06 maggio 2007
In funzione due nuove centrali mini-idro, cioè ad
acqua fluente che sfruttano la deviazione solo
parziale dei corsi d’acqua e tutelano la fauna
ittica
10/05/07 18:26
Fonte: Sorgenia, http://www.sorgenia.it/home
Sono entrate in funzione due nuove centrali idroelettriche di Sorgenia, a Pontey (AO). Utilizzando una portata media di 16,10 metri cubi al secondo d’acqua deviata dalla Dora Baltea, possono produrre fino a 3.500.000 kWh l’una e 4.500.000 kWh l’altra, evitando emissioni di anidride carbonica pari a 5.000 tonnellate annue. Le centrali di Pontey sono due impianti “mini-idro” cioè ad acqua fluente che sfruttano la deviazione solo parziale dei corsi d’acqua.
Nonostante la produzione di energia idroelettrica avvenga sempre in “modo pulito” senza alcuna emissione inquinante in atmosfera, le dighe e i grandi impianti idroelettrici impattano sull’ecosistema e spesso provocano conflitti con altri fruitori d’acqua. Conclusa quindi l’era delle grandi dighe, la politica che perseguiamo è quella di realizzare impianti di piccola dimensione e di recuperare centraline dismesse che nel loro insieme contribuiscono all’ulteriore diffusione di produzione idroelettrica. Il buon rapporto fra portata minima d’acqua e un’apprezzabile produzione di energia elettrica assicura perciò all’ecosistema fluviale un naturale processo biologico e fisico. L’installazione di “scale di risalita” consente il passaggio della fauna acquatica anche in presenza degli sbarramenti, mentre apposite reti evitano che i pesci entrino nelle turbine o nell’opera di presa. Inoltre nei confronti degli altri fruitori del corso d’acqua, ad esempio gestori dell’acqua potabile e pescatori, abbiamo adottato precisi accorgimenti per consentirne le attività.
Le strutture di servizio di Pontey sono di dimensioni contenute, costruite secondo lo stile architettonico tipico delle aree dove sono collocate, perfettamente integrate nel panorama circostante in modo da non recare danni al turismo anche in una zona ad alta valenza paesaggistico-ambientale come la Val d’Aosta.
Sono entrate in funzione due nuove centrali idroelettriche di Sorgenia, a Pontey (AO). Utilizzando una portata media di 16,10 metri cubi al secondo d’acqua deviata dalla Dora Baltea, possono produrre fino a 3.500.000 kWh l’una e 4.500.000 kWh l’altra, evitando emissioni di anidride carbonica pari a 5.000 tonnellate annue. Le centrali di Pontey sono due impianti “mini-idro” cioè ad acqua fluente che sfruttano la deviazione solo parziale dei corsi d’acqua.
Nonostante la produzione di energia idroelettrica avvenga sempre in “modo pulito” senza alcuna emissione inquinante in atmosfera, le dighe e i grandi impianti idroelettrici impattano sull’ecosistema e spesso provocano conflitti con altri fruitori d’acqua. Conclusa quindi l’era delle grandi dighe, la politica che perseguiamo è quella di realizzare impianti di piccola dimensione e di recuperare centraline dismesse che nel loro insieme contribuiscono all’ulteriore diffusione di produzione idroelettrica. Il buon rapporto fra portata minima d’acqua e un’apprezzabile produzione di energia elettrica assicura perciò all’ecosistema fluviale un naturale processo biologico e fisico. L’installazione di “scale di risalita” consente il passaggio della fauna acquatica anche in presenza degli sbarramenti, mentre apposite reti evitano che i pesci entrino nelle turbine o nell’opera di presa. Inoltre nei confronti degli altri fruitori del corso d’acqua, ad esempio gestori dell’acqua potabile e pescatori, abbiamo adottato precisi accorgimenti per consentirne le attività.
Le strutture di servizio di Pontey sono di dimensioni contenute, costruite secondo lo stile architettonico tipico delle aree dove sono collocate, perfettamente integrate nel panorama circostante in modo da non recare danni al turismo anche in una zona ad alta valenza paesaggistico-ambientale come la Val d’Aosta.
CLIMA: CNR, APRILE 2007 IL PIU' CALDO DAL 1800
10/05/07 18:25
(ANSA) - ROMA - Quello appena concluso e' stato
l'aprile piu' caldo dal 1800 ad oggi, con 2,9
gradi in piu' rispetto alla media di riferimento
del periodo 1961-1990. Il secondo posto spetta
all'aprile 1800, con 2,6 gradi in piu' rispetto
alla media. E' quanto emerge dai dati
dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del
clima (Isac) del Consiglio nazionale delle
ricerche (Cnr). L'anomalia di temperatura
dell'aprile 2007, rilevano gli esperti
dell'Isac-Cnr, e' dovuta soprattutto alle
differenze rispetto al periodo di riferimento
1961-1990 rilevate al Nord (fino a 4,5 gradi in
piu') e in misura minore a quelle rilevate al Sud
(fino a 2,5 gradi in piu') e al Centro (fino a
3,5 gradi in piu'). L'aprile 2007 e' stato anche
particolarmente povero di pioggia: il 19% piu'
secco rispetto alla media 1961-90.
Tuttavia non si tratta di una misura da record, ma della 59/ma posizione nel periodo 1800-2007. In quest'ultimo periodo l'aprile piu' piovoso e' stato quello del 1879 (il 108% in piu' rispetto alla media), mentre il piu' secco e' stato quello del 1844 (l'88% di precipitazioni in meno). Se si considerano invece Nord e Sud separatamente, si notano precipitazioni fino all'80% inferiori alla media del periodo 1961-90 in alcune zone del Centro-Nord e fino al 75% superiori in alcune zone del Sud. (ANSA).
Tuttavia non si tratta di una misura da record, ma della 59/ma posizione nel periodo 1800-2007. In quest'ultimo periodo l'aprile piu' piovoso e' stato quello del 1879 (il 108% in piu' rispetto alla media), mentre il piu' secco e' stato quello del 1844 (l'88% di precipitazioni in meno). Se si considerano invece Nord e Sud separatamente, si notano precipitazioni fino all'80% inferiori alla media del periodo 1961-90 in alcune zone del Centro-Nord e fino al 75% superiori in alcune zone del Sud. (ANSA).
RIFIUTI. IL LAZIO FINIRA' COME LA CAMPANIA, anche
grazie ai commissariamenti parassitari
10/05/07 18:25
Fonte: Aduc, Associazione per i Diritti degli
Utenti e Consumatori http://www.aduc.it
E' allarme rosso per i rifiuti nel Lazio. La capacita' dell'attuale sistema basato principalmente sulle discariche, e' arrivato al limite. Il tira e molla tra il Presidente della Regione, Piero Marrazzo, e il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraio Scanio, rischia di mandare alle calende greche la soluzione del problema. Le immagini della Campania, con montagne di rifiuti lungo le strade o in depositi temporanei, puo' diventare una realta' a breve termine anche nel Lazio. Quello che si prospetta e' un aumento delle tassa sui rifiuti: inviare le ecoballe in un termovalorizzatore in Germania ha dei costi che qualcuno deve
sostenere e, come al solito, il cerino acceso verra' lasciato in mano agli utenti. Nel 1993 (preistoria) l'allora Giunta regionale del Lazio approvo' un piano, proposto dall'assessore all'Ambiente (lo scrivente, Primo Mastrantoni) per la costruzione di 5 termovalorizzatori, 2 per la Provincia di Roma, 1 ciascuna per le Province di Latina e Frosinone, 1 per le Province di Viterbo e Rieti. La proposta era accompagnata da sostanziosi investimenti per la raccolta differenziata e il riciclo dei rifiuti. L'iniziativa fu trasmessa al Consiglio regionale per l'approvazione. Purtroppo ci fu l'ennesima crisi di Giunta e non se ne fece piu' nulla. Nei successivi 10 anni (1995-2005) si succedettero Giunte di sinistra e di destra ma il problema dei rifiuti nel Lazio, e in particolare a Roma, rimase sostanzialmente insoluto. A questa incapacita' di governare, si e' aggiunta la beffa del commissariamento della regione Lazio, effettuata dal precedente governo Berlusconi e reiterata dal governo Prodi. Si commissaria un Ente che non e' in grado si assolvere ai propri compiti ma il commissario non puo' essere il Presidente della Regione, cioe' proprio dell'Ente che viene commissariato. Insomma si dichiara che una struttura non funziona e se ne mette a capo il responsabile. Che pasticcioni, questi governanti!
E' allarme rosso per i rifiuti nel Lazio. La capacita' dell'attuale sistema basato principalmente sulle discariche, e' arrivato al limite. Il tira e molla tra il Presidente della Regione, Piero Marrazzo, e il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraio Scanio, rischia di mandare alle calende greche la soluzione del problema. Le immagini della Campania, con montagne di rifiuti lungo le strade o in depositi temporanei, puo' diventare una realta' a breve termine anche nel Lazio. Quello che si prospetta e' un aumento delle tassa sui rifiuti: inviare le ecoballe in un termovalorizzatore in Germania ha dei costi che qualcuno deve
sostenere e, come al solito, il cerino acceso verra' lasciato in mano agli utenti. Nel 1993 (preistoria) l'allora Giunta regionale del Lazio approvo' un piano, proposto dall'assessore all'Ambiente (lo scrivente, Primo Mastrantoni) per la costruzione di 5 termovalorizzatori, 2 per la Provincia di Roma, 1 ciascuna per le Province di Latina e Frosinone, 1 per le Province di Viterbo e Rieti. La proposta era accompagnata da sostanziosi investimenti per la raccolta differenziata e il riciclo dei rifiuti. L'iniziativa fu trasmessa al Consiglio regionale per l'approvazione. Purtroppo ci fu l'ennesima crisi di Giunta e non se ne fece piu' nulla. Nei successivi 10 anni (1995-2005) si succedettero Giunte di sinistra e di destra ma il problema dei rifiuti nel Lazio, e in particolare a Roma, rimase sostanzialmente insoluto. A questa incapacita' di governare, si e' aggiunta la beffa del commissariamento della regione Lazio, effettuata dal precedente governo Berlusconi e reiterata dal governo Prodi. Si commissaria un Ente che non e' in grado si assolvere ai propri compiti ma il commissario non puo' essere il Presidente della Regione, cioe' proprio dell'Ente che viene commissariato. Insomma si dichiara che una struttura non funziona e se ne mette a capo il responsabile. Che pasticcioni, questi governanti!