Sabato 26 marzo: “L’ora della Terra”

L’Italia sostenibile e a emissioni zero non è una chimera, ma una realtà possibile e già avviata in alcune realtà del nostro territorio. A pochi giorni dell’Ora della Terra, il grande evento globale WWF per la lotta al cambiamento climatico che sabato 26 marzo dalle 20.30 alle 21.30 spegnerà luoghi simbolo ed edifici privati in più di 130 Paesi del mondo, il WWF presenta una prima mappa di modelli virtuosi “made in Italy”, un’ “avanguardia sostenibile” fatta di Comuni, Province, imprese o gruppi di cittadini, che attraverso misure tecnologicamente avanzate o semplici accorgimenti per ottimizzare risorse ed energia, stanno riducendo notevolmente il proprio impatto sul pianeta e che se fossero “clonati” da tutti gli 8.000 Comuni, dalle 110 province, dalle migliaia di imprese e gruppi di cittadini presenti sul nostro territorio, potrebbero davvero trasformare l’Italia, facendo guadagnare l’intero Paese in equilibri ambientali, benessere economico e sociale, qualità della vita e sicurezza. L’Ora della Terra di sabato 26 sarà quindi un’occasione unica per celebrare il futuro sostenibile che c’è già e a livello globale si aprirà con un minuto di silenzio dedicato alle vittime del Giappone.


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La Commissione Ue fa il punto sulla risorsa idrica: equilibrio instabile

In occasione della giornata Mondiale dell'Acqua la Commissione europea ha stilato un rapporto in cui fa il punto sui progressi compiuti dagli Stati membri nella lotta contro la carenza idrica e la siccità, in vista della revisione della politica delle acque che si attuerà nel 2012. Nel dossier viene evidenziato come l'equilibrio tra le esigenze crescenti dei diversi settori di utilizzo e le risorse idriche disponibili sia sempre più instabile e in molte parti d'Europa sia stata raggiunta una soglia critica. Nello specifico, l'Europa meridionale (Cipro, Malta..) è quella che soffre di più a causa di limitate risorse idriche disponibile, della più alta domanda d'acqua e della bassa piovosità. Ma anche altri Stati membri (Spagna, Francia, Ungheria, Portogallo e Regno Unito) hanno registrato livelli di siccità e precipitazioni sotto la media per lunghi periodi negli anni passati o dovuto affrontare la carenza idrica in alcune località specifiche (vedi Paesi Bassi, Romania e Svezia).

Quindi la criticità non riguarda solo i paesi del Mediterraneo ma il fenomeno è in crescita in tutta Europa, aggravato dai cambiamenti climatici in atto. Studi recenti hanno evidenziato che entro il 2050, la maggior parte delle regioni europee dovrà affrontare un stress idrico moderato o grave, in gran parte dovuto a uno sfruttamento non sostenibile delle acque. Il problema ormai è collegialmente riconosciuto e già dal 2010 sono state intraprese, da alcuni Stati membri, misure per contrastarlo. In base a quanto riportato nel rapporto sono state attivate politiche di tariffazione, il miglioramento degli strumenti di gestione delle risorse idriche e misure di conservazione e uso razionale dell'acqua. Come è noto non ci sono soluzioni miracolistiche ma è l'insieme di interventi strutturali e attuazione di buone pratiche locali che può contribuire a ridurre la criticità. Il rapporto sottolinea che molto rimane ancora da fare, specialmente per una gestione sostenibile dell'acqua all'interno delle abitazioni, per ridurre le perdite acquedottistiche, per ridurre i prelievi abusivi.

La revisione della strategia contro la scarsità di risorse idriche e la siccità che l'Unione europea metterà in pratica nel 2102 sarà incentrata su: uso razionale dell'acqua in agricoltura e ambiente urbano; inserimento del problema della carenza idrica e siccità nella pianificazione (politiche settoriali e non) e nei piani di bacino; nuove politiche di tariffazione dell'acqua e distribuzione delle risorse idriche.

Vedremo quali saranno i nuovi input, ma anche solo rispondendo a quanto previsto dalle normative vigenti (vedi ad esempio quanto contenuto nei Piani di gestione dei distretti idrografici) in scala di priorità, si potrebbero compiere notevoli passi in avanti. Il problema quindi è la cogenza e il rispetto delle norme e l'attuazione delle misure previste nelle pianificazioni, in un sistema frammentato in cui si confondono le responsabilità dei vari livelli istituzionali e dove nessuno controlla.

La gestione dell’acqua durante gli eventi estremi: l’Oms lancia le linee guida

La gestione dell'acqua durante gli eventi estremi. Non solo carenza idrica ma anche l'altra faccia della medaglia rappresentata dal rischio idrogeologico. Nella Giornata mondiale dell'Acqua, l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) si è soffermata su questo aspetto lanciando le nuove linee guida internazionali.

«Affrontare i bisogni crescenti relativi alla fornitura in sicurezza dei servizi igienico-sanitari e acqua potabile in ambiente urbano- spiegano dall'Oms- è una delle questioni più urgenti a livello globale e una delle sfide principali poste dal cambiamento climatico». Il numero degli eventi estremi legati agli effetti dei cambiamenti climatici è aumentato del 65% in Europa tra il 1998 e il 2007, con una perdita economica raddoppiata fino a quasi 14 miliardi di euro rispetto alla decade precedente. Circa 40 milioni di persone hanno richiesto negli scorsi 20 anni assistenza di base e sanitaria (un riparo sicuro, assistenza medica, acqua potabile) con una crescita del 400% rispetto agli 8 milioni di persone colpite nelle precedenti due decadi. In questo contesto si inserisce la pubblicazione presentata dal Centro europeo ambiente e salute dell'Oms e dal ministero dell'Ambiente. Nel nostro paese sono oltre 6.500 i comuni italiani con zone ad alta criticità idrogeologica per un totale di oltre 3,5 milioni di abitanti (il 6%) esposti al pericolo di frane o alluvioni: nel 54% dei casi le abitazioni sono costruite in aree ad alto rischio e nel 19% vi sono strutture pubbliche sensibili come scuole e ospedali. L'Italia, ha un tasso di urbanizzazione del 68% con un aumento annuale dello 0.4%, ha molte infrastrutture per cui - si legge nel rapporto - i danni potrebbero essere potenzialmente più ingenti. Per questo secondo gli esperti dell'Oms le città hanno bisogno di grandi quantità di acqua potabile, un sistema di fognature ben funzionante e un adeguato sistema di depuratori, idonei a resistere sia alle piogge intense, alle siccità prolungate e ai black-out elettrici.

«In condizioni di piogge o siccità estreme- ha dichiarato Francesca Racioppi, responsabile del Centro europeo ambiente e salute dell'Oms- i servizi per l'approvvigionamento idrico e di smaltimento e trattamento delle acque reflue possono essere danneggiati o non funzionare correttamente, con conseguente limitazione del servizio o contaminazione dell'acqua potabile e effetti importanti sulla salute dei cittadini. Con questa pubblicazione desideriamo assistere i decisori e gli operatori europei del settore a rendere i servizi di fornitura di acqua e igiene resistenti agli eventi estremi, proteggendo così la salute umana dai rischi di contaminazione ambientale». Del resto di questo servizio almeno in Italia ed in particolare al Sud, pare che ce ne sia bisogno. Secondo quanto contenuto nel rapporto, sono pochi i comuni che svolgono una politica efficace e adeguata di prevenzione, informazione e pianificazione d'emergenza. Solo il 22% delle amministrazioni nazionali interviene per mitigare il rischio idrogeologico, mentre il 57% lavora per prevenire i danni derivanti da alluvioni e frane. «L'acqua è al centro delle politiche di adattamento dei cambiamenti climatici- ha aggiunto Corrado Clini, direttore generale del ministero dell'Ambiente- testi come questo si distinguono per essere riusciti ad affrontare problemi complessi in una visione di insieme, attraverso un approccio integrato, ambiente e salute, alla sostenibilità, con motivazioni e elementi tecnici utili per pianificatori e decisori pubblici ma anche per cittadini e media».

Referendum su nucleare e acqua, Legambiente in piazza sabato 26 marzo

“Sul nucleare – dichiara il presidente dell’associazione ambientalista Vittorio Cogliati Dezza – aiutiamo il governo nella sua pausa di riflessione, esprimendo chiaramente il nostro rifiuto sul rilancio dell’energia atomica. Le centrali sono pericolose, costose e non servono all’Italia. Siamo contrari, inoltre – aggiunge Cogliati Dezza – all’obbligo di privatizzazione del servizio idrico nel nostro Paese, perché l’acqua è un bene comune e il suo utilizzo deve rispondere a criteri di pubblica utilità. Il decreto Ronchi va modificato, considera erroneamente la gestione privata come la soluzione di tutti i mali e minaccia quelle gestioni pubbliche che hanno garantito un servizio efficace, efficiente ed economico”.
Più che privatizzare il sistema idrico, occorre, infatti, risolvere i numerosi problemi del servizio idrico in Italia, dove il 33% dell’acqua potabile si perde nelle reti colabrodo di trasporto e di distribuzione tanto che, in alcune regioni, l’accesso è razionato e irregolare nei mesi estivi.
Secondo Legambiente il nucleare è pericoloso, come dimostrano, purtroppo, la tragedia giapponese di Fukushima e il disastro di Cernobyl, e non esiste tecnologia che possa escludere il rischio di gravi incidenti con fuoriuscita di radioattività.
Le centrali, inoltre, rilasciano radioattività nell’ambiente anche nel normale funzionamento, senza incidenti. L’agricoltura rischia di essere pesantemente penalizzata e i bambini che abitano nelle vicinanze corrono maggiori rischi di contrarre la leucemia, come dimostra un’indagine epidemiologica tedesca che rileva una dipendenza dell’insorgenza di patologie infantili (bambini da 0 a 5 anni) dalla vicinanza alla centrale.
Lo smaltimento definitivo delle scorie, poi, è un problema irrisolto e non da poco. Queste restano radioattive per decine di migliaia di anni e non esiste attualmente al mondo un deposito definitivo per smaltirle in sicurezza per un periodo così lungo.


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APERTO BANDO LIFE PLUS 2011, SCADENZA PROPOSTE IL 18 LUGLIO

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il bando Life-plus aperto alle candidature di progetti nelle 3 aree del programma: Natura e biodiversità; Politica e governance ambientali; Informazione e comunicazione.
Il budget complessivo del bando 2011 ammonta ad oltre 267 milioni di euro, di cui almeno il 50% è assegnato a misure di sostegno alla conservazione della natura e della biodiversità.
La scadenza per la presentazione delle proposte è stata fissata al 18 luglio e entro il ottobre tutte le idee ricevute saranno trasmesse alla Commissione europea dal Punto di Contatto Nazionale Life 2011.
Life-plus è il programma mirato a contribuire alla formulazione e all'attuazione della politica e della legislazione comunitarie in materia ambientale al fine di contribuire alla promozione dello sviluppo sostenibile.
Life-plus concorre all'attuazione del Sesto programma di azione in materia di ambiente, contribuendo a migliorare la qualità dell'ambiente; a stabilizzare le concentrazioni dei gas serra; a tutelare, conservare, ripristinare e migliorare il funzionamento dei sistemi naturali, degli habitat naturali e della flora e fauna selvatiche; a promuovere una migliore gestione delle risorse e dei rifiuti; a elaborare approcci strategici per quanto riguarda la formulazione, l'attuazione e l'integrazione delle politiche.
A questo fine il programma si sviluppa sulle tre linee direttrici: natura e biodiversità che si incentra sulla piena attuazione delle direttive europee sulla conservazione degli habitat, sugli uccelli selvatici e sul rafforzamento delle conoscenze necessarie per sviluppare, valutare e monitorare la legislazione in tale settore; politica ambientale e governance applica le misure e gli interventi del Sesto programma d'azione per l'Ambiente e adotta gli approcci strategici allo sviluppo, rafforzamento ed esecuzione delle politiche; informazione si incentra sullo sviluppo della comunicazione delle tematiche ambientali e sulla promozione dei modi e degli strumenti necessari a favorire l'accesso dei cittadini alle informazioni.
Destinatari del bando anche quest'anno saranno le Autorità azionali, regionali e locali; gli organismi specializzati previsti dalla legislazione comunitaria; le organizzazioni internazionali, per azioni negli Stati membri e nei paesi associati; le organizzazioni non governative.
(ANSA)