13 maggio 2007
CLIMA: CNR, APRILE 2007 IL PIU' CALDO DAL 1800
17/05/07 09:18
(ANSA) - ROMA - Quello appena concluso e' stato
l'aprile piu' caldo dal 1800 ad oggi, con 2,9
gradi in piu' rispetto alla media di riferimento
del periodo 1961-1990. Il secondo posto spetta
all'aprile 1800, con 2,6 gradi in piu' rispetto
alla media. E' quanto emerge dai dati
dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del
clima (Isac) del Consiglio nazionale delle
ricerche (Cnr). L'anomalia di temperatura
dell'aprile 2007, rilevano gli esperti
dell'Isac-Cnr, e' dovuta soprattutto alle
differenze rispetto al periodo di riferimento
1961-1990 rilevate al Nord (fino a 4,5 gradi in
piu') e in misura minore a quelle rilevate al Sud
(fino a 2,5 gradi in piu') e al Centro (fino a
3,5 gradi in piu'). L'aprile 2007 e' stato anche
particolarmente povero di pioggia: il 19% piu'
secco rispetto alla media 1961-90.
Tuttavia non si tratta di una misura da record, ma della 59/ma posizione nel periodo 1800-2007. In quest'ultimo periodo l'aprile piu' piovoso e' stato quello del 1879 (il 108% in piu' rispetto alla media), mentre il piu' secco e' stato quello del 1844 (l'88% di precipitazioni in meno). Se si considerano invece Nord e Sud separatamente, si notano precipitazioni fino all'80% inferiori alla media del periodo 1961-90 in alcune zone del Centro-Nord e fino al 75% superiori in alcune zone del Sud. (ANSA).
Tuttavia non si tratta di una misura da record, ma della 59/ma posizione nel periodo 1800-2007. In quest'ultimo periodo l'aprile piu' piovoso e' stato quello del 1879 (il 108% in piu' rispetto alla media), mentre il piu' secco e' stato quello del 1844 (l'88% di precipitazioni in meno). Se si considerano invece Nord e Sud separatamente, si notano precipitazioni fino all'80% inferiori alla media del periodo 1961-90 in alcune zone del Centro-Nord e fino al 75% superiori in alcune zone del Sud. (ANSA).
KYOTO: PIANO EMISSIONI ITALIA;SI' BRUXELLES MA
CON 6,3% TAGLI
17/05/07 09:17
(ANSA) - BRUXELLES - L'assegnazione annua
autorizzata di quote di emissione e' pari a 195,8
milioni di tonnellate di CO2, il 6,3% in meno di
quanto proposto dal governo italiano, che aveva
chiesto di potere attribuire all'industria 209
milioni di tonnellate. I piani nazionali di
assegnazione fissano per ciascuno Stato membro il
limite dei quantitativi totali di CO2 che possono
essere emessi dagli impianti che rientrano nel
sistema UE di scambio delle quote di emissione e
specificano il numero di quote di emissione di
CO2 spettanti a ciascun impianto. La Commissione
e' responsabile della valutazione dei piani
nazionali proposti dagli Stati membri sulla base
di 12 criteri di assegnazione indicati nella
direttiva sullo scambio di quote di emissioni. La
Commissione puo' accettare un piano parzialmente
o integralmente.
I criteri di valutazione sono finalizzati a garantire, tra l'altro, che i piani siano coerenti con il rispetto da parte della UE e degli Stati membri degli obiettivi del protocollo di Kyoto, con il livello reale delle emissioni accertate indicato dalla Commissione nelle relazioni annuali sullo stato di avanzamento e con le potenzialita' tecnologiche di riduzione delle emissioni.
E' su questa base che la Commissione chiede all'Italia di ridurre il limite proposto di 13,2 milioni di tonnellate di CO2 equivalente anno, portandolo cosi' a 195,8 milioni di tonnellate. Altri criteri di valutazione riguardano aspetti quali la non discriminazione, la concorrenza all'interno della UE e le norme sugli aiuti di Stato, oltreche' aspetti tecnici. In questo senso la Commissione invita l'Italia a fornire maggiori informazioni sul trattamento che riservera' ai nuovi soggetti che entreranno nel sistema di scambio delle quote di emissione e dovrebbe inserire nel piano gli impianti di combustione (ad esempio gli impianti di cracking), come fatto da tutti gli altri Stati membri. Per Bruxelles, e' necessario inoltre eliminare diversi adeguamenti previsti ex post, mentre il quantitativo massimo totale dei crediti di emissione concessi per progetti eseguiti in paesi terzi e che gli operatori italiani possono utilizzare per rispettare i propri impegni in materia di emissioni, non dovranno superare piu' del 15% circa del totale annuo. (ANSA).
16/05/2007 14:09
I criteri di valutazione sono finalizzati a garantire, tra l'altro, che i piani siano coerenti con il rispetto da parte della UE e degli Stati membri degli obiettivi del protocollo di Kyoto, con il livello reale delle emissioni accertate indicato dalla Commissione nelle relazioni annuali sullo stato di avanzamento e con le potenzialita' tecnologiche di riduzione delle emissioni.
E' su questa base che la Commissione chiede all'Italia di ridurre il limite proposto di 13,2 milioni di tonnellate di CO2 equivalente anno, portandolo cosi' a 195,8 milioni di tonnellate. Altri criteri di valutazione riguardano aspetti quali la non discriminazione, la concorrenza all'interno della UE e le norme sugli aiuti di Stato, oltreche' aspetti tecnici. In questo senso la Commissione invita l'Italia a fornire maggiori informazioni sul trattamento che riservera' ai nuovi soggetti che entreranno nel sistema di scambio delle quote di emissione e dovrebbe inserire nel piano gli impianti di combustione (ad esempio gli impianti di cracking), come fatto da tutti gli altri Stati membri. Per Bruxelles, e' necessario inoltre eliminare diversi adeguamenti previsti ex post, mentre il quantitativo massimo totale dei crediti di emissione concessi per progetti eseguiti in paesi terzi e che gli operatori italiani possono utilizzare per rispettare i propri impegni in materia di emissioni, non dovranno superare piu' del 15% circa del totale annuo. (ANSA).
16/05/2007 14:09
CLIMA: NASA CONFERMA, IL POLO SUD SI STA
SCIOGLIENDO
17/05/07 09:17
(ANSA) - WASHINGTON - Se prima era solo
supposizioni attendibili, ora ci sono le prove:
il Polo Sud si sta sciogliendo. Lo ha annunciato
la Nasa, che ha mostrato al riguardo una precisa
documentazione fotografica frutto di
un'osservazione via satellite che riguarda il
periodo compreso fra il 1999 e il 2005: per
effetto del riscaldamento del pianeta, un'area
dell'Antartico grande circa 400 mila chilometri
quadrati mostra ''evidenti segni di
scioglimento''. La ricerca, condotta nell'ambito
di un progetto avviato dal Jet Propulsion
Laboratory (Jpl) della Nasa e dall' universita'
del Colorado, ha permesso un paragone fotografico
costante. Grazie ad esso gli scienziati hanno
potuto constatare che una zona occidentale
dell'Antartide grande come l'Italia presenta
modificazioni evidenti della natura morfologica
di quei ghiacci. La Nasa ne parla come del ''piu'
significativo scioglimento osservato dai
satelliti negli ultimi trent'anni''.
''E' una novita' assoluta - ha spiegato il direttore dell'Istituto di Scienze Ambientali del Colorado, Konrad Steffen - anche perche' a differenza di altre zone antartiche, questa penisola non aveva mai mostrato, nel recente passato, segni di scioglimento. Ma ora abbiamo la prova fotografica che lo scioglimento riguarda anche questa penisola''. Lo scioglimento e' stato accertato in diverse zone della penisola occidentale, dove da sempre le temperature non superano mai lo zero e i ghiacci fino ad oggi erano considerati eterni. Non e' piu' cosi': la ricerca ha dimostrato che dal 2005 ad occhi per prolungati periodi di tempo le temperature hanno raggiunti anche i 5 gradi sopra lo zero. L'accertamento e' stato possibile grazie a un nuovo sistema messo a punto dalla Nasa che permette di distinguere i diversi tipi di ghiaccio che si sono via via formati. E' stato cosi' accertato che le aree in cui il ghiaccio si e' sciolto in acqua (per poi tornare ghiaccio) si sono estese come non non era successo mai negli ultimi trent'anni. Il ghiaccio sciolto e' rimasto sopra la superficie ghiacciata del continente antartico. Tuttavia se quell'acqua dovesse infiltrarsi negli enormi crepacci antartici fino a raggiungere il mare, le conseguenze sugli equilibri dell'ecosistema complessivo potrebbero essere significative. E' anche per questo che secondo la Nasa ''e' opportuno continuare a monitorare via satellite l'area, per capire se il fenomeno sia limitato nel tempo oppure a lungo termine''.(ANSA).
''E' una novita' assoluta - ha spiegato il direttore dell'Istituto di Scienze Ambientali del Colorado, Konrad Steffen - anche perche' a differenza di altre zone antartiche, questa penisola non aveva mai mostrato, nel recente passato, segni di scioglimento. Ma ora abbiamo la prova fotografica che lo scioglimento riguarda anche questa penisola''. Lo scioglimento e' stato accertato in diverse zone della penisola occidentale, dove da sempre le temperature non superano mai lo zero e i ghiacci fino ad oggi erano considerati eterni. Non e' piu' cosi': la ricerca ha dimostrato che dal 2005 ad occhi per prolungati periodi di tempo le temperature hanno raggiunti anche i 5 gradi sopra lo zero. L'accertamento e' stato possibile grazie a un nuovo sistema messo a punto dalla Nasa che permette di distinguere i diversi tipi di ghiaccio che si sono via via formati. E' stato cosi' accertato che le aree in cui il ghiaccio si e' sciolto in acqua (per poi tornare ghiaccio) si sono estese come non non era successo mai negli ultimi trent'anni. Il ghiaccio sciolto e' rimasto sopra la superficie ghiacciata del continente antartico. Tuttavia se quell'acqua dovesse infiltrarsi negli enormi crepacci antartici fino a raggiungere il mare, le conseguenze sugli equilibri dell'ecosistema complessivo potrebbero essere significative. E' anche per questo che secondo la Nasa ''e' opportuno continuare a monitorare via satellite l'area, per capire se il fenomeno sia limitato nel tempo oppure a lungo termine''.(ANSA).
Pigmenti artificiali per il fotovoltaico
17/05/07 09:16
Fonte: Acquisti Verdi, http://acquistiverdi.it
La tecnologia per celle solari sviluppata dal Centro per la ricerca sui nanomateriali della Massey University permetterà ai neozelandesi di generare elettricità dalla luce solare a costi che sono un decimo di quelli delle attuali celle costruite in silicio. La ricerca ha infatti permesso di realizzare pigmenti sintetici molto simili a quelli naturali: uno di essi di colore verde, è una sorta di clorofilla sintetica, mentre un altro pigmento studiato e simile all'emoglobina. Secondo quanto riferito dagli stessi ricercatori, tali pigmenti sintetici potrebbero essere impiegati per costruire celle fotovoltaiche che sfruttano tali composti quali elementi sensibili.
Come dimostrato con un piccolo dispositivo prototipale in grado di alimentare una piccola ventola, con i pigmenti sintetici è possibile far funzionale le celle anche in condizioni di luce scarsa, il che le renderebbe adatte anche al funzionamento in giornate nuvolose. Una possibile applicazione prevede l'integrazione dei pigmenti nel vetro, per realizzare finestre in grado di generare elettricità.
Un ulteriore vantaggio sarebbe un maggiore rispetto per l'ambiente: le nuove celle sono costruite con biossido di titanio, un minerale abbondante, rinnovabile e non tossico ottenuto dalla sabbia nera della Nuova Zelanda. - Fonte: Veneto Nanotech
La tecnologia per celle solari sviluppata dal Centro per la ricerca sui nanomateriali della Massey University permetterà ai neozelandesi di generare elettricità dalla luce solare a costi che sono un decimo di quelli delle attuali celle costruite in silicio. La ricerca ha infatti permesso di realizzare pigmenti sintetici molto simili a quelli naturali: uno di essi di colore verde, è una sorta di clorofilla sintetica, mentre un altro pigmento studiato e simile all'emoglobina. Secondo quanto riferito dagli stessi ricercatori, tali pigmenti sintetici potrebbero essere impiegati per costruire celle fotovoltaiche che sfruttano tali composti quali elementi sensibili.
Come dimostrato con un piccolo dispositivo prototipale in grado di alimentare una piccola ventola, con i pigmenti sintetici è possibile far funzionale le celle anche in condizioni di luce scarsa, il che le renderebbe adatte anche al funzionamento in giornate nuvolose. Una possibile applicazione prevede l'integrazione dei pigmenti nel vetro, per realizzare finestre in grado di generare elettricità.
Un ulteriore vantaggio sarebbe un maggiore rispetto per l'ambiente: le nuove celle sono costruite con biossido di titanio, un minerale abbondante, rinnovabile e non tossico ottenuto dalla sabbia nera della Nuova Zelanda. - Fonte: Veneto Nanotech