22 agosto 2010
Siccità e consumo eccessivo di acqua in Europa
26/08/10 00:00
Dai campi da golf ai libri, dall'olio di oliva ai vaccini, tutti i beni e i servizi su cui contiamo, come molte delle nostre attività quotidiane, richiedono una risorsa vitale: l'acqua. Una recente relazione dell'Agenzia europea dell'ambiente (AEA) conferma che in molte parti d'Europa l'utilizzo dell'acqua è insostenibile e contiene raccomandazioni relative a un nuovo approccio nei confronti della gestione delle risorse idriche.
La relazione dell'AEA " Water resources across Europe – confronting water scarcity and drought “ (Risorse idriche in Europa – affrontare il problema della carenza idrica e della siccità) sottolinea che, mentre nel sud dell'Europa continuano a sussistere i maggiori problemi dovuti a carenza di acqua, lo stress idrico è in aumento anche in alcune regioni del nord. Inoltre il cambiamento climatico provocherà un aumento della gravità e della frequenza delle siccità in futuro, esacerbando lo stress idrico, soprattutto nei mesi estivi.
"Viviamo al di sopra delle nostre possibilità per quanto riguarda l'acqua. La soluzione a breve termine al problema della carenza d'acqua è stata di estrarre quantità sempre maggiori di acqua dalle nostre risorse di superficie e sotterranee. Lo sfruttamento eccessivo non è sostenibile con ripercussioni sulla qualità e sulla quantità dell'acqua rimanente, come pure sugli ecosistemi che da essa dipendono", ha detto la professoressa Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell'AEA. "Dobbiamo diminuire la domanda, ridurre al minimo la quantità di acqua che estraiamo e aumentare l'efficienza del suo uso".
Risultati principali e raccomandazioni
Affinché a livello gestionale si passi dall'aumento dell'offerta alla riduzione al minimo della domanda, occorre avviare diverse politiche e prassi:
in tutti i settori, compresa l'agricoltura, il prezzo dell'acqua deve essere stabilito in base al volume utilizzato;
i governi devono attuare piani di gestione della siccità più ampiamente e concentrarsi sulla gestione dei rischi piuttosto che su quella delle crisi;
le colture bioenergetiche che richiedono molta acqua dovranno essere evitate in zone caratterizzate da carenza idrica;
attraverso una combinazione di selezione di colture e metodi di irrigazione, se sostenuti da programmi di assistenza per gli agricoltori, è possibile migliorare in modo considerevole l'efficienza idrica in agricoltura; i fondi nazionali ed europei, compresa la politica agricola comune dell'Unione europea, possono svolgere un ruolo importante nella promozione dell'uso efficiente e sostenibile delle risorse idriche in agricoltura;
le misure di sensibilizzazione della popolazione, quali l'etichettatura ecologica, la certificazione ecologica e i programmi di educazione nelle scuole sono essenziali per conseguire un utilizzo sostenibile dell'acqua;
devono essere affrontati i problemi relativi alle perdite nei sistemi di approvvigionamento idrico; in talune parti d’Europa, la perdita d’acqua dovuta a questa causa può superare il 40 % della fornitura totale;
l'estrazione illegale di acqua, spesso per uso agricolo, è diffusa in determinate aree d'Europa; per affrontare la questione deve essere attuato un monitoraggio adeguato e deve essere introdotto un sistema di multe o sanzioni;
le autorità devono creare incentivi per un maggiore utilizzo di forniture alternative di acqua, quali le acque reflue trattate, le acque grigie e le acque piovane "raccolte", al fine di contribuire alla riduzione dello stress idrico.
Panorama dell'utilizzo dell'acqua in Europa
In tutta Europa, il 44 % dell'acqua estratta viene utilizzato per la produzione di energia, il 24 % per l'agricoltura, il 21 % per l'approvvigionamento idrico pubblico e l'11 % per l'industria. Tuttavia questi dati mascherano notevoli differenze nell’utilizzo settoriale di acqua nell’intero continente. Nell'Europa meridionale, per esempio, l'agricoltura impiega il 60 % dell’acqua estratta e in alcune zone anche l'80 %.
In Europa, le acque di superficie, quali laghi e fiumi, forniscono l'81 % del totale delle acque dolci estratte e rappresentano la fonte idrica principale per l’industria, l’energia e l’agricoltura. Invece, l'approvvigionamento idrico pubblico dipende principalmente dalle acque sotterranee perché generalmente sono di migliore qualità. Quasi tutta l'acqua utilizzata nella produzione di energia è restituita a un corpo idrico, cosa che non avviene per la maggior parte di quella estratta per l'agricoltura.
La desalinazione è ormai un'alternativa sempre più frequente alle fonti convenzionali di acqua, specialmente nelle regioni europee che soffrono di stress idrico. Tuttavia, nel valutare l'impatto globale della desalinazione sull'ambiente occorre tenere conto del suo elevato fabbisogno energetico e del risultante accumulo di “brine” (fluido salino scarto del trattamento).
La relazione è disponibile all'indirizzo http://www.eea.europa.eu/publications/water-resources-across-europe
La relazione è stata presentata alla stampa nel corso del 5° Forum mondiale dell'acqua a Istanbul, Turchia: http://worldwaterforum5.org/
fonte: http://www.eea.europa.eu/it
Cambiamenti climatici:lanciata campagna per mobilitare i giovani
25/08/10 23:55
La Commissione europea e MTV Networks International hanno lanciato la campagna
“Play to Stop – Europe for Climate”.
La campagna ha l’obiettivo di coinvolgere nei mesi da luglio a dicembre i giovani
di 11 Stati membri dell’UE nella lotta contro i cambiamenti climatici.
La campagna si svolgerà in Bulgaria, Repubblica ceca, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Polonia, Regno Unito, Romania, Svezia, e Ungheria.
Tre concerti di artisti conosciuti a livello internazionale avranno luogo a Stoccolma, Budapest e Copenaghen e saranno trasmessi su MTV.
Il primo concerto, a cui parteciperà Moby, è previsto a Stoccolma il 20 agosto.
Per tutta la durata della campagna, MTV dedicherà alcuni contenuti editoriali alla lotta contro i cambiamenti climatici, producendo diversi programmi speciali.
Ogni concerto sarà tenuto in concomitanza di un importante evento in materia di clima: la settimana mondiale dell’acqua a Stoccolma, la settimana della mobilità a Budapest e la conferenza sul clima a Copenaghen.
Personaggi famosi, presenti in qualità di ambasciatori dei diversi Paesi, avranno il compito di contribuire ad attirare l’attenzione del pubblico sui messaggi trasmessi. Tra di essi la tennista bulgara Magdalena Maleeva, l’attore ceco Tomas Hanak, la cantante danese Anna David, la stella della televisione italiana Paola Maugeri, il presentatore polacco MichaĆ Piróg e l’attivista rumeno per il clima Serban Miron Copot.
sito web: http://www.mtvplay4climate.eu/
fonte: http://www.carrefoursicilia.it/
“Play to Stop – Europe for Climate”.
La campagna ha l’obiettivo di coinvolgere nei mesi da luglio a dicembre i giovani
di 11 Stati membri dell’UE nella lotta contro i cambiamenti climatici.
La campagna si svolgerà in Bulgaria, Repubblica ceca, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Polonia, Regno Unito, Romania, Svezia, e Ungheria.
Tre concerti di artisti conosciuti a livello internazionale avranno luogo a Stoccolma, Budapest e Copenaghen e saranno trasmessi su MTV.
Il primo concerto, a cui parteciperà Moby, è previsto a Stoccolma il 20 agosto.
Per tutta la durata della campagna, MTV dedicherà alcuni contenuti editoriali alla lotta contro i cambiamenti climatici, producendo diversi programmi speciali.
Ogni concerto sarà tenuto in concomitanza di un importante evento in materia di clima: la settimana mondiale dell’acqua a Stoccolma, la settimana della mobilità a Budapest e la conferenza sul clima a Copenaghen.
Personaggi famosi, presenti in qualità di ambasciatori dei diversi Paesi, avranno il compito di contribuire ad attirare l’attenzione del pubblico sui messaggi trasmessi. Tra di essi la tennista bulgara Magdalena Maleeva, l’attore ceco Tomas Hanak, la cantante danese Anna David, la stella della televisione italiana Paola Maugeri, il presentatore polacco MichaĆ Piróg e l’attivista rumeno per il clima Serban Miron Copot.
sito web: http://www.mtvplay4climate.eu/
fonte: http://www.carrefoursicilia.it/
Bonificare i terreni con l'aiuto delle piante
25/08/10 23:55
I PUNTI DI FORZA DELLA PHYTOREMEDIATION, LA BIOREMEDIATION CON LE PIANTE, PER BONIFICARE TERRENI DA INQUINAMENTO DI METALLI PESANTI
Usare le piante per bonificare i terreni inquinati da metalli pesanti. E' quanto studiato da un gruppo di ricerca di Pisa che ha presentato i risultati della ricerca al Convegno internazionale "Environmental Pollution and Clean Bio/Phytoremediation" organizzato dalla sezione di Chimica Agraria del Dipartimento di Biologia delle Piante Agrarie e coordinato dal professor Riccardo Izzo.
La sperimentazione nella Laguna di Grado e Marano in provincia di Udine
In provincia di Udine vi è un'area inquinata di circa 3-4 ettari compresa all'interno del sito denominato "Laguna di Grado e Marano e dei corsi d'acqua limitrofi" identificato come sito di interesse nazionale dal Programma Nazionale di ripristino ambientale dei siti contaminati. L'area inquinata è adibita a discarica per lo smaltimento di ceneri di pirite provenienti dai processi di arrostimento del minerale per l'estrazione dello zolfo e la produzione di acido solforico. A seguito di analisi chimiche il sito è risultato gravemente contaminato da cinque metalli pesanti: arsenico, cadmio, piombo, rame e zinco. "I primi tre - spiega Flavia Navari - sono tossici a tutte le concentrazioni, mentre lo zinco ed il rame, elementi indispensabili sia per la crescita delle piante che per gli esseri viventi, lo sono solo ad alte concentrazioni, come riscontrato in questo caso". La laguna di Grado e Marano è oggetto di studio da parte del gruppo di ricerca della professoressa Navari dal 2005 insieme alle Università di Udine, Padova, Firenze e Milano statale.
L'innovazione nelle tecniche di phytoremediation
Il lavoro è partito da uno screening del suolo per individuare i livelli di contaminazione per poi proseguire con la selezione delle piante più adatte a bonificare il terreno e la tecnologia più opportuna da impiegare. "Le piante - racconta Flavia Navari - funzionano come delle specie di 'pompe' ad energia solare che assorbono i metalli dal suolo. Nel caso del sito situato nella laguna di Grado e Marano la specie che è risultata più efficace è la Brassica carinata (foto). Infatti, anche se non appartiene alle piante 'iperaccumulatrici' propriamente dette, vale a dire a quel gruppo di piante capaci di assorbire altissime quantità di metalli, durante la sperimentazione essa non ha ridotto in maniera sensibile la biomassa e, soprattutto, è riuscita a tollerare le alte concentrazioni di più metalli senza soccombere". "Le piante - continua la professoressa Navari - riescono ad assorbire meglio ed in quantità maggiore i metalli se prima essi sono resi disponibili nel terreno e questo può avvenire in vari modi, ad esempio coltivando specie vegetali che liberano nel suolo attraverso le radici degli 'essudati radicali' che solubilizzano i metalli legati alle particelle del terreno oppure utilizzando dei composti chimici di sintesi particolarmente indicati allo scopo". Ed in questa seconda possibilità sta proprio l'innovazione tecnologica studiata dal gruppo della professoressa Navari. Fino a poco tempo fa al suolo veniva addizionato l'acido etilendiamminotetraacetico (EDTA) che però ha come controindicazione il fatto che si degrada lentamente nel suolo e può quindi, a sua volta, inquinare le falde acquifere a seguito di piogge abbondanti o irrigazioni. "Al posto dell'EDTA - spiega Mike Frank Quartacci, ricercatore del Dipartimento di Biologia delle Piante Agrarie e componente del gruppo di ricerca - abbiamo sperimentato con successo un composto simile, vale a dire l'acido etilendiamminodisuccinico (EDDS), che presenta il vantaggio di degradarsi totalmente in pochi giorni senza perciò causare problemi di ulteriore inquinamento. In questo modo è stata eliminata una delle possibili criticità della decontaminazione 'verde'".
Punti di forza e criticità della Phytoremediation
Dal punto di vista ambientale i terreni decontaminati con questa biotecnologia restano fertili, al contrario di quanto avviene usando i metodi chimico-fisici "tradizionali" che, inoltre, sono assai più costosi. Ma la vera criticità dei metodi di bonifica verde in realtà sta altrove, nonostante i molti vantaggi che essa presenta. "Infatti il vero problema - conclude Riccardo Izzo - sono i tempi. Per bonificare un terreno utilizzando le piante occorrono molti anni in dipendenza del livello di inquinamento, senza contare che in Italia siamo ben lontani dall'avere una completa mappatura delle aree inquinate e quindi passibili di intervento".
Redazione MolecularLab.it (27/07/2010)
Studio rivela il comportamento "diplomatico" dei delfini
25/08/10 23:54

ANALIZZATI SUONI PRODOTTI DAI MAMMIFERI MARINI: I FISCHI MELODIOSI SERVONO PER IL CONTATTO E STRATEGIE, GLI SQUITTI INVECE PER PREVENIRE AGGRESSIONI IN SITUAZIONE DI STRESS
Alcuni scienziati del Bottlenose Dolphin Research Institute (BDRI), con sede in Sardegna, hanno pubblicato il repertorio ad oggi più completo dei suoni emessi dal delfino tursiope (Tursiops truncatus). Lo studio evidenzia la modalità con cui questi mammiferi comunicano e mantengono la propria posizione all'interno della gerarchia sociale emettendo fischi e squittii. I risultati della ricerca sono stati pubblicati nel volume Dolphins: Anatomy, Behaviour and Threats della Nova Science Publishers.
Da tempo è noto che questa specie ricorre in modo particolare al linguaggio vocale ma fino ad ora si riteneva che emettessero principalmente fischi: gli scienziati, infatti, ignoravano l'importanza e l'uso degli squittii. Questo ultimo studio, che ha avuto una considerevole durata, è stato svolto lungo le coste sarde e si è basato su registrazioni audio e osservazioni del comportamento di questi mammiferi sia in superficie che in profondità. I risultati mettono in luce come entrambe le tipologie di suoni siano di vitale importanza per la vita sociale di questi animali.
Lo scienziato spagnolo Bruno Diaz, primo autore dello studio e ricercatore presso il BDRI, insieme al paraguaiano J. Andrea Bernal Shirai, ha scoperto che il delfino tursiope sardo, come altre specie, ha un repertorio vocale composto da 14 segnali acusticamente diversi che si differenziano per forma acustica e durata.
Gli scienziati hanno scoperto che la gamma dei suoni emessi dai mammiferi spazia da suoni più dolci e melodici fino ad arrivare a suoni duri, quasi spiacevoli, ed è caratterizzata da durate diverse: da pigolii quasi impercettibili a strilli e gridi molto forti.
Secondo il dott. Diaz questa gamma di suoni è indice di un complesso repertorio vocale in cui i fischi più dolci, dunque i più melodiosi, sono utilizzati dai delfini (in particolare da madri e figli) per rimanere in contatto e per coordinare le strategie di caccia. Come ha spiegato, lo studio ha trovato prove che dimostrerebbero che "i pattern stereotipati di fischi e i fischi-firma sono utilizzati per richiamare i cuccioli nel campo visivo della presunta madre".
Gli squittii emessi dai delfini, più complessi e differenziati dei fischi, sono invece impiegati per "prevenire aggressioni fisiche in situazioni caratterizzate da grande eccitazione, come nel caso in cui gli animali si trovano a combattere, per esempio, per lo stesso pezzo di cibo", ha spiegato il dott. Diaz.
I delfini di questa specie emettono squittii quando stanno cacciando e in momenti di forte aggressività. I suoni, come aggiunge, consentono agli individui di mantenere la loro posizione all'interno della gerarchia sociale: i delfini emettono questi suoni striduli , per esempio, quando sono in presenza di altri esemplari che si dirigono verso la stessa preda per costringere il meno forte a farsi velocemente da parte in modo da evitare qualsiasi tipo di confronto.
I ricercatori hanno scoperto che le emissioni vocali aumentano "in particolare in concomitanza con le attività che vedono gli animali compiere danni o socializzare in modo eccitato. Questa è la conferma della relazione tra attività e produzione di determinati segnali sociali". Inoltre, "il fatto che sia stata osservata una relazione positiva tra le dimensioni di un gruppo e la produzione di segnali sociali, conferma che il linguaggio dei delfini viene utilizzato per scopi comunicativi e sociali", hanno aggiunto.
Il dott. Diaz e il dott. Shirai hanno evidenziato che per quanto concerne questo ultimo aspetto sembra che i delfini presentino un grado di complessità maggiore rispetto agli umani. "Il dato sorprendente che è emerso su questi suoni è che, a differenza di quelli umani, sono caratterizzati da un elevato livello di unidirezionalità", ha commentato il ricercatore spagnolo. "Un delfino può emettere un suono per un altro esemplare, che considera un rivale, e quest'ultimo sa con certezza che il suono è rivolto a lui".
Fonte: Cordis (29/07/2010)
L’ORSA JURKA VA IN GERMANIA
25/08/10 23:48

Proprio in queste ore sono iniziale le delicate operazioni di trasferimento dell’orsa Jurka dal centro vivaistico forestale del Casteler, dove trovava dall’aprile 2008, al “Parco alternativo della Foresta Nera per orsi e lupi”, situato a Schmiedsberg in Schapbach. L’orsa, addormentata e visitata dai veterinari, è apparsa in ottime condizioni, il suo peso è di circa 150 kg. Pochi minuti dopo essere stata caricata sul mezzo di trasporto si è svegliata; raggiungerà la Germania in tarda serata.
Jurka era tenuta in cattività al Casteler – centro vivaistico provinciale, all’interno di uno spazio di circa 8mila metri quadri di bosco e prato, a causa dell’irrequietezza che aveva manifestato in natura. In questi mesi l’orsa non ha causato nessun problema e, al contrario, si è comportata in modo piuttosto tranquillo; ottima anche la sua salute: è leggermente ingrassata e ha raggiunto i 150 kg di peso, nonostante una dieta composta per il 90% di frutta e verdura.
Lo spostamento nel parco della Foresta Nera consentirà a Jurka di muoversi all’interno di una vasta area forestata di circa 7 ettari, in contatto anche con altri orsi e, in futuro, con lupi.
L’iniziativa è nata in seguito ad una richiesta della “Fondazione per orsi” di Worbis in Germania che, con il supporto dell’Associazione ambientalista per la protezione degli animali “No alla Caccia”, ha offerto alla Provincia autonoma di Trento la disponibilità ad ospitare Jurka in questo grande parco tedesco, il cui allestimento è stato da poco ultimato. L’area, situata in una valletta boscata attraversata da un ruscello, è destinata proprio all’accoglienza di orsi provenienti dalla cattività, al fine di migliorarne le condizioni di vita ed allo stesso tempo attivare iniziative di formazione e di didattica sulla conservazione dei grandi carnivori.
Lo spostamento dell’animale ha visto il coinvolgimento del Ministero delle Foreste di Roma e Verona e delle corrispondenti autorità tedesche. Le spese relative al trasporto e al mantenimento dell’orsa, in futuro, saranno a carico della Fondazione.
La terra fatica a respirare" l'allarme della Nasa
25/08/10 23:47
Due ricercatori hanno studiato i dati dei satelliti della Nasa, prodotti negli ultimi 30 anni. Il dato che preoccupa di più è che il riscaldamento globale fino al 2000 aveva portato ad un'accellerazione della produttività delle piante, mentre dal 2000 al 2009 l'inaridimento delle terre ha comportato una diminuzione netta della capacità delle piante di rimpiazzare la CO2 con Ossigeno.
La Repubblica: Nasa, l'allarme rosso
http://ambiente.liquida.it/
Secondo l’Istituto, da gennaio a luglio di quest’anno le temperature registrate sulla superficie terrestre sono state più elevate di 0,69 gradi rispetto alla media, stracciando i precedenti ‘record’ del 2005 e del 1998. Particolarmente colpiti dalle temperature elevate gli Usa e l’Europa orientale. In quest’ultima regione si sono registrati addirittura 5 gradi in più della media, riferisce ancora il Goddard Institute.
Complessivamente si può già dire, secondo gli esperti Nasa, che il mese di luglio 2010 sia stato il più caldo dell’emisfero boreale dall’inizio delle misurazioni meteorologiche, con 0,81 gradi in più rispetto alla media. Se poi si considera anche l’emisfero australe (dove al momento è inverno), anche qui a luglio si sono registrate temperature superiori alla media. Questo fa sì che luglio 2010, visto a livello globale, sia il terzo più caldo mai registrato, con 0,55 gradi sopra la media. (AdnKronos)
La Repubblica: Nasa, l'allarme rosso
http://ambiente.liquida.it/
Secondo l’Istituto, da gennaio a luglio di quest’anno le temperature registrate sulla superficie terrestre sono state più elevate di 0,69 gradi rispetto alla media, stracciando i precedenti ‘record’ del 2005 e del 1998. Particolarmente colpiti dalle temperature elevate gli Usa e l’Europa orientale. In quest’ultima regione si sono registrati addirittura 5 gradi in più della media, riferisce ancora il Goddard Institute.
Complessivamente si può già dire, secondo gli esperti Nasa, che il mese di luglio 2010 sia stato il più caldo dell’emisfero boreale dall’inizio delle misurazioni meteorologiche, con 0,81 gradi in più rispetto alla media. Se poi si considera anche l’emisfero australe (dove al momento è inverno), anche qui a luglio si sono registrate temperature superiori alla media. Questo fa sì che luglio 2010, visto a livello globale, sia il terzo più caldo mai registrato, con 0,55 gradi sopra la media. (AdnKronos)
CLIMA: NUOVA ZELANDA;GHIACCIAIO PERDE 50 MILIONI TONNELLATE
25/08/10 23:44
(ANSA) - SYDNEY, 24 AGO - Il riscaldamento globale continua a colpire: dal piu' grande ghiacciaio della Nuova Zelanda sono precipitati circa 50 milioni di tonnellate di ghiaccio, causando uno tsunami con onde di tre metri in un lago a valle di Mount Cook, la montagna piu' alta del Paese (3754 metri). Il ghiacciaio di Tasman ha cambiato forma, da una configurazione a U a una L, dopo il crollo di un costone lungo 200 metri, che ha creato una scia di una ventina di grandi iceberg, alti almeno 50 metri, ha riferito il glaciologo Trevor Chinn all'agenzia di stampa Nzpa. Vi sono anche migliaia di blocchi di ghiaccio, che coprono circa un terzo del lago. Il ghiacciaio e' il piu' grande nelle Alpi neozelandesi e con un'estensione di 29 km e' uno dei piu' lunghi in zone temperate al mondo, ma con un'altitudine ridotta, 730 metri sopra il livello del mare, e' particolarmente vulnerabile allo scioglimento. Il lago davanti al versante del ghiacciaio nel 1973 non esisteva ancora e la sua formazione, spiega Chinn, ha segnato un punto critico nel cambiamento climatico. Ora il lago e' destinato a raddoppiarsi in lunghezza, fino a 16 km.(ANSA) XMC
Nucleare: Saglia, a gennaio i primi due siti per le centrali
25/08/10 23:42
Fonte: ANSA
RIMINI - A gennaio 2011, quando arriveranno le prime domande per la costruzione delle centrali nucleari, si conosceranno cosi' anche i siti, almeno i primi due, dove saranno realizzate. Il Governo porta cosi' avanti il piano per il ritorno al nucleare dell'Italia. Con altre tappe importanti. Come ha annunciato al Meeting di Rimini il sottosegretario allo Sviluppo, Stefano Saglia. Ad ottobre arrivera' sul tavolo del Consiglio dei Ministri un ''decreto per la strategia nucleare'', di concerto tra i ministeri dello Sviluppo, dell'Ambiente e delle Infrastrutture.
E nel testo saranno previste anche le ''garanzie per le aziende'', gli indennizzi che dovranno tutelare chi investe dal rischio che, per un cambio di governo, o ''per qualsiasi altro intoppo'', il progetto si arresti. Misure per evitare che i danni, dopo forti investimenti, ''si scarichino sulle stesse imprese''. Sui siti il Governo vuole scelte di intesa con le Regioni: ''il percorso con i territori deve essere di condivisione e non di impostazione militaresca'', garantisce
Saglia.
Il Governo potra' comunque avvalersi dei poteri sostitutivi, ''ma e' un'evenienza che vorremmo scongiurare''. Bisogna, sottolinea il rappresentante del Governo, rispondere ''all'esigenza che sul fronte del'energia ci sia una politica di buon senso, ed una strategia a lungo termine''. Si deve andare avanti, dicono anche le aziende. Per l'amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti, non si puo' continuare a pensare che ''uno sviluppo ordinato e sostenibile'' sia possibile ''senza ricorrere a tecnologie che in maniera infondata vengono considerate in maniera invasive, non corrette, nocive''. E ''nell'interesse generale del Paese'' e' necessario che il progetto venga supportato ''da un governo centralmente molto forte'' che tracci linee guida solide a lungo termine. ''Immaginate cosa accadrebbe se un cambio di governo fermasse il progetto dopo che e' stato avviato?'', si chiede Conti.
Anche per il presidente del consiglio di gestione di A2A, Giuliano Zuccoli, ''non e' piu' tempo per guerre ideologiche'': il Paese non puo' rinunciare anche al nucleare in un mix di fonti. ''Bisogna spiegare ai cittadini le cose come stanno, cosi' potranno farsi una loro idea consapevole''. E la scelta dei siti, aggiunge Zuccoli, ''sara ''il momento nodale, il punto critico, un passaggio importante: lo deve fare il Governo, non le amministrazioni locali''. Intanto il numero uno di Enel, a margine del Meeting, ha anche parlato della previsto collocamento sul mercato di una quota della societa' del gruppo per le energie rinnovabili, Enel Green Power, destinata alla quotazione in Borsa e ad un eventuale private placement. ''Andiamo avanti con l'obiettivo di chiudere la cosa entro ottobre'', ha indicato: ''Vogliamo raccogliere almeno 3 miliardi, questo e' l'obiettivo, non abbiamo mai detto quale e' la percentuale'' da cedere. ''Sono indiscrezioni'', dice l'ad di Enel, in merito alla quota di Green Power che verra' dismessa, come anche quelle sul riparto tra investitori istituzionali e mercato retail
RIMINI - A gennaio 2011, quando arriveranno le prime domande per la costruzione delle centrali nucleari, si conosceranno cosi' anche i siti, almeno i primi due, dove saranno realizzate. Il Governo porta cosi' avanti il piano per il ritorno al nucleare dell'Italia. Con altre tappe importanti. Come ha annunciato al Meeting di Rimini il sottosegretario allo Sviluppo, Stefano Saglia. Ad ottobre arrivera' sul tavolo del Consiglio dei Ministri un ''decreto per la strategia nucleare'', di concerto tra i ministeri dello Sviluppo, dell'Ambiente e delle Infrastrutture.
E nel testo saranno previste anche le ''garanzie per le aziende'', gli indennizzi che dovranno tutelare chi investe dal rischio che, per un cambio di governo, o ''per qualsiasi altro intoppo'', il progetto si arresti. Misure per evitare che i danni, dopo forti investimenti, ''si scarichino sulle stesse imprese''. Sui siti il Governo vuole scelte di intesa con le Regioni: ''il percorso con i territori deve essere di condivisione e non di impostazione militaresca'', garantisce
Saglia.
Il Governo potra' comunque avvalersi dei poteri sostitutivi, ''ma e' un'evenienza che vorremmo scongiurare''. Bisogna, sottolinea il rappresentante del Governo, rispondere ''all'esigenza che sul fronte del'energia ci sia una politica di buon senso, ed una strategia a lungo termine''. Si deve andare avanti, dicono anche le aziende. Per l'amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti, non si puo' continuare a pensare che ''uno sviluppo ordinato e sostenibile'' sia possibile ''senza ricorrere a tecnologie che in maniera infondata vengono considerate in maniera invasive, non corrette, nocive''. E ''nell'interesse generale del Paese'' e' necessario che il progetto venga supportato ''da un governo centralmente molto forte'' che tracci linee guida solide a lungo termine. ''Immaginate cosa accadrebbe se un cambio di governo fermasse il progetto dopo che e' stato avviato?'', si chiede Conti.
Anche per il presidente del consiglio di gestione di A2A, Giuliano Zuccoli, ''non e' piu' tempo per guerre ideologiche'': il Paese non puo' rinunciare anche al nucleare in un mix di fonti. ''Bisogna spiegare ai cittadini le cose come stanno, cosi' potranno farsi una loro idea consapevole''. E la scelta dei siti, aggiunge Zuccoli, ''sara ''il momento nodale, il punto critico, un passaggio importante: lo deve fare il Governo, non le amministrazioni locali''. Intanto il numero uno di Enel, a margine del Meeting, ha anche parlato della previsto collocamento sul mercato di una quota della societa' del gruppo per le energie rinnovabili, Enel Green Power, destinata alla quotazione in Borsa e ad un eventuale private placement. ''Andiamo avanti con l'obiettivo di chiudere la cosa entro ottobre'', ha indicato: ''Vogliamo raccogliere almeno 3 miliardi, questo e' l'obiettivo, non abbiamo mai detto quale e' la percentuale'' da cedere. ''Sono indiscrezioni'', dice l'ad di Enel, in merito alla quota di Green Power che verra' dismessa, come anche quelle sul riparto tra investitori istituzionali e mercato retail