11 marzo 2007
CLIMA:G8 AMBIENTE;LIPU A PECORARO,TUTELA NATURA VICINO KYOTO

Al prossimo vertice G8+5 di Postdam in Germania ''l'Italia affianchi la tutela della natura al Protocollo di Kyoto e promuova un piano d'azione per la biodiversita' e la lotta contro la deforestazione e la desertificazione''. Questo quanto chiede la Lipu al ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, che da oggi fino a sabato 17 marzo sara' nella citta' tedesca dove e' previsto il vertice G8 su biodiversita' e clima. In particolare la Lipu chiede al ministro dell'Ambiente un forte impegno perche' il meeting possa fare proprie tre proposte: ''La prima - scrive la Lipu - e' un adeguato finanziamento di un Piano d'azione per la biodiversita' che incorpori l'obiettivo globale di ridurre la perdita di biodiversita' entro il 2010. La seconda e' un chiaro riconoscimento dei benefici della biodiversita' in termini di salute, alimentazione, sicurezza, educazione e sviluppo, unito alla richiesta di integrare la conservazione della biodiversita' nei piani e nelle strategie di questi settori. La terza e' dimezzare il tasso di perdita delle foreste e il raddoppio della superficie di foreste gestite in modo ecologicamente sostenibile entro il 2015''. ''L'entita' del consumo di natura e le sue ricadute sulla salute del pianeta - scrive nella lettera al Ministro il Presidente Lipu, Giuliano Tallone - di cui perdita di biodiversita' e accumulo di gas serra costituiscono gli esempi massimi, ci chiamano ad un impegno indifferibile, immediato e concreto verso politiche che siano necessariamente integrate''.
(ANSA) GU
INQUINAMENTO: GIRASOLI PER DECONTAMINARE TERRENI
Ottime spugne per decontaminare i terreni dagli idrocarburi in modo sostenibile. Sono i girasoli, l'ultima novita' in fatto di ''bioremediation'', cioe' trattamenti biologici che consentono il recupero di suoli contaminati direttamente in loco. In particolare, la sperimentazione dei girasoli e' uno dei casi contenuti nel Rapporto Bonifiche 2007 presentato oggi da Federambiente. Il bio-fitotrattamento, condotto dall'Amiat di Torino, e' stato impiegato nel Parco del Meisino, lungo il fiume Po a Torino. Un cumulo di terreno da smaltire e' stato distribuito su un'area di circa 1.100 mq con uno spessore di circa 50 cm, per poi essere fresato e quindi seminato con l'Heliantus annuus, il girasole, nel mese di luglio 2006. Le piante sono state quindi estirpate, a mano, ad ottobre.
Al momento della raccolta i girasoli erano in piena fioritura e la sperimentazione ha avuto un esito positivo: dalle analisi del terreno si e' riscontrata una riduzione del 90% degli idrocarburi, mentre i metalli non hanno subito riduzioni, probabilmente a causa del non completo sviluppo delle piante. Altra frontiera della bioremediation, oltre a quella sugli idrocarburi, riguarda anche la riduzione della presenza di ferro nelle fibre di amianto, tramite l'utilizzo di microrganismi. Un fungo poi, il Phanerochaete chrysosporium, e' in grado di digerire le resine fenoliche, sottoprodotti della lavorazione del petrolio. In Italia, secondo i dati riportati da Federambiente, i siti di bonifica di interesse nazionale sono 51 e le aree contaminate all'interno di questi siti rappresentano circa il 2,3% del territorio, con 692.818 ettari e una stima dei costi totali di bonifica di quasi tre miliardi di euro, cioe' lo 0,2% del Pil nazionale. (ANSA)

Cassazione su veicoli fuori uso: doppio binario normativo
L'attuale disciplina dei rifiuti rappresentati dai veicoli fuori uso è contenuta in due paralleli provvedimenti, ossia nello storico Dlgs 209/2003 (in vigore) e nel recente Dlgs 152/2006 (cd. "Codice ambientale").
A sottolineare tale dicotomia è la Corte di Cassazione, che con sentenza 8 febbraio 2007 n. 5319 ha ricordato come la gestione dei veicoli giunti a fine vita risulta essere disciplinata:
• dal Dlgs 209/2003, espressamente mantenuto in vigore dal citato Dlgs 152/2006 (articolo 231), che continua ad applicarsi ai veicoli a motore (giunti a fine vita) appartenenti alle categorie M1 ed N1 di cui all'allegato II, parte A, della direttiva 70/156/Cee, ed ai veicoli a motore a tre ruote come definiti dalla direttiva 2002/24/Ce, con esclusione dei tricicli a motore;
• dal medesimo Dlgs 152/2006, che disciplina in via residuale la gestione di tutti i rifiuti da veicoli non rientranti nel campo di applicazione del citato Dlgs 203/2003. n. 209.
FONTE:www.reteambiente.it
Vincenzo Dragani

Mud : a breve la presentazione

Si avvicina a grandi passi il 30 aprile 2007, termine di scadenza per la presentazione del Mud (Modello unico di dichiarazione ambientale).
Al riguardo, si segnala che non sono stati emanati entro lo scorso 1 marzo Dpcm di modifica e/o integrazione delle schede Mud ad oggi recate dai Dpcm 24 dicembre 2002 e 22 dicembre 2004 (ex legge 93/2001); e che il Dlgs 152/2006 ha introdotto alcune novità con riguardo, soprattutto, alla platea dei soggetti obbligati. In particolare, si evidenzia che sono soggetti al Mud le imprese che esercitano la raccolta e il trasporto dei propri rifiuti non pericolosi come attività ordinaria e regolare (e questo a prescindere dalle quantità); e le imprese che trasportano i propri rifiuti pericolosi in quantità che non eccedono 30 kg./giorno o 30 litri/giorno.
Per tali soggetti non è stata prevista l'esclusione dal Mud (e dai registri) neanche in ragione di modeste quantità.
FONTE:www.reteambiente.it
Alessandro Radrizzani
RAPPORTO ONU, TRA 20 ANNI MILIONI DI PERSONE SENZ'ACQUA
Un atteso rapporto Onu lancia l' allarme rosso sui cambiamenti climatici: bisogna agire subito e ridurre l'emissione di gas nocivi se si vogliono evitare conseguenze devastanti per il nostro pianeta. Fra vent'anni vi saranno gia' centinaia di milioni di persone senza acqua. Nel 2050 l'Europa potrebbe perdere tutti i suoi ghiacciai. Nel 2100 meta' delle vegetazione mondiale sara' estinta.L'appello lanciato ai governi di tutto il mondo dall' Intergovernmental Panel on Climate Change, un network che fa capo alle Nazioni Unite, che ha compilato il rapporto con il contributo di circa mille esperti, presenta contenuti inquietanti. Il documento finale verra' presentato ad aprile in Belgio, ma anticipazioni sulla bozza sono gia' trapelate sui media.Tra gli ammonimenti del rapporto: centinaia di milioni di persone rimarranno senza acqua nei prossimi due decenni, mentre epidemie come la malaria si estenderanno anche a zone non tropicali; vaste aree sono a rischio inondazioni a causa dell'innalzarsi del livello dei mari e interi habitat potrebbero essere sconvolti (con l'estinzione di intere specie animali).Tra i piu' a rischio: gli orsi polari entro il 2050 potrebbero essere visti solo dietro le reti degli zoo.Il documento e' perentorio. Una catastrofe ambientale e' alle porte. Mai fino ad ora era stata annunciata in termini cosi' decisi e attribuita con tanta sicurezza ai cambiamenti climatici in corso. La bozza del rapporto dovra' passare il vaglio delle commissioni nazionali ma il messaggio dovrebbe restare lo stesso quando verra' presentato ufficialmente il mese prossimo a Bruxelles, proprio dove l'Unione Europea la scorsa settimana ha stabilito la riduzione sostanziale entro il 2020 delle emissioni di gas dannosi.
Le raccomandazioni incluse nel documento si concentrano sulla necessita' di ridurre i gas nocivi per recuperare qualche speranza, perche' quanto osservato fino ad ora 'non e' per niente incoraggiante', si afferma nel rapporto. E' il secondo di quattro previsti sull'argomento e, rispetto all'analisi condotta dalla stessa commissione solo nel 2001, mostra una situazione gia' peggiorata in tempi rapidissimi.
'Sta succedendo molto velocemente, piu' di quanto ci aspettassimo', spiega Patricia Romero Lankao, tra gli esperti americani che hanno collaborato alla stesura del rapporto. 'In America, per esempio, abbiamo gia' assistito ad alcune delle conseguenze dei cambiamenti climatici, non ultimi gli uragani.
E' un problema che presto riguardera' tutti, anche se a subirne i maggiori danni saranno le zone piu' povere del pianeta'.
E se in Africa in meno di vent'anni saranno centinaia di milioni le persone che soffriranno la mancanza di acqua e decine di milioni in America Latina, lo stesso rischio lo correranno almeno un miliardo di asiatici entro il 2050. In tutto il mondo, nel 2080, potrebbero raggiungere i tre miliardi le persone a rischiare la vita per mancanza d'acqua. Devastanti le conseguenze anche per l'Europa i cui ghiacciai potrebbero essere scomparsi gia' nel 2050, mentre fino a meta' della vegetazione potrebbe risultare estinta entro il 2100. 'Viaggiamo davvero sul limite di una estinzione in massa', Sostiene Terry Root della Stanford University, anche lui co-autore del testo.
E non e' escluso inoltre che si sia gia' raggiunto il punto di non ritorno secondo il Panel che, istituito dall'Onu nel 1988, ha il compito di fornire resoconti periodici sullo stato della terra. 'I danni potrebbero essere contenuti, anche se non del tutto evitati', sottolinea il rapporto, 'solo se entro una generazione il mondo intero riuscira' a ridurre le emissioni nocive stabilizzando la quantita' di gas serra presenti nell'atmosfera'.
Anna Lisa Rapana' (ANSA)
NATURA: LIPU FIRMA PROTOCOLLO A DIFESA ECOSISTEMI MARINI
ROMA - Salvaguardare la biodiversita' degli ecosistemi marini, degli uccelli pelagici e dei loro siti di riproduzione. Questo lo scopo, annuncia la Lipu-BirdLife Italia in una nota, della sua firma della ''Carta di Roma per il patrimonio marittimo'', in occasione del Salone della nautica nella Capitale. Si tratta di un protocollo, spiega la Lipu, che si pone l'obiettivo di salvaguardare il patrimonio marittimo dell'Italia, dai beni demaniali al patrimonio archeologico fino alla pesca. ''Abbiamo sottoscritto questo protocollo - afferma Giuliano Tallone, presidente Lipu-BirdLife Italia - perche' riteniamo fondamentale che nel concetto di patrimonio marittimo rientrino gli elementi dell'ecosistema, formati dalla fauna ittica, intesa non solo come stock per la pesca, e dagli uccelli marini, le loro colonie e siti di riproduzione''.
Un lavoro, quello sulle aree marine, che la Lipu sta gia' portando avanti con il progetto Iba, ossia le aree importanti per gli uccelli, che cerca di salvaguardare le specie di volatili e l'habitat dove sostano e si riproducono. ''Gli uccelli selvatici sono un importante indicatore dello stato dell'ambiente - ricorda la Lipu - e in questo caso specie come Berta maggiore, Berta minore e Uccello delle tempeste possono darci molte informazioni sulla salute degli ecosistemi marini. Da qui l'esigenza e l'urgenza della loro salvaguardia, anche perche' si tratta di specie presenti nella Lista rossa come ''vulnerabili'''.
(ANSA)




Una manutenzione regolare delle autovetture è più efficace dei blocchi del traffico
Una manutenzione regolare delle autovetture è più efficace dei blocchi del traffico. Se i bollini blu non fossero solo per le banane … I provvedimenti di limitazione del traffico servono a poco, sono ben altre le cause delle polveri sottili
Sono ancora oltre otto milioni le autovetture non catalizzate in circolazione nel nostro Paese. Si tratta di auto non catalizzate e con emissioni inquinanti superiori di gran lunga rispetto a quelle di una vettura immatricolata nel 2007. Il dato emerge da uno studio dell’Osservatorio Autopromotec, la rassegna espositiva internazionale di attrezzature, prodotti e servizi per l'assistenza ai mezzi di trasporto, la cui 22° edizione, si terra' alla Fiera di Bologna dal 23 al 27 maggio 2007. Questi dati ripropongono l'emergenza dell'inquinamento che, come ogni inverno negli ultimi anni, sale alla ribalta delle cronache nazionali con i provvedimenti di limitazione della circolazione automobilistica nei principali centri ed aree urbane del nostro Paese. Il quadro appare pero'ancora piu' preoccupante se si considera che, come rivelano studi recenti, i blocchi del traffico si rivelano sostanzialmente inefficaci. All'inizio del 2006 il peso delle "non catalizzate" nelle principali citta' italiane non scende al di sotto del 14,65% di Firenze. La situazione e' pero' molto piu' grave a Palermo, dove le non catalizzate sono tre su dieci e soprattutto a Napoli dove sono addirittura quattro su dieci. Per far fronte a questa situazione sarebbe, ovviamente, necessaria una maggiore accelerazione del rinnovo del parco circolante. Certo gli incentivi alla rottamazione attualmente in vigore daranno un contributo importante, ma per sostituire 8 milioni di auto non catalizzate altamente inquinanti ci vorra' molto tempo.
Negli ultimi anni l'industria automobilistica ha significativamente ridotto le emissioni inquinanti dei veicoli, tanto che le autovetture con motorizzazioni Euro 3 ed Euro 4 hanno livelli di emissione di polveri sottili – le PM10 - molto contenuti. Come dimostra un recente studio del CSST (Centro Studi sui Sistemi di Trasporto) eseguito durante le limitazioni del traffico nelle citta' di Roma, Milano, Torino e Bologna, il divieto di circolazione per tutti i veicoli ha ridotto di appena il 3% le emissioni di PM10 da gas di scarico rispetto al divieto di circolazione con esenzione per le autovetture Euro 3 ed Euro 4. Analogamente, la circolazione a targhe alterne per tutti i veicoli ha ridotto solo dell'1% le emissioni di PM10 rispetto alla circolazione a targhe alterne con esenzione per le Euro3 ed Euro4. Quanto emerge dallo studio conferma ancora una volta la poca utilita' dei blocchi totali della circolazione. Nel nostro Paese oltre al trasporto stradale (29%), le emissioni di PM10 sono causate anche dall'industria e dalle centrali termiche (25%), da altre modalita' di trasporto (15%), dagli impianti residenziali e commerciali (11%), dai processi produttivi (10%) e dai processi di combustione naturale (10%). Pertanto per contrastare le
polveri sottili occorrerebbe limitare la pericolosita' anche di queste fonti di inquinamento. Le emissioni nocive causate dal trasporto stradale, variano secondo la tipologia di veicolo e quindi per ridurre le emissioni sarebbero molto più utili provvedimenti selettivi. A partire dall'incentivazione della sostituzione dei veicoli commerciali e degli autobus con veicoli di ultima generazione, possibilmente a metano, per continuare ovviamente, come si diceva, con il rinnovo del parco circolante delle autovetture, proseguendo con la metanizzazione dei sistemi di riscaldamento delle abitazioni civili e con la fluidificazione del traffico ed il coordinamento delle misure di limitazione al traffico in armonia con le disposizioni dell'Unione Europea. (pgc)
L'insieme di queste misure puo' efficacemente contribuire a ridurre l'inquinamento atmosferico. Si tratta pero' di un complesso di interventi che non sono realizzabili in tempi brevi e quindi nell'immediato, focalizzando l'attenzione soltanto sulla quota di inquinamento riconducibile al trasporto stradale (che per quanto riguarda il PM10 non supera il 29%), risultati significativi – come sostiene l'Osservatorio Autopromotec – si possono ottenere, oltre che con gli incentivi alla rottamazione, anche e soprattutto promuovendo la corretta manutenzione dei veicoli. Il livello delle emissioni nocive e' infatti molto piu' elevato per le vetture non sottoposte a regolare manutenzione. L'importanza della manutenzione e' strategica perche' incide sui livelli di emissione dell'intero parco circolante. Anche per combattere la battaglia contro l'inquinamento e' dunque particolarmente importante offrire agli autoriparatori con regolarita' l'occasione per verificare quanto di piu' avanzato la tecnologia mette loro a disposizione per svolgere al meglio la loro attivita'. E' questa indubbiamente una delle funzioni piu' importanti di Autopromotec 2007, la piu' importante rassegna espositiva internazionale di attrezzature, prodotti e servizi per l'assistenza ai mezzi di trasporto che, come si e' detto, verra' inaugurata il prossimo 23 maggio a Bologna.
(pgc)
Fonte: Autostrade News http://www.autostrade.it