02 gennaio 2011

ANSA Acqua: slitta abolizione Ato


Milleproroghe salva distretti idrici per un anno
28 dicembre, 17:52

Slitta di un anno l'abolizione degli Ato (Ambiti territoriali ottimali): il decreto Milleproroghe ha rimandato, infatti, tutto all'anno prossimo. Le regioni non erano ancora pronte a sostituirli. I servizi pubblici, in particolare acqua e rifiuti, avrebbero rischiato di trovarsi senza una regolazione, cadendo in un vuoto normativo. Soltanto la Lombardia (la Puglia ha approvato un ddl che attende il varo del consiglio regionale) aveva provveduto con un proprio provvedimento per supplire alla soppressione degli Ato. Ora, la proroga di un anno consente alle regioni di fare chiarezza e di pensare a come sostituirli.


In linea con questo provvedimento, ma su un versante parallelo, camminano le scadenze del Dl Ronchi. La legge che sostanzialmente allinea la normativa italiana ad alcune direttive Ue nel settore dei servizi pubblici locali di rilevanza economica (ad eccezione dei servizi gas, energia elettrica, trasporto ferroviario regionale e farmacie comunali).



Ecco il quadro:


SCADENZE ATO (SALVATE DAL DL MILLEPROROGHE):


- Il 31 dicembre 2010 gli Ambiti territoriali ottimali dovevano essere soppressi, dando di fatto tutta la responsabilità di individuare un 'supplente' alle Regioni. Prima che la proroga di un anno salvasse le regioni (tutte ferme), soltanto la Lombardia (la Puglia ha approvato un ddl che attende il varo del consiglio regionale) aveva redatto un provvedimento.



- Gli Ato sono nati negli anni '90 con l'intento di superare i confini politici e amministrativi e ridurre la frammentazione delle gestioni. La loro introduzione nel settore idrico risale al 1994 con la Legge Galli. Il processo per la definizione dei confini degli ambiti è stato lungo: queste aree finivano per coincidere non tanto con il profilo geomorfologico o idrogeologico ideale quanto con i confini amministrativi delle province.



SCADENZE DL RONCHI:



- Al 30 dicembre 2010 scadono gli affidamenti alle società miste nelle quali la scelta del partner privato è avvenuta senza gara ad evidenza pubblica; scadono anche le gestioni 'in house' nelle quali l'ente pubblico (o gli enti) non esercitano sulla società un controllo analogo a quello esercitato sui propri uffici e non vi è prevalenza nell'attività svolta verso l'ente proprietario. Scadono poi le gestioni in economia e quelle delle aziende speciali.



- Il 31 dicembre 2011 scadono le gestioni in house conformi alla disciplina comunitaria affidate prima della riforma. Vanno invece a scadenza naturale se privatizzano almeno il 40% con una gara ad evidenza pubblica, e gara a doppio oggetto (la qualità del socio e l'attribuzione di compiti operativi).



- Il 31 dicembre del 2013 scadono le gestioni affidate direttamente a società quotate in borsa a meno che non privatizzino il 30% delle quote azionarie, mentre al 31 dicembre 2015 scadono le gestioni affidate direttamente a società quotate in borsa a meno che non privatizzino il 40% delle quote azionarie.

ANSA Acqua: 92 'bacini' in Italia, uno ogni 600mila persone


In Italia ci sono 92 Ato (Ambiti territoriali ottimali) per il settore idrico. In media ogni Ato riguarda oltre 600.000 cittadini (617.094). Alla quota delle gestioni mancano però 23 affidamenti. La popolazione totale servita (affidata e non) è pari a circa 56 milioni (56.155.587).



Gli Ato sono 92: 45 al nord, 19 al centro, 28 al sud. Gli Ato con affidamenti effettuati sono 69 (32 al nord, 17 al centro, 20 al sud). In totale le società affidatarie sono 114, la maggior parte delle quali (74) al nord e le restanti (30) tra centro (19) e sud (21). In totale le società private sono 7, le miste con partner selezionato sono 23, quelle miste con partner finanziario sono 9, le pubbliche 57 (di18 affidamenti non viene specificata la forma). Per ogni ambito c'è una media nazionale di 1,7 società affidatarie: la media sale al nord con 2,3, ma scende al centro e al sud (in entrambe i casi 1,1).



La dislocazione degli Ato nel nostro Paese (Regione, numero di Ato, popolazione media per Ato):



- in Piemonte ci sono 6 Ato per una popolazione media di 702.232 abitanti;

- in Valle d'Aosta un Ato per 119.548 abitanti;

- in Lombardia 12 Ato per 753.018 abitanti;

- Liguria 4 Ato per 392.946 abitanti;

- Veneto 8 Ato per 578.291 abitanti;

- Friuli Venezia-Giulia 4 Ato per 295.941 abitanti;

- Emilia-Romagna 9 Ato per 442.594 abitanti;

- Toscana 6 Ato per 582.968 abitanti;

- Umbria 3 Ato per 275.275 abitanti;

- Marche 5 Ato per 294.116 abitanti;

- Lazio 5 Ato per 1.022.483 abitanti;

- Abruzzo 6 Ato per 210.399 abitanti;

- Molise un Ato per 320.601 abitanti;

- Campania 4 Ato per 1.425.483 abitanti;

- Puglia un Ato per 4.019.566 abitanti;

- Basilicata un Ato per 597.768 abitanti;

- Calabria 5 Ato per 402.293 abitanti;

- Sicilia 9 Ato per 552.110 abitanti;

- Sardegna un Ato per 1.631.880 abitanti

- Trentino Alto-Adige: non è stato legiferato;

- l'Ato interregionale Lemene a cavallo del confine veneto (guidato dal comune di Portoguraro).



La mappa delle gestioni italiane del servizio idrico (tipologia di affidamento, numero gestori, popolazione servita, percentuale di popolazione):



- l'affidamento 'in house' con 31 gestori per una popolazione servita di 19.287.235 pari al 35% del totale;

- affidamento 'Spa mista' con 12 gestori per 9.771.133 pari al 17%;

- affidamento 'società quotata' con 13 gestori per 10.650.889 pari al 19%; affidamento 'concessione a terzi' con 6 gestori per 3.002.971 pari al 5%; altre tipologie di affidamento hanno 6 gestori per 2.428.224 pari al 4%; non sono affidate 23 gestioni per 11.015.135 pari al 20%.

ANSA La conferenza Onu sui cambiamenti climatici

ROMA - La conferenza Onu sui cambiamenti climatici che si tiene a Cancun, Messico, dal 29 novembre al 10 dicembre, comprende la sedicesima Conferenza delle parti (Cop) e la sesta Conferenza delle parti aderenti al Protocollo di Kyoto (Cmp). In questa occasione vengono discussi gli impegni futuri dei paesi industrializzati rispetto al Protocollo di Kyoto.

Quasi 20 anni fa, nel 1992, la maggior parte delle nazioni firmarono un trattato internazionale - la convenzione Onu sui cambiamenti climatici nota con l'acronimo Unfccc - per cominciare a considerare cio' che si poteva fare per ridurre il riscaldamento globale del pianeta e far fronte a quegli innalzamenti di temperatura che risultassero inevitabili.

Piu' recentemente, un certo numero di nazioni hanno approvato un documento che si aggiunge a quel trattato, il Protocollo di Kyoto, che contiene misure piu' forti e vincolanti: la principale novita' del Protocollo, firmato a Kyoto (Giappone) l'11 dicembre del 1997 ed entrato in vigore il 16 febbraio del 2005, e' che fissa obiettivi vincolanti per 37 paesi industrializzati e per l'Unione Europea per la riduzione di emissioni dei cosiddetti gas a effetto serra (Ghg).

ANSA Energia L'Italia a un passo dal -20% CO2 al 2020 Legambiente chiede di alzare il target a -30%, e' fattibile

Roma guarda a Cancun, e lo fa con l'orgoglio di chi ha i numeri giusti. Per l'Italia infatti sembra a portata di mano il raggiungimento degli obiettivi fissati dall'Unione Europea al 2020 (-20% emissioni CO2), sulla base di uno studio presentato al Senato da AzzeroCo2 in collaborazione con Legambiente e Kyoto Club.

E da 'prima della classe' l'Italia si spinge a chiedere di alzare il target a -30%, ''un obiettivo fattibile, e soprattutto decisamente vantaggioso per le imprese e i cittadini'' ha detto Edoardo Zanchini di Legambiente. ''Per la prima volta, dopo oltre dieci anni - si legge nel rapporto dell'Istituto di ricerca Ambiente Italia - nel 2009 le emissioni globali di CO2 derivanti dagli usi energetici sono diminuite rispetto all'anno precedente, e in Italia le emissioni totali di gas serra sono diminuite del 4,3% tra il 1990 e il 2009. Questa riduzione e' dovuta in larga parte alla crisi economica, ma l'introduzione di una serie di misure di stimolo del mercato puo' produrre una accelerazione dei risultati raggiunti. In particolare, incidendo sui settori dove il Made in Italy e' competitivo (edilizia, automobili, illuminazione pubblica, caldaie e impianti di raffreddamento) si possono tagliare i consumi energetici di circa 9Mtep e le emissioni di Co2 di 28 Mt entro il 2020, con un saldo dell'operazione in attivo per 16 miliardi di euro'' ha sottolineato il ricercatore Rodolfo Pasinetti.

''Il governo dovrebbe guardare con attenzione a questa ricerca - ha detto il responsabile energia di Legambiente Zanchini - perche' dimostra l'importanza di precise politiche di efficienza energetica, come spingere gli incentivi per i passaggi di elettrodomestici verso la classe A, investimenti che poi si ripagano con ben 16 miliardi di euro di benefici. Il 2020 deve essere uno scenario-sfida per il nostro Paese, che percio' deve guardare ai vantaggi, in termini di bollette meno care e posti di lavoro, di un passaggio immediato a un obiettivo -30% al 2020, come proposto dall'Unione Europea a Cancun''. ''Per la prima volta sviluppo e ambientalismo vanno d'accordo'' ha commentato il vicepresidente Kyoto Club Francesco Ferrante, che ha ricordato come negli ultimi tre anni lo sconto fiscale del 55% per chi fa edilizia ecosostenibile abbia creato 50mila posti di lavoro e cambiato la mentalita' di molti artigiani. ''L'impegno della politica e' ora creare una cornice adatta affinche' analoghi interventi possano essere realizzati a favore dell'ambiente per rilanciare l'economia, che e' - ha concluso - questione sociale prioritaria''.

Confindustria, ha detto infine Massimo Beccarello dell'universita' Milano Bicocca - ha chiesto di ''mantenere pari incentivi fino al 2020, e piu' attenzione alla ricerca'', convinta che con un investimento statale di 1,5 miliardi di euro, il beneficio possa prudentemente attestarsi di 3 miliardi di euro. Quindi, anche per Confindustria ''gli obiettivi Ue di riduzione emissioni sono alla nostra portata, e l'efficienza economica collettiva e' un buon affare''.

ANSA Energia: da gennaio 20 milioni famiglie con prezzi biorari


(ANSA) - ROMA, 30 DIC - Da gennaio saranno oltre 20 milioni le famiglie italiane che riceveranno la bolletta calcolata con i nuovi prezzi biorari, meno convenienti nei giorni lavorativi dalle 8 alle 19 e piu' convenienti in tutte le altre ore e in tutti i fine settimana e festivi. Lo ricorda l'Autorita' per l'energia, annunciando che, entro la fine del prossimo anno, il nuovo sistema, che e' automatico e non richiede nuovi contratti, sara' applicato a tutti i consumatori che hanno un contratto di fornitura alle condizioni stabilite dall'Autorita' e dotati di un contatore elettronico intelligente, che puo' leggere i consumi nei diversi momenti.

Da gennaio e' in arrivo poi anche un'altra novita': l'Autorita' ha infatti previsto l'introduzione di bollette semplificate per le forniture di elettricita' o gas o per quelle congiunte di gas ed elettricita' (contratti dual fuel); le nuove bollette saranno corredate da spiegazioni e saranno più facilmente confrontabili fra loro in modo da garantire una maggior trasparenza.(ANSA).