costruttive.
Le varie applicazioni spaziano dalle pareti (portanti e di tamponamento) alle pavimentazioni, dai solai alle coperture (a volta, cupola o anche piane).
La terra per costruire
Si utilizza terra estratta ad almeno 20 o 30cm di profondità, evitando lo strato superficiale che contiene sostanze organiche putrescibili e dalla scarsa resistenza meccanica.
Questa terra è composta di ghiaia, sabbia grossa, sabbia fine, limo e argilla in diverse proporzioni, che dipendono dalla granulometria dei componenti. La parte argillosa può andare dal 5 al 50% a seconda delle tecniche utilizzate. Ad esempio una terra piuttosto magra e ghiaiosa è adatta per la tecnica della terra battuta, una terra leggermente grassa e sabbiosa l'ideale per il mattone crudo, mentre una terra grassa e limosa si presta per impasti di terra e paglia. Le terre molto grasse, con quantità di argilla maggiori, richiedono un'aggiunta di inerti minerali (es. sabbia) o fibre vegetali (es paglia).
Le variabili che ci permettono di comprendere il comportamento di una terra sono:
a - la quantità di argilla contenuta;
b - la qualità dell'argilla;
c - la proporzione e il tipo di inerti.
Per riconoscere la quantità di argilla e dei diversi inerti si effettuano l'analisi granulometrica e la sedimentazione, che permettono di disegnare una curva che rappresenta la quantità percentuale dei diversi componenti, in base al diametro delle particelle. Per riconoscere invece la qualità dell'argilla (vi sono infatti argille più o meno collanti) è necessario conoscere l'indice di plasticità (Limiti di Attemberg) o la composizione petrografica che si esegue con esame diffractrometrico ai raggi X. Poiché il comportamento del materiale è dato dall'interazione tra i componenti, che sono diversi per ogni tipo di terra, non è facile dare indicazioni per i vari tipi di terra analizzando un solo elemento (ad esempio argilla).
Per questo in Germania è stata messa a punto una prova che analizza direttamente la capacità "legante" della terra nel suo complesso, chiarendo subito le prestazioni del materiale per la costruzione. Tale prova, inserita nella normativa DIN, consiste nell'eseguire un campione con spessore di circa 2 cm a forma di otto, che viene appeso da un lato e caricato sull'altro fino a raggiungere il punto di rottura. Si tratta di una prova specifica per l'edilizia che viene ora riproposta in Germania per la nuova normativa sulla costruzione in terra. In Italia, alcuni dati sui terreni rispetto alla granulometria e all'indice di Plasticità si trovano presso gli Istituti di Agraria o le compagnie stradali; anche le carte geologiche possono dare alcune indicazioni di base ma va comunque considerato che in uno stesso campo talvolta si possono trovare diversi tipi di terra a poca distanza. Così, benché sia a volte facile trovare delle analisi che indicano le diverse percentuali di inerti, limo e argilla (a differenza delle analisi chimiche che sono molto rare e costose), è sempre meglio eseguire delle prove manuali e testare gli impasti per verificarne la capacità collante. Tradizionalmente era sempre indispensabile nel cantiere la presenza di un esperto che sapesse riconoscere la qualità del materiale e degli impasti.
Le diverse tecniche
A livello strutturale si possono distinguere tre famiglie di tecniche costruttive in terra;
1 - le tecniche monolitiche con funzione portante con le quali si realizzano le strutture degli edifici;
2 - le tecniche a blocchi con funzione portante o di tamponamento con le quali si realizzano elementi con funzione portante (pilastri, murature, strutture archivoltate ecc.) o di tamponamento;
3 - le tecniche di tamponamento non portanti (su strutture portanti a telaio generalmente in legno), con le quali si realizzano elementi edilizi con funzioni di chiusura e protezione ambientale.
A livello di processo esecutivo si possono distinguere due famiglie di tecniche:
1 - le tecniche "a bagnato" che sono formate in opera con utilizzo di casseri ed acqua (analogamente al calcestruzzo);
2 - le tecniche "a secco" che sono prodotte fuori opera ed assemblate in cantiere.
Attualmente la tendenza del mercato nei paesi industriali privilegia le tecnologie a secco che:
1 - non necessitano di lunghi tempi di essiccamento in cantiere;
2 - permettono la messa in opera anche in periodi freddi senza i rischi connessi al gelo invernale;
3 - permettono una produzione industriale poichè:
a) consentono una differenziazione dei prodotti a seconda degli usi (controsoffittature, pannelli divisori, muri portanti, ecc.)
b) riducono i tempi di messa in opera
c) facilitano l'assemblaggio consentendo l'uso di mano d'opera non specializzata;
d) incoraggiano l'approvvigionamento e l'acquisto del materiale anche in contesti urbani.
La scelta delle diverse tecniche in funzione del contesto climatico e della domanda specifica di confort richiesta dall'utente, è un'aspetto importante che riguarda il progetto bioclimatico.
Arch.Giancarlo Chinello
Tale materiale è molto disponibile in natura, totalmente riciclabile, non comporta spese di trasporto e, con un po' di attenzione e passione, può essere utilizzato anche con il metodo dell'autocostruzione, specialmente nel caso in cui si deve intonacare una o più pareti, con risultati dal punto di vista energetico, certamente superiori agli intonaci a base cementizia.
Tecniche di costruzione in terra cruda
Per costruzioni in terra cruda si intendono edifici durevoli realizzati utilizzando la terra del suolo, estratta al di sotto dello strato arabile, opportunamente lavorata, messa in forma e lasciata asciugare. La parte di argilla svolge la funzione di legante (come la calce o il cemento) permettendo processi di consolidamento dei manufatti edilizi anche per costruzioni di più piani. La costruzione in terra cruda è diffusa in gran parte del globo terrestre, in regioni climaticamente molto differenti tra loro: in zone costiere, nell'entroterra, in pianura e in aree montagnose o collinari. In ogni regione si sono sviluppate diverse tipologie e tecniche costruttive a seconda del tipo di terra disponibile, del clima, dei materiali (legno, pietra ecc), della fauna e della flora locale (che forniscono additivi da aggiungere alla terra), delle diverse tradizioni costruttive.
Le varie applicazioni spaziano dalle pareti (portanti e di tamponamento) alle pavimentazioni, dai solai alle coperture (a volta, cupola o anche piane).
La terra per costruire
Si utilizza terra estratta ad almeno 20 o 30cm di profondità, evitando lo strato superficiale che contiene sostanze organiche putrescibili e dalla scarsa resistenza meccanica.
Questa terra è composta di ghiaia, sabbia grossa, sabbia fine, limo e argilla in diverse proporzioni, che dipendono dalla granulometria dei componenti. La parte argillosa può andare dal 5 al 50% a seconda delle tecniche utilizzate. Ad esempio una terra piuttosto magra e ghiaiosa è adatta per la tecnica della terra battuta, una terra leggermente grassa e sabbiosa l'ideale per il mattone crudo, mentre una terra grassa e limosa si presta per impasti di terra e paglia. Le terre molto grasse, con quantità di argilla maggiori, richiedono un'aggiunta di inerti minerali (es. sabbia) o fibre vegetali (es paglia).
Le variabili che ci permettono di comprendere il comportamento di una terra sono:
a - la quantità di argilla contenuta;
b - la qualità dell'argilla;
c - la proporzione e il tipo di inerti.
Per riconoscere la quantità di argilla e dei diversi inerti si effettuano l'analisi granulometrica e la sedimentazione, che permettono di disegnare una curva che rappresenta la quantità percentuale dei diversi componenti, in base al diametro delle particelle. Per riconoscere invece la qualità dell'argilla (vi sono infatti argille più o meno collanti) è necessario conoscere l'indice di plasticità (Limiti di Attemberg) o la composizione petrografica che si esegue con esame diffractrometrico ai raggi X. Poiché il comportamento del materiale è dato dall'interazione tra i componenti, che sono diversi per ogni tipo di terra, non è facile dare indicazioni per i vari tipi di terra analizzando un solo elemento (ad esempio argilla).
Per questo in Germania è stata messa a punto una prova che analizza direttamente la capacità "legante" della terra nel suo complesso, chiarendo subito le prestazioni del materiale per la costruzione. Tale prova, inserita nella normativa DIN, consiste nell'eseguire un campione con spessore di circa 2 cm a forma di otto, che viene appeso da un lato e caricato sull'altro fino a raggiungere il punto di rottura. Si tratta di una prova specifica per l'edilizia che viene ora riproposta in Germania per la nuova normativa sulla costruzione in terra. In Italia, alcuni dati sui terreni rispetto alla granulometria e all'indice di Plasticità si trovano presso gli Istituti di Agraria o le compagnie stradali; anche le carte geologiche possono dare alcune indicazioni di base ma va comunque considerato che in uno stesso campo talvolta si possono trovare diversi tipi di terra a poca distanza. Così, benché sia a volte facile trovare delle analisi che indicano le diverse percentuali di inerti, limo e argilla (a differenza delle analisi chimiche che sono molto rare e costose), è sempre meglio eseguire delle prove manuali e testare gli impasti per verificarne la capacità collante. Tradizionalmente era sempre indispensabile nel cantiere la presenza di un esperto che sapesse riconoscere la qualità del materiale e degli impasti.
Le diverse tecniche
A livello strutturale si possono distinguere tre famiglie di tecniche costruttive in terra;
1 - le tecniche monolitiche con funzione portante con le quali si realizzano le strutture degli edifici;
2 - le tecniche a blocchi con funzione portante o di tamponamento con le quali si realizzano elementi con funzione portante (pilastri, murature, strutture archivoltate ecc.) o di tamponamento;
3 - le tecniche di tamponamento non portanti (su strutture portanti a telaio generalmente in legno), con le quali si realizzano elementi edilizi con funzioni di chiusura e protezione ambientale.
A livello di processo esecutivo si possono distinguere due famiglie di tecniche:
1 - le tecniche "a bagnato" che sono formate in opera con utilizzo di casseri ed acqua (analogamente al calcestruzzo);
2 - le tecniche "a secco" che sono prodotte fuori opera ed assemblate in cantiere.
Attualmente la tendenza del mercato nei paesi industriali privilegia le tecnologie a secco che:
1 - non necessitano di lunghi tempi di essiccamento in cantiere;
2 - permettono la messa in opera anche in periodi freddi senza i rischi connessi al gelo invernale;
3 - permettono una produzione industriale poichè:
a) consentono una differenziazione dei prodotti a seconda degli usi (controsoffittature, pannelli divisori, muri portanti, ecc.)
b) riducono i tempi di messa in opera
c) facilitano l'assemblaggio consentendo l'uso di mano d'opera non specializzata;
d) incoraggiano l'approvvigionamento e l'acquisto del materiale anche in contesti urbani.
La scelta delle diverse tecniche in funzione del contesto climatico e della domanda specifica di confort richiesta dall'utente, è un'aspetto importante che riguarda il progetto bioclimatico.
Arch.Giancarlo Chinello